In Breve (TL;DR)
Il prezzo del gas sale bruscamente toccando quota 0,449 euro al metro cubo per il PSV e superando i 40 euro al TTF.
Le basse temperature e gli stoccaggi ridotti al 50 per cento alimentano la volatilità dei mercati, spingendo al rialzo il costo della materia prima.
Gli aumenti odierni peseranno sulle bollette a prezzo variabile e influenzeranno i prossimi aggiornamenti tariffari previsti per i clienti vulnerabili nel mercato tutelato.
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Milano – La questione energetica torna prepotentemente al centro del dibattito economico e finanziario. In questa giornata di sabato, 24 gennaio 2026, con i mercati chiusi per il fine settimana, gli analisti e i consumatori guardano con attenzione alle chiusure di venerdì, che hanno segnato un punto di svolta per il costo della materia prima. Il prezzo del gas al metro cubo, indicatore fondamentale per le famiglie e le imprese italiane, registra nuove tensioni dovute a una combinazione di fattori climatici e geopolitici che stanno mettendo sotto pressione gli hub europei.
Comprendere il valore aggiornato dello Standard Metro Cubo (Smc) è essenziale non solo per chi opera in borsa, ma per chiunque voglia monitorare le proprie spese domestiche. In un contesto macroeconomico in cui l’inflazione sembrava sotto controllo, i recenti movimenti sui mercati delle commodities rischiano di influenzare nuovamente le stime sul PIL e sugli investimenti industriali per il primo trimestre del 2026.

Il prezzo del gas al metro cubo oggi: i dati aggiornati
Secondo le rilevazioni più recenti fornite dalle piattaforme di trading finanziario, il prezzo di riferimento per il mercato italiano ha subito un incremento significativo nell’ultima settimana. In base ai dati di chiusura di venerdì 23 gennaio, il valore del PSV (Punto di Scambio Virtuale), l’hub di riferimento per il prezzo del gas all’ingrosso in Italia, si è attestato intorno a 0,449 €/Smc. Questo dato rappresenta la componente relativa alla sola materia prima gas, esclusi oneri di sistema, trasporto e imposte.
Parallelamente, guardando al benchmark europeo, il TTF di Amsterdam (Title Transfer Facility) ha mostrato una volatilità marcata. Secondo i dati riportati da Investing.com e Barchart, i futures con scadenza a febbraio 2026 hanno chiuso la seduta del 23 gennaio a quota 40,039 €/MWh, registrando un rialzo superiore al 5% in una sola giornata. Si tratta di un livello che non si vedeva da diversi mesi e che segnala un ritorno del nervosismo sui mercati energetici.
Da MWh a Smc: come leggere la bolletta

Per i consumatori meno esperti di finanza, la conversione tra le quotazioni di borsa (espresse in Euro per Megawattora, €/MWh) e il costo in bolletta (espresso in Euro per Standard Metro Cubo, €/Smc) può risultare complessa. È fondamentale ricordare che un metro cubo di gas standard contiene un potere calorifico di circa 10,69 kWh. Pertanto, un prezzo di 40 €/MWh al TTF si traduce, approssimativamente, in un costo della materia prima di circa 0,43 €/Smc, a cui va aggiunto lo spread tipico del mercato italiano (PSV).
Questa correlazione spiega perché il valore del PSV rilevato oggi sia leggermente superiore alla pura conversione del TTF: le dinamiche di domanda e offerta specifiche della penisola italiana, unite ai costi di importazione, creano un differenziale di prezzo che impatta direttamente sull’economia reale delle famiglie.
Le cause dei rialzi: freddo e stoccaggi

Quali sono i driver che stanno spingendo i prezzi verso l’alto proprio ora? Secondo gli analisti di GMK Center e altre fonti di settore, il fattore principale è l’ondata di gelo che ha colpito l’Europa centrale e meridionale nella seconda metà di gennaio 2026. Le temperature rigide hanno fatto impennare la domanda di gas per il riscaldamento, costringendo i paesi europei ad attingere massicciamente alle riserve.
Un dato preoccupante riguarda proprio gli stoccaggi. Secondo le ultime rilevazioni AGSI, il livello di riempimento degli stoccaggi europei è sceso pericolosamente verso il 50%, un valore inferiore alla media stagionale degli ultimi cinque anni (che si attestava solitamente intorno al 67% in questo periodo). La rapidità con cui le riserve si stanno svuotando ha innescato una corsa agli acquisti sui mercati spot, spingendo i trader a coprire le posizioni corte e alimentando il rialzo dei prezzi.
Inoltre, non mancano le tensioni geopolitiche. Le incertezze legate alle forniture di GNL (Gas Naturale Liquefatto) e le instabilità in alcune aree produttrici chiave continuano a generare un “premio al rischio” che si riflette sulle quotazioni odierne.
Mercato Tutelato e Mercato Libero: cosa cambia
Per i clienti che rientrano ancora nel servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della materia prima viene aggiornato mensilmente da ARERA. Sebbene il valore ufficiale per gennaio 2026 sia stato fissato all’inizio del mese (basandosi sulle medie del mese precedente), l’attuale fiammata dei prezzi sui mercati all’ingrosso influenzerà inevitabilmente l’aggiornamento tariffario di febbraio. Secondo le stime basate sull’andamento attuale, è lecito attendersi un rincaro nella prossima comunicazione dell’Autorità.
Nel mercato libero, invece, chi ha sottoscritto offerte a prezzo variabile indicizzato al PSV vedrà l’impatto di questi aumenti già nella bolletta relativa ai consumi di gennaio. Al contrario, chi ha avuto la lungimiranza di bloccare il prezzo con offerte a tariffa fissa nei mesi scorsi, quando le quotazioni erano più basse (intorno ai 30 €/MWh), si trova ora in una posizione di vantaggio, protetto dalla volatilità attuale della borsa elettrica.
Conclusioni

In sintesi, il prezzo del gas al metro cubo oggi, 24 gennaio 2026, riflette una fase di rinnovata tensione sui mercati energetici internazionali. Con un PSV che sfiora i 0,45 €/Smc e un TTF stabilmente sopra i 40 €/MWh, l’inverno 2026 si sta rivelando più costoso del previsto per il sistema economico italiano. Se da un lato gli investimenti nelle rinnovabili stanno mitigando la dipendenza dal gas per la produzione elettrica, il riscaldamento domestico rimane ancora fortemente legato a questa materia prima.
Per i consumatori, il consiglio degli esperti rimane quello di monitorare attentamente i consumi e valutare le proprie condizioni contrattuali. Le prossime settimane saranno decisive: se il freddo dovesse persistere e gli stoccaggi scendere sotto la soglia critica del 40%, potremmo assistere a ulteriori strappi rialzisti prima dell’arrivo della primavera.
Domande frequenti

Il valore di riferimento PSV per il mercato italiano si attesta intorno a 0,449 euro per Standard Metro Cubo. Questo dato riguarda esclusivamente la componente materia prima e mostra un rialzo rispetto ai periodi precedenti, influenzato dalle dinamiche della borsa di Amsterdam dove i futures superano i 40 euro al Megawattora.
I rincari sono causati principalmente da una forte ondata di gelo che ha colpito il territorio europeo, aumentando la richiesta di riscaldamento e riducendo rapidamente le riserve negli stoccaggi. A ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche che generano incertezza sulle forniture, spingendo al rialzo le quotazioni sui mercati finanziari.
Per effettuare la conversione bisogna considerare che uno Standard Metro Cubo equivale a circa 10,69 kWh di potere calorifico. Di conseguenza, una quotazione di 40 euro al MWh sul mercato TTF si traduce in circa 0,43 euro per Smc, valore a cui vanno sommati i costi specifici del mercato italiano per ottenere il prezzo finale della materia prima.
Gli analisti prevedono possibili ulteriori aumenti se le temperature rigide dovessero persistere e se il livello degli stoccaggi scendesse sotto la soglia critica del 40 per cento. Per i clienti del mercato tutelato è atteso un rincaro nel prossimo aggiornamento tariffario, mentre chi ha tariffe variabili subirà subito gli effetti dei rialzi attuali.
In questo scenario di alta volatilità, i consumatori che hanno bloccato il prezzo con tariffe fisse nei mesi scorsi risultano protetti dai rincari attuali. Al contrario, chi possiede un contratto a prezzo variabile indicizzato al PSV vedrà riflettersi immediatamente il rincaro delle quotazioni generali nella propria bolletta di gennaio.



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