CORIGLIANO ROSSANO – La sicurezza delle infrastrutture portuali del Mediterraneo entra in una nuova era digitale, guidata dalla cooperazione transfrontaliera e dall’innovazione tecnologica. È stato presentato ufficialmente a Corigliano Rossano il progetto ANEMOS (A Common Cross-border Strategy for Storm Preparedness and Operational Resilience Techniques for Seaports), un’iniziativa europea che punta a blindare i porti dello Ionio e dell’Adriatico contro le minacce sempre più frequenti dei cambiamenti climatici. Grazie a un finanziamento nell’ambito del programma Interreg VI-A Grecia-Italia 2021-2027, il porto calabrese diventerà un laboratorio a cielo aperto per l’utilizzo di droni e algoritmi di intelligenza artificiale destinati alla prevenzione dei disastri.
Una risposta hi-tech al cambiamento climatico
Il cuore dell’iniziativa risiede nella necessità urgente di adattare le infrastrutture marittime a scenari meteorologici estremi. Mareggiate violente, innalzamento del livello del mare e fenomeni atmosferici improvvisi rappresentano oggi un rischio concreto non solo per la logistica, ma per l’incolumità delle popolazioni costiere. Il progetto ANEMOS risponde a queste sfide introducendo sistemi di Early Warning (allerta precoce) basati su dati satellitari e sensori in loco, integrati da una flotta di droni per il monitoraggio in tempo reale.
Secondo quanto emerso durante la presentazione avvenuta presso il Salone degli Specchi del Castello Ducale, la tecnologia dispiegata permetterà di analizzare modelli predittivi complessi. L’intelligenza artificiale elaborerà i dati raccolti per fornire scenari di rischio dettagliati, consentendo alle autorità portuali di attivare protocolli di emergenza con un anticipo mai sperimentato prima. Non si tratta solo di proteggere le navi, ma di garantire la resilienza operativa dell’intero scalo, minimizzando i tempi di inattività e i danni economici.
I dettagli del finanziamento e i partner coinvolti

Il progetto mobilita risorse per un totale di circa 1,4 milioni di euro, di cui oltre 226.000 euro destinati specificamente alle attività del Comune di Corigliano Rossano. L’ente calabrese è riuscito a superare una selezione rigorosa, posizionandosi come uno dei pochi attori regionali protagonisti in questa tornata del programma Interreg. La partnership internazionale è guidata dal Fondo Municipale Portuale di Pyrgos (Grecia) e coinvolge attori di primo piano come l’Università di Atene, l’Autorità Portuale di Corfù, la Città Metropolitana di Bari e il Comune di Nardò.
«Siamo stati scelti grazie a parametri rigorosi e questo ci carica di responsabilità», ha dichiarato il sindaco Flavio Stasi durante l’evento di lancio. Secondo il primo cittadino, l’ingresso in ANEMOS conferma la centralità strategica dello scalo di Corigliano Rossano nelle dinamiche del Mediterraneo orientale, trasformando la città in un hub di sperimentazione per la Blue Economy sicura e sostenibile.
Droni sentinella e algoritmi predittivi

L’aspetto più innovativo del progetto riguarda l’impiego operativo dei droni. Questi velivoli a pilotaggio remoto non si limiteranno a sorvolare le aree interessate, ma effettueranno scansioni termiche e strutturali delle dighe foranee e delle banchine, identificando micro-fratture o cedimenti invisibili a occhio nudo prima che una tempesta possa trasformarli in falle critiche. I dati confluiranno in una piattaforma centralizzata gestita dall’AI, capace di apprendere dagli eventi passati per affinare le proprie capacità predittive.
L’assessore alle Politiche Europee, Tatiana Novello, ha sottolineato come l’integrazione tra ricerca universitaria e amministrazione pubblica sia la chiave di volta del progetto. La collaborazione con l’Università di Atene garantirà infatti che le soluzioni adottate siano allo stato dell’arte della ricerca scientifica nel campo dell’ingegneria costiera e della climatologia.
In Breve (TL;DR)
Il progetto europeo ANEMOS trasforma il porto di Corigliano Rossano in un laboratorio hi-tech contro i rischi climatici.
Droni e intelligenza artificiale monitoreranno le infrastrutture in tempo reale per prevenire disastri e garantire la massima sicurezza operativa.
Questa strategia transfrontaliera, finanziata dal programma Interreg Grecia-Italia, unisce competenze internazionali per blindare gli scali del Mediterraneo.
Conclusioni

Con l’avvio della fase operativa nel 2026, Corigliano Rossano si candida a diventare un modello di riferimento per la sicurezza portuale nel Sud Italia. Il progetto ANEMOS non è solo un esercizio tecnico, ma una strategia di difesa attiva del territorio che unisce la sponda greca e quella italiana dello Ionio in una rete di protezione comune. Mentre i cambiamenti climatici riscrivono la geografia dei rischi, la tecnologia offre gli strumenti per navigare in acque sicure, dimostrando che l’innovazione è l’ancora più solida per il futuro dei nostri porti.
Domande frequenti

Il progetto ANEMOS è una iniziativa europea transfrontaliera che mira a proteggere i porti dalle minacce climatiche. Grazie ai fondi Interreg Grecia-Italia, lo scalo calabrese utilizzerà droni e algoritmi intelligenti per monitorare le infrastrutture. Questo sistema serve a prevenire danni causati da mareggiate e innalzamento del mare, garantendo la sicurezza della logistica e delle aree costiere limitrofe.
I droni eseguono scansioni termiche e strutturali delle dighe e delle banchine per individuare micro-fratture invisibili a occhio nudo. I dati raccolti vengono poi elaborati da una intelligenza artificiale che crea modelli predittivi complessi. Tale tecnologia permette alle autorità di ricevere allerte precoci su eventi meteo estremi e attivare immediatamente i protocolli di emergenza necessari.
ANEMOS è finanziato dal programma Interreg VI-A Grecia-Italia 2021-2027 con un budget totale di circa 1,4 milioni di euro. Il Comune di Corigliano Rossano ha ottenuto oltre 226.000 euro per le sue attività. La partnership internazionale include il Fondo Municipale Portuale di Pyrgos, la Università di Atene, la Autorità Portuale di Corfù, la Città Metropolitana di Bari e il Comune di Nardò.
I cambiamenti climatici stanno causando fenomeni sempre più violenti come mareggiate improvvise e innalzamento del livello marino. Un sistema di allerta precoce, o Early Warning, è fondamentale per anticipare questi scenari di rischio. Esso consente di mettere in sicurezza navi e persone prima che la tempesta colpisca, riducendo al minimo i danni economici e strutturali allo scalo.
La fase operativa completa del progetto è prevista per il 2026. Da quel momento, il porto di Corigliano Rossano diventerà un centro di sperimentazione attivo per la Blue Economy sicura. Le tecnologie installate permetteranno di gestire i rischi ambientali in tempo reale, rendendo lo scalo un modello di riferimento per la sicurezza portuale in tutto il Sud Italia.




Hai trovato utile questo articolo? C'è un altro argomento che vorresti vedermi affrontare?
Scrivilo nei commenti qui sotto! Prendo ispirazione direttamente dai vostri suggerimenti.