Il mondo degli investimenti finanziari è vasto e in continua evoluzione, offrendo strumenti sempre più sofisticati per gestire il proprio capitale. Tra questi, le opzioni finanziarie rappresentano una risorsa potente, capace di andare oltre il semplice acquisto di azioni. Comprendere cosa sono le opzioni Call e Put e come funzionano è il primo passo per un investitore che desidera esplorare nuove strategie di profitto e protezione. Questi strumenti, pur essendo complessi, offrono una flessibilità unica per operare in diversi scenari di mercato, sia al rialzo che al ribasso.
Questo articolo si propone come una guida pratica al trading con le opzioni, con un focus sul mercato italiano ed europeo. Analizzeremo le differenze fondamentali tra opzioni Call e Put, esploreremo le strategie di base come la Covered Call e la Protective Put, e introdurremo concetti chiave come la volatilità e le “greche”. L’obiettivo è fornire una panoramica chiara e accessibile, anche per chi non ha una formazione specifica in modelli matematici, ma possiede la curiosità e la volontà di far evolvere le proprie competenze di investimento.
Cosa Sono le Opzioni Finanziarie
Le opzioni sono contratti finanziari che rientrano nella categoria degli strumenti derivati. Il loro valore, infatti, non è intrinseco ma “deriva” da quello di un’altra attività finanziaria, definita sottostante. Quest’ultima può essere un’azione, un indice di borsa, una materia prima o una valuta. Il contratto di opzione conferisce all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere una determinata quantità del sottostante a un prezzo prefissato, chiamato strike price, entro una data specifica, nota come data di scadenza. Per ottenere questo diritto, l’acquirente paga una somma di denaro, il cosiddetto premio.
In parole semplici, acquistare un’opzione è come comprare un biglietto che ci dà la possibilità di partecipare a un evento futuro a un prezzo bloccato oggi, senza però essere obbligati a parteciparvi se le condizioni non fossero più vantaggiose.
Esistono due tipologie principali di opzioni, che si distinguono per il diritto che conferiscono: le opzioni Call e le opzioni Put. La comprensione di questa distinzione è fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del trading con le opzioni, poiché costituisce la base di ogni strategia operativa. Ogni opzione, inoltre, può essere di stile “americano” o “europeo”: le prime permettono di esercitare il diritto in qualsiasi momento prima della scadenza, mentre le seconde solo alla data di scadenza. Sul mercato IDEM di Borsa Italiana sono negoziate entrambe le tipologie.
L’Opzione Call: Il Diritto di Acquistare
Un’opzione Call conferisce al suo possessore il diritto di acquistare l’attività sottostante al prezzo di esercizio (strike price) entro la data di scadenza. Un investitore acquista un’opzione Call quando prevede un rialzo del valore del sottostante. Se, alla scadenza, il prezzo di mercato del sottostante è superiore allo strike price, l’investitore può esercitare il suo diritto: acquista l’asset al prezzo più basso concordato (lo strike) e può rivenderlo immediatamente sul mercato al prezzo più alto, realizzando un profitto. La perdita massima per chi acquista una Call è limitata al premio pagato.
Facciamo un esempio pratico. Immaginiamo che le azioni della società Alfa S.p.A. quotino 50€. Un trader, prevedendo un aumento del loro valore, acquista un’opzione Call con strike a 55€ e scadenza a un mese, pagando un premio di 2€ per azione. Se alla scadenza le azioni Alfa quotano 60€, il trader può esercitare l’opzione, acquistando le azioni a 55€ (risparmiando 5€ rispetto al mercato) e ottenendo un profitto netto di 3€ per azione (5€ di guadagno meno i 2€ di premio pagato). Se il prezzo fosse rimasto sotto i 55€, l’opzione sarebbe scaduta senza valore e la perdita sarebbe stata solo il premio di 2€.
L’Opzione Put: Il Diritto di Vendere
A differenza della Call, un’opzione Put conferisce al suo possessore il diritto di vendere l’attività sottostante allo strike price entro la data di scadenza. Un investitore acquista un’opzione Put quando ha una visione ribassista, ovvero si aspetta un calo del valore del sottostante. Se il prezzo di mercato scende al di sotto dello strike price, l’opzione diventa profittevole. L’investitore può acquistare l’asset sul mercato al prezzo corrente (più basso) e venderlo al prezzo più alto garantito dallo strike dell’opzione Put, oppure, se già possiede il titolo, può venderlo a un prezzo superiore a quello di mercato, proteggendosi dalla perdita.
Torniamo all’esempio della società Alfa S.p.A. che quota 50€. Un investitore possiede queste azioni e teme un imminente ribasso. Per proteggersi, acquista un’opzione Put con strike a 48€ e scadenza a un mese, pagando un premio di 1,50€ per azione. Se il prezzo delle azioni crolla a 40€, l’investitore può esercitare la sua Put e vendere le azioni a 48€, limitando la sua perdita. Senza l’opzione, avrebbe subito una perdita di 10€ per azione; con l’opzione, la perdita è contenuta. Questa è una delle applicazioni più comuni e potenti delle opzioni: la copertura del rischio (hedging).
Strategie di Base con Call e Put

Oltre alla semplice speculazione direzionale, le opzioni permettono di costruire strategie più complesse, combinando l’acquisto e la vendita di Call e Put con il possesso del titolo sottostante. Queste tecniche consentono di generare reddito aggiuntivo o di proteggere il proprio portafoglio. In un contesto culturale come quello mediterraneo, dove la tradizione di risparmio è forte ma l’educazione finanziaria è ancora in via di sviluppo, approcciare queste strategie con prudenza è essenziale. Analizziamo due delle strategie più diffuse e adatte a chi inizia: la Covered Call e la Protective Put.
Covered Call: Generare Reddito da Azioni in Portafoglio
La strategia Covered Call (o “Call coperta”) è una delle più utilizzate dagli investitori per generare un flusso di reddito extra dalle azioni che già possiedono. Consiste nel vendere (o “scrivere”) un’opzione Call su un titolo che si ha in portafoglio. L’investitore incassa immediatamente il premio della Call venduta. Questa strategia è ideale in un mercato stabile o moderatamente rialzista, dove non ci si aspetta una forte impennata del prezzo del titolo.
L’obiettivo della Covered Call non è speculare su grandi rialzi, ma piuttosto “mettere a reddito” un investimento esistente, un po’ come affittare un bene che non si usa per ottenere una rendita. Il premio incassato rappresenta un guadagno certo, che attutisce anche eventuali piccoli ribassi del titolo.
Il “prezzo da pagare” per questo reddito extra è la rinuncia a potenziali grandi guadagni. Se il prezzo del titolo dovesse salire notevolmente oltre lo strike price della Call venduta, l’investitore sarebbe obbligato a vendere le sue azioni al prezzo di strike, perdendo l’ulteriore apprezzamento. Per questo motivo, la scelta dello strike price è cruciale: deve essere un prezzo al quale si sarebbe comunque disposti a vendere il titolo. La strategia Covered Call bilancia innovazione (l’uso dei derivati) e tradizione (il possesso di azioni a lungo termine).
Protective Put: Assicurare il Portafoglio contro i Ribassi
La strategia Protective Put (o “Put protettiva”) funziona come una vera e propria polizza assicurativa per i propri investimenti azionari. Consiste nell’acquistare un’opzione Put su un titolo che si possiede in portafoglio. In questo modo, l’investitore si garantisce il diritto di vendere le proprie azioni a un prezzo minimo (lo strike della Put), proteggendosi da un crollo del mercato. Il costo di questa “assicurazione” è il premio pagato per l’acquisto dell’opzione Put, che riduce leggermente il potenziale profitto in caso di rialzo.
Questa strategia è particolarmente utile in periodi di alta incertezza o quando si vuole proteggere un profitto già maturato su una posizione. L’investitore sa in anticipo quale sarà la sua perdita massima, che è limitata alla differenza tra il prezzo di acquisto del titolo e lo strike della Put, più il costo del premio. La Protective Put incarna un approccio prudente all’investimento, molto in linea con la cultura del risparmio italiana, dove la protezione del capitale è spesso una priorità. Permette di rimanere investiti sul mercato, beneficiando di eventuali rialzi, ma con una rete di sicurezza contro gli imprevisti.
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Il Ruolo della Volatilità e delle Greche
Per operare con le opzioni in modo più consapevole, è necessario comprendere alcuni concetti che ne influenzano il prezzo. Il premio di un’opzione non dipende solo dal prezzo del sottostante, ma anche da altri fattori come il tempo rimanente alla scadenza e, soprattutto, la volatilità. La volatilità misura l’ampiezza delle variazioni di prezzo di un’attività finanziaria. Una maggiore volatilità aumenta il prezzo sia delle opzioni Call che delle Put, poiché cresce la probabilità che il sottostante compia ampi movimenti di prezzo, rendendo più probabile che l’opzione diventi profittevole.
Per misurare la sensibilità del prezzo di un’opzione a questi diversi fattori, i trader utilizzano una serie di indicatori noti come “greche”. Le più importanti sono Delta, Gamma, Theta e Vega. Sebbene possano sembrare concetti complessi, una comprensione di base è fondamentale per gestire il rischio e affinare le proprie strategie.
Delta e Gamma: Misurare il Movimento
Il Delta è la greca più importante e misura di quanto cambia il premio di un’opzione per ogni movimento di 1€ del prezzo del sottostante. Per le opzioni Call, il Delta è un valore positivo tra 0 e 1, mentre per le Put è un valore negativo tra 0 e -1. Un Delta di 0,50 su una Call significa che se il sottostante sale di 1€, il premio dell’opzione aumenterà di 0,50€. Il Delta può anche essere interpretato come la probabilità che un’opzione scada “in-the-money” (cioè con un valore intrinseco positivo).
Il Gamma, a sua volta, misura la velocità di variazione del Delta. In altre parole, è l’accelerazione del prezzo dell’opzione. Un Gamma elevato indica che il Delta è molto sensibile ai movimenti del sottostante, il che accade tipicamente quando il prezzo dell’asset è vicino allo strike price dell’opzione (at-the-money) e la scadenza è imminente. Comprendere il Gamma aiuta a prevedere quanto rapidamente una posizione in opzioni possa diventare profittevole o rischiosa.
Theta e Vega: L’Impatto del Tempo e della Volatilità
Il Theta rappresenta il decadimento temporale del premio di un’opzione. Poiché le opzioni hanno una vita limitata, il loro valore temporale diminuisce ogni giorno che passa. Il Theta misura questa perdita di valore giornaliera. Per chi acquista opzioni, il tempo è un nemico: il Theta è sempre negativo. Al contrario, per chi vende opzioni (come nella strategia Covered Call), il Theta è un alleato, poiché il valore dell’opzione venduta si erode con il passare del tempo, aumentando la probabilità di incassare l’intero premio.
Infine, il Vega misura la sensibilità del prezzo di un’opzione a una variazione dell’1% della volatilità implicita del sottostante. Come accennato, una maggiore volatilità rende le opzioni più costose. Il Vega quantifica esattamente questo impatto. I trader professionisti monitorano attentamente la volatilità: cercano di acquistare opzioni quando la volatilità è bassa (e quindi le opzioni sono “economiche”) e di venderle quando è alta. Capire il Vega è cruciale per evitare di pagare un premio eccessivo per le proprie opzioni.
In Breve (TL;DR)
Una guida pratica per comprendere le opzioni Call e Put, analizzare la volatilità e le ‘greche’ e applicare le principali strategie di trading come la covered call e la protective put.
Approfondiremo le meccaniche delle opzioni Call e Put e le strategie fondamentali, come la covered call e la protective put, per gestire il rischio e ottimizzare i rendimenti del tuo portafoglio.
Esplora le principali strategie operative, come la covered call e la protective put, e impara a leggere indicatori fondamentali come la volatilità e le "greche".
Conclusioni

Le opzioni Call e Put sono strumenti finanziari versatili e potenti che possono arricchire in modo significativo il bagaglio di un investitore. Sebbene la loro complessità richieda studio e un approccio prudente, le potenzialità che offrono sono notevoli: dalla speculazione direzionale alla generazione di reddito costante, fino a una solida protezione del portafoglio. Strategie come la Covered Call e la Protective Put rappresentano un eccellente punto di partenza, poiché combinano l’innovazione degli strumenti derivati con la tradizionale logica del buon padre di famiglia, focalizzata sulla messa a reddito e sulla protezione del capitale.
Nel contesto italiano ed europeo, dove la cultura finanziaria è in crescita ma ancora segnata da una certa avversione al rischio, le opzioni possono essere viste non come un azzardo, ma come un modo per gestire il rischio in maniera più scientifica e controllata. Comprendere i meccanismi di base, il ruolo della volatilità e l’impatto delle “greche” è un passo fondamentale per trasformare questi strumenti da fonte di potenziale pericolo a preziosi alleati nella gestione dei propri risparmi. Come per ogni aspetto della vita, dalla gestione delle finanze personali all’utilizzo di nuove tecnologie come le app per guadagnare, la conoscenza è la chiave per prendere decisioni consapevoli e raggiungere i propri obiettivi con maggiore sicurezza e successo. Per chi desidera approfondire, piattaforme come Borsa Italiana offrono dati e specifiche contrattuali per le opzioni negoziate sul mercato IDEM.
Domande frequenti

Un’opzione è un contratto che ti dà il diritto, ma non l’obbligo, di comprare o vendere un’attività finanziaria (come un’azione) a un prezzo fissato entro una certa data. Un’opzione Call ti dà il diritto di acquistare, ed è vantaggiosa se il mercato sale. Un’opzione Put ti dà il diritto di vendere, ed è utile se il mercato scende. Pensa a un’opzione come a una caparra per prenotare un prodotto: paghi una piccola somma (il premio) per bloccare un prezzo, ma non sei obbligato a finalizzare l’acquisto se non ti conviene più.
Sì, il trading di opzioni comporta rischi significativi e non è adatto a tutti. Per chi acquista un’opzione Call o Put, il rischio massimo è la perdita totale del premio pagato se l’opzione scade senza valore. Per chi vende opzioni senza possedere il sottostante (vendita ‘scoperta’), le perdite possono essere teoricamente illimitate. Per questo è cruciale formarsi e iniziare con strategie a rischio definito, come la ‘covered call’ o l’acquisto di opzioni, dove la perdita è limitata.
Una delle strategie più comuni e relativamente sicure per i principianti è la ‘covered call’ (vendita di opzione Call coperta). Se possiedi già delle azioni, puoi vendere un’opzione Call su di esse per incassare subito un premio. Questa strategia ti permette di generare un reddito extra dal tuo portafoglio. È considerata conservativa perché il rischio è ‘coperto’ dalle azioni che già detieni.
Non esiste una risposta unica, poiché il capitale minimo dipende dal broker, dal tipo di operazione e dalla strategia. Per acquistare singole opzioni Call o Put, il costo può essere limitato al premio, anche solo poche decine di euro. Tuttavia, per costruire strategie complesse o per vendere opzioni, i broker richiedono capitali e margini di garanzia più elevati. Molti consigliano di iniziare con una somma che ci si può permettere di perdere, ad esempio 500 o 1.000 euro, per fare esperienza senza rischi eccessivi.
In Italia, il mercato di riferimento per la negoziazione dei derivati, incluse le opzioni su azioni e sull’indice FTSE MIB, è l’IDEM (Italian Derivatives Market), gestito da Borsa Italiana. Molti broker online italiani offrono accesso a questo mercato. A livello europeo, i principali mercati per le opzioni sono l’Eurex (di proprietà di Deutsche Börse AG) e Euronext (precedentemente LIFFE), dove si scambiano opzioni sui maggiori indici e titoli azionari del continente.




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