L’attesa è finalmente terminata e il 2026 cinematografico italiano inizia con un colpo di scena che ha già infiammato il web e le redazioni di tutto il Paese. Nella giornata di ieri è stato rilasciato il trailer ufficiale di Portobello, la nuova, monumentale serie firmata dal maestro Marco Bellocchio. Le prime immagini hanno confermato ciò che critica e pubblico speravano: ci troviamo di fronte a un’opera destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della nostra serialità, un racconto potente e necessario che riporta alla luce una delle pagine più buie della giustizia italiana.
Ma le notizie che scuotono il mondo del cinema non si fermano qui. Mentre celebriamo l’arte di Bellocchio, un’ombra si allunga dal Medio Oriente: il regista iraniano Ali Asgari, atteso in Italia per presentare il suo nuovo capolavoro Divine Comedy, è rimasto bloccato a Teheran. Una situazione drammatica che sta mobilitando l’intera comunità cinematografica, da Bologna a Firenze, trasformando le imminenti anteprime in atti di resistenza culturale.
Portobello: Gifuni è Enzo Tortora nel trailer che emoziona l’Italia
Il trailer di Portobello è un pugno nello stomaco e, al tempo stesso, una carezza alla memoria. In pochi minuti, Bellocchio riesce a restituire l’atmosfera elettrica degli anni ’80, passando dalle luci sfavillanti degli studi Rai, dove il pappagallo più famoso d’Italia teneva incollati milioni di spettatori, al gelo delle manette scattate quel fatidico 17 giugno 1983. Secondo quanto mostrato nelle prime sequenze, la trasformazione di Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora è impressionante: non solo nella somiglianza fisica, ma nella restituzione di quella dignità ferita che ha contraddistinto l’odissea del presentatore.
La serie, che segna anche il debutto ufficiale della piattaforma HBO Max in Italia (con disponibilità dal 20 febbraio), vanta un cast d’eccezione. Accanto a Gifuni, troviamo attori del calibro di Lino Musella e Barbora Bobulova. La produzione, curata da Our Films e Kavac Film in collaborazione con Rai Fiction, promette di indagare non solo l’errore giudiziario, ma il contesto sociale di un Paese che passò dall’idolatria al sospetto in un battito di ciglia. L’entusiasmo sui social è già alle stelle: Portobello non sarà solo una serie TV, ma un evento civile.
Ali Asgari bloccato a Teheran: il cinema si mobilita
Se da un lato si festeggia, dall’altro c’è grande apprensione per le sorti di Ali Asgari. Il regista dissidente, autore del nuovo film Divine Comedy (in uscita nelle sale italiane domani, 15 gennaio), non ha potuto raggiungere l’Italia. Secondo quanto comunicato dalla distribuzione Teodora Film, il suo volo da Teheran è stato cancellato a causa delle crescenti tensioni in Iran e il regista risulta difficilmente raggiungibile a causa del blocco di internet e delle linee telefoniche imposto dalle autorità.
Asgari era atteso per un tour di presentazione che avrebbe dovuto toccare diverse città. Ieri sera sarebbe dovuto essere al Cinema Modernissimo di Bologna, mentre stasera era previsto un incontro al Nuovo Sacher di Roma insieme a Nanni Moretti. Domenica 18 gennaio, invece, l’appuntamento era fissato al Cinema Astra di Firenze. Nonostante l’assenza forzata del regista, le proiezioni sono state confermate e si trasformeranno in eventi di solidarietà. I coproduttori hanno fatto sapere che Asgari “sta bene”, ma l’impossibilità di viaggiare rievoca i fantasmi del passato, quando già per il film Kafka a Teheran gli fu ritirato il passaporto.
Divine Comedy: ridere per resistere
Il film al centro di questa vicenda, Divine Comedy, è paradossalmente un’opera che fa dell’ironia la sua arma più affilata contro l’oppressione. La pellicola racconta la storia di un regista che cerca disperatamente di mostrare il suo film in patria, scontrandosi con una burocrazia ottusa e surreale. Una metafora potente della condizione vissuta dallo stesso Asgari e da molti altri artisti iraniani. La critica, che ha già potuto apprezzare il film alla Mostra di Venezia, lo definisce un lavoro “cineliterate” e profondamente sarcastico, capace di smascherare le contraddizioni del regime attraverso il linguaggio universale del cinema.
In Breve (TL;DR)
Il trailer ufficiale di Portobello mostra un incredibile Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, rievocando una pagina oscura della giustizia.
Una grave ombra colpisce però il cinema: il regista iraniano Ali Asgari è bloccato a Teheran e non raggiungerà l’Italia.
Le anteprime di Divine Comedy diventano atti di resistenza culturale, mentre la serie su Tortora segna il debutto di HBO Max.
Conclusioni

Questa giornata del 14 gennaio 2026 ci consegna due facce della stessa medaglia: la potenza del cinema di raccontare la verità. Da una parte, Marco Bellocchio usa la storia per fare giustizia a Enzo Tortora; dall’altra, la sedia vuota di Ali Asgari ci ricorda che la libertà di espressione è una conquista da difendere ogni giorno. L’invito per il pubblico è doppio: non perdere l’arrivo di Portobello sui nostri schermi e riempire le sale per Divine Comedy, perché guardare il film di Asgari oggi è il modo migliore per fargli sentire che, nonostante i confini chiusi, la sua voce è arrivata forte e chiara.
Domande frequenti

La serie sarà disponibile a partire dal 20 febbraio 2026. Questa produzione segna un momento storico poiché coincide con il debutto ufficiale della piattaforma HBO Max in Italia. Realizzata in collaborazione con Rai Fiction, la serie promette di essere un evento mediatico di grande rilievo, accessibile al pubblico italiano attraverso il nuovo servizio di streaming.
Il ruolo del celebre conduttore è affidato a Fabrizio Gifuni. Le prime immagini del trailer mostrano una trasformazione impressionante dell attore, capace di restituire sia il carisma del presentatore negli studi Rai sia la dignità ferita dell uomo durante la detenzione. Il cast di alto livello comprende anche attori come Lino Musella e Barbora Bobulova.
Il regista iraniano è rimasto bloccato a Teheran a causa delle crescenti tensioni politiche e della cancellazione del suo volo, impedendogli di presentare il film Divine Comedy in Italia. Nonostante le difficoltà di comunicazione e il blocco imposto dalle autorità, le proiezioni a Bologna, Roma e Firenze sono state confermate per trasformarsi in eventi di solidarietà e resistenza culturale.
La pellicola, nelle sale dal 15 gennaio 2026, racconta con ironia tagliente la storia di un regista che cerca disperatamente di mostrare il suo lavoro in patria, scontrandosi con una burocrazia surreale. L opera funge da metafora della condizione oppressiva vissuta dagli artisti in Iran, utilizzando il sarcasmo come arma per smascherare le contraddizioni del regime.
Oltre a ricostruire il clamoroso errore giudiziario che colpì Enzo Tortora a partire dal 17 giugno 1983, la serie di Bellocchio indaga il contesto sociale italiano degli anni ottanta. L opera analizza come l opinione pubblica e il Paese intero passarono rapidamente dall idolatria per il presentatore al sospetto, offrendo uno spaccato profondo della giustizia e dei media dell epoca.
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Fonti e Approfondimenti

- Wikipedia: Biografia di Enzo Tortora e storia del caso giudiziario
- Wikipedia: Scheda del programma televisivo originale Portobello
- Ministero degli Affari Esteri (Viaggiare Sicuri): Informazioni e avvisi sulla sicurezza in Iran
- Wikipedia: Biografia e filmografia del regista Marco Bellocchio
- Wikipedia: Biografia del regista iraniano Ali Asgari





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