Papiri di Ercolano: l’IA legge il testo rimasto segreto per 2000 anni

Pubblicato il 14 Feb 2026
Aggiornato il 14 Feb 2026
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Scansione 3D di antichi papiri di Ercolano bruciati dall'eruzione

Immaginate una biblioteca leggendaria, custodita da una delle civiltà più influenti della storia, improvvisamente inghiottita dal fuoco e dalla cenere, sigillata in una capsula del tempo ermetica per quasi duemila anni. Per secoli, archeologi e scienziati hanno guardato a questi reperti con un misto di desiderio e disperazione: toccarli significava distruggerli. Stiamo parlando dei Papiri di Ercolano, l’unica biblioteca dell’antichità sopravvissuta fino ai giorni nostri, seppellita dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Fino a poco tempo fa, il contenuto di questi rotoli carbonizzati era considerato perduto per sempre, un “testo proibito” non da leggi umane, ma dalle leggi della fisica. Oggi, tuttavia, grazie a un uso rivoluzionario dell’intelligenza artificiale, quel divieto è stato infranto.

La sfida impossibile della Villa dei Papiri

La storia inizia nella metà del XVIII secolo, quando scavi borbonici riportarono alla luce una villa sontuosa a Ercolano, che si rivelò contenere centinaia di rotoli di papiro. L’entusiasmo iniziale si trasformò presto in frustrazione. L’ondata piroclastica che aveva investito la città aveva trasformato i delicati fogli vegetali in blocchi di carbonio, simili a tronchi di legno bruciato. Ogni tentativo fisico di srotolarli nel corso dei secoli XIX e XX ha portato alla frammentazione e alla perdita irreparabile di testo. Sembrava che il destino di quella conoscenza fosse l’oblio.

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Il problema fondamentale era di natura fisica: come si può leggere l’interno di un rotolo fuso su se stesso senza aprirlo? La risposta è arrivata dalla convergenza tra fisica delle particelle e progresso tecnologico computazionale. Utilizzando la tomografia a raggi X ad altissima risoluzione (simile a una TAC medica, ma infinitamente più potente), i ricercatori hanno creato modelli 3D digitali dei rotoli. Ma qui sorgeva un secondo ostacolo, ancora più insormontabile per l’occhio umano.

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L’inchiostro fantasma e il ruolo del Machine Learning

A differenza degli inchiostri medievali che contenevano metalli e quindi brillavano chiaramente sotto i raggi X, l’inchiostro utilizzato dai romani era a base di carbone (nerofumo). Papiro carbonizzato e inchiostro di carbone hanno quasi la stessa densità: nelle scansioni 3D, tutto appare nero su nero. Per l’occhio umano, e per i classici algoritmi di visione, non c’era nulla da vedere.

È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale, e più specificamente una branca avanzata del machine learning e della computer vision. I ricercatori hanno addestrato delle architetture neurali a riconoscere pattern impercettibili. Anche se l’inchiostro non è visibile chimicamente nelle scansioni, la sua presenza altera microscopicamente la struttura delle fibre del papiro, creando una texture leggermente diversa, un “crackle pattern” (crepatura) che l’inchiostro lascia essiccandosi.

Attraverso un processo di addestramento su piccoli frammenti già aperti dove l’inchiostro era visibile, gli algoritmi hanno imparato a “vedere” queste micro-variazioni topografiche. Una volta addestrata, l’IA è stata scatenata sui volumi chiusi, iniziando a identificare lettere, poi parole, e infine intere frasi all’interno dei rotoli virtualmente srotolati.

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Cosa dicono le voci dal passato?

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Scansione digitale di un antico rotolo di papiro carbonizzato di Ercolano
L’intelligenza artificiale svela il contenuto dei papiri carbonizzati di Ercolano senza danneggiarli. (Visual Hub)

La rivelazione è stata sconvolgente. Non si trattava di liste della spesa o documenti burocratici, ma di filosofia di alto livello. Il testo decifrato appartiene alla scuola epicurea e, in particolare, sembra essere opera di Filodemo di Gadara, il filosofo che si ritiene abbia curato la biblioteca della villa. I brani recuperati parlano dei piaceri della vita, della musica, del cibo e di come questi influenzino i nostri sensi.

In un passaggio straordinario, l’autore discute se la scarsità di un bene (come il cibo o i beni di lusso) ne aumenti il piacere, contestando le opinioni degli stoici. È una finestra diretta, non mediata, sul pensiero intellettuale di 2000 anni fa. L’IA non ha solo “letto” delle parole; ha restituito voce a un dibattito filosofico che si credeva muto per l’eternità.

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Oltre ChatGPT: quando l’IA vede invece di generare

È fondamentale fare una distinzione tecnica per comprendere la portata di questa innovazione. Quando parliamo di ChatGPT o di altri LLM (Large Language Models), ci riferiamo a sistemi generativi che prevedono la parola successiva in una frase basandosi su probabilità statistiche. Nel caso dei Papiri di Ercolano, l’approccio è diametralmente opposto e, per certi versi, più rigoroso.

L’IA utilizzata qui non sta “immaginando” o “generando” il testo basandosi su ciò che sa della filosofia greca. Sta effettuando un rilevamento oggettivo di pattern fisici. Non inventa: rivela. Tuttavia, i moderni LLM stanno iniziando a collaborare in una seconda fase: una volta che il modello di visione estrae frammenti di lettere greche (spesso incomplete o danneggiate), i modelli linguistici aiutano i papirologi a ipotizzare le lettere mancanti basandosi sulla grammatica e lo stile dell’epoca, accelerando il lavoro di traduzione e comprensione.

L’automazione della scoperta storica

Siamo di fronte a un cambio di paradigma. L’automazione del processo di lettura significa che non dovremo aspettare altri tre secoli per leggere i restanti 800 rotoli conservati a Napoli. La “Vesuvius Challenge”, la competizione globale che ha accelerato questa scoperta, ha dimostrato che un approccio collaborativo e open-source, unito alla potenza del deep learning, può risolvere problemi che la singola accademia non poteva affrontare.

Le implicazioni vanno oltre Ercolano. Questa tecnologia potrebbe essere applicata ad altri testi “invisibili”, come i cartonnages delle mummie egizie (spesso realizzati con papiro riciclato contenente testi) o manoscritti medievali riutilizzati (palinsesti) dove il testo originale è stato cancellato. L’IA sta diventando il microscopio temporale dell’umanità.

In Breve (TL;DR)

L’intelligenza artificiale sblocca i segreti dei Papiri di Ercolano, rendendo leggibili testi antichi rimasti sigillati per quasi duemila anni.

Grazie a scansioni 3D e machine learning, i ricercatori identificano l’inchiostro invisibile senza srotolare fisicamente i delicati reperti carbonizzati.

Questa tecnologia rivela opere filosofiche inedite di scuola epicurea, offrendo una finestra diretta e autentica sul pensiero del mondo classico.

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Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La lettura dei Papiri di Ercolano rappresenta uno dei trionfi più tangibili dell’intelligenza artificiale applicata alle discipline umanistiche. Non stiamo parlando di creare contenuti sintetici, ma di recuperare la verità storica. L’IA ha guardato dentro un blocco di carbone e vi ha trovato la filosofia, dimostrando che la tecnologia, se ben indirizzata, non serve solo a costruire il futuro, ma è l’unica chiave che abbiamo per recuperare veramente il nostro passato. Quel “testo proibito” è ora aperto a tutti, e chissà quali altre verità dimenticate attendono solo l’algoritmo giusto per essere svelate.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Come riesce l intelligenza artificiale a leggere i papiri carbonizzati?

La tecnologia combina la tomografia a raggi X ad altissima risoluzione con algoritmi di machine learning avanzati. Poiché il pigmento a base di carbone ha la stessa densità del papiro bruciato, il sistema AI è stato addestrato a riconoscere le impercettibili variazioni della texture, note come crackle pattern, che la scrittura lascia sulle fibre vegetali. Questo metodo permette di srotolare virtualmente i volumi senza toccarli fisicamente.

Cosa c è scritto nei testi decifrati dei Papiri di Ercolano?

I contenuti rivelati appartengono alla filosofia epicurea e sono attribuiti a Filodemo di Gadara. I brani recuperati trattano temi profondi come i piaceri della vita, la musica e il cibo, analizzando se la scarsità di un bene ne aumenti il godimento. Si tratta di una finestra diretta sul pensiero intellettuale di duemila anni fa che si credeva perduto per sempre.

Qual è la differenza tra questa tecnologia e ChatGPT?

A differenza dei modelli linguistici generativi che prevedono il testo basandosi su probabilità statistiche, l intelligenza artificiale impiegata a Ercolano esegue un rilevamento oggettivo di pattern fisici reali. Il software non inventa il contenuto ma lo rivela analizzando la struttura microscopica del reperto, sebbene i modelli linguistici possano intervenire in una seconda fase per aiutare a completare le parti mancanti.

Perché non è possibile aprire fisicamente i rotoli di Ercolano?

I tentativi manuali di srotolare i papiri effettuati nei secoli scorsi hanno causato la frammentazione e la perdita irreparabile dei testi, poiché l eruzione vulcanica ha trasformato i fogli in blocchi di carbonio estremamente fragili. L unico modo per preservare l integrità di questa biblioteca unica è utilizzare metodi non invasivi come la scansione digitale e la visione artificiale.

Quali prospettive apre la Vesuvius Challenge per l archeologia?

Il successo della competizione dimostra che l approccio collaborativo e open source può accelerare drasticamente la lettura dei restanti ottocento rotoli conservati a Napoli. Inoltre, questa tecnica di lettura virtuale potrà essere applicata ad altri manufatti storici illeggibili, come i cartonnages delle mummie egizie o i palinsesti medievali, permettendo di recuperare vaste porzioni di storia antica.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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