In Breve (TL;DR)
Scopri come orientarti tra l’offerta di Rai e Mediaset per goderti al massimo i grandi eventi nazional-popolari come il Festival di Sanremo.
Scopri come fruire al meglio dei canali tradizionali e goderti appuntamenti imperdibili come il Festival di Sanremo.
Scopri come seguire al meglio i grandi appuntamenti nazional popolari e sfruttare tutte le potenzialità dell’offerta televisiva tradizionale.
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La televisione in Italia non è più solo una scatola luminosa al centro del salotto, ma un ecosistema complesso che vive sugli schermi degli smartphone, nelle app delle Smart TV e nei flussi dei social media. Per decenni, il pubblico italiano si è diviso tra i canali del servizio pubblico e le reti commerciali, creando un duopolio che ha plasmato l’immaginario collettivo del Paese. Oggi, questo scenario sta vivendo una trasformazione radicale, spinto dalla tecnologia e dalla necessità di competere in un mercato sempre più globale ed europeo.
Nonostante l’ascesa delle piattaforme di streaming internazionali, la televisione tradizionale (o lineare) mantiene un ruolo centrale, specialmente quando si tratta di grandi eventi in diretta. Capire come muoversi tra palinsesti tradizionali, piattaforme on demand come RaiPlay o Mediaset Infinity e le nuove offerte ibride è fondamentale per lo spettatore moderno che non vuole perdersi nulla, dal Festival di Sanremo alla finale di Champions League.

Il Duopolio nell’Era Digitale: Rai vs Mediaset
La storica rivalità tra Rai e Mediaset si è evoluta. Non si tratta più soltanto di una gara a chi ottiene un punto di share in più nella serata, ma di due filosofie editoriali che cercano di sopravvivere e prosperare nell’era di internet. Da una parte c’è la Rai, concessionaria del servizio pubblico, finanziata da un mix di canone e pubblicità; dall’altra Mediaset, colosso commerciale che vive esclusivamente di ricavi pubblicitari.
Nel 2024 e 2025, i dati mostrano una chiara divisione dei ruoli. La Rai, trainata da Rai 1, mantiene la leadership nel “Prime Time” (la prima serata) e sul pubblico generalista, confermandosi la casa istituzionale degli italiani. È il luogo dove ci si riunisce per le grandi fiction, i telegiornali delle 20:00 e gli eventi che uniscono il Paese. Mediaset, invece, domina sul cosiddetto target commerciale (pubblico tra i 15 e i 64 anni), quello più ambito dagli investitori pubblicitari, grazie a una programmazione più leggera, fondata su reality show e intrattenimento puro.
Questa distinzione è cruciale per lo spettatore: se cercate approfondimento e tradizione, il telecomando punta sui primi tre canali; se cercate evasione e ritmi più veloci, l’offerta commerciale del Biscione rimane il punto di riferimento, capace di adattarsi rapidamente ai gusti che cambiano.
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Dopo 30 giorni, Amazon Prime si rinnova automaticamente a € 49,90/anno o € 4,99/mese. Audio o sottotitoli in italiano sono disponibili per la maggior parte dei titoli. (link sponsorizzato)La Strategia Europea: La nascita di MFE

Mentre la Rai resta fortemente ancorata al territorio nazionale per mandato, Mediaset ha avviato un’ambiziosa espansione oltre i confini italiani. Sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi, l’azienda si è trasformata in MFE – MediaForEurope. L’obiettivo è chiaro: creare un polo televisivo paneuropeo in grado di competere con i giganti americani dello streaming e del web.
Questa strategia ha portato MFE ad acquisire quote significative in grandi gruppi televisivi esteri, come la tedesca ProSiebenSat.1 e, più recentemente, il gruppo portoghese Impresa. Per il telespettatore italiano, questo significa che Mediaset sta diventando sempre più una “fabbrica di contenuti” internazionale. Le produzioni non sono più pensate solo per Milano o Roma, ma per un mercato che spazia da Madrid a Monaco.
L’espansione europea non è un vezzo finanziario, ma una necessità di sopravvivenza: solo creando economie di scala i broadcaster europei possono sostenere i costi delle grandi produzioni necessarie per sfidare Netflix e YouTube.
Grandi Eventi: Il Caso Sanremo 2025
Se c’è un momento in cui la televisione tradizionale dimostra tutta la sua potenza, è durante i “Grandi Eventi”. Il Festival di Sanremo rappresenta l’apice di questo fenomeno, trasformandosi in un rito collettivo che ferma l’Italia per una settimana. L’edizione 2025 ha confermato che la TV lineare è tutt’altro che morta, registrando record di ascolti e una raccolta pubblicitaria che ha superato i 65 milioni di euro.
Il successo di Sanremo non si misura più solo con l’Auditel classico. La “Total Audience” include chi guarda il festival su tablet, chi recupera le clip su YouTube e chi commenta sui social in tempo reale. Per approfondire i risultati e le dinamiche dell’ultima edizione, è utile consultare l’analisi sulla classifica finale di Sanremo 2025, che evidenzia come il voto popolare e quello delle giurie si siano intrecciati in un contesto sempre più digitale.
L’impatto economico di un evento simile è devastante in senso positivo: genera un indotto che va ben oltre la musica, toccando turismo, moda e discografia. Sanremo è la dimostrazione che quando la TV pubblica riesce a intercettare il linguaggio dei giovani (con uno share dell’84% nella fascia 15-24 anni), diventa un “falò digitale” imprescindibile.
Tradizione vs Innovazione: La sfida dello Streaming
La vera battaglia per l’attenzione si gioca oggi sulle piattaforme proprietarie: RaiPlay e Mediaset Infinity. Queste app non sono più semplici archivi dove rivedere la puntata persa il giorno prima, ma veri e propri competitor dei servizi a pagamento.
RaiPlay: Il servizio pubblico on demand
RaiPlay punta sulla vastità del catalogo. Offre accesso gratuito a un archivio storico immenso (le Teche Rai), oltre a serie TV in anteprima e dirette streaming di tutti i canali. La sua forza risiede nella qualità editoriale e nell’assenza di barriere economiche dirette per l’utente (essendo finanziata dal canone). È la piattaforma ideale per chi cerca documentari, cinema d’autore italiano e fiction di qualità.
Mediaset Infinity: Il modello ibrido
Mediaset Infinity adotta un approccio diverso, proponendo un modello “freemium”. La visione dei programmi TV (Le Iene, Grande Fratello, le soap opera turche) è gratuita e supportata dalla pubblicità. Tuttavia, esiste un livello a pagamento (Infinity+) che offre cinema internazionale e, soprattutto, il grande calcio della Champions League. Questo modello permette a Mediaset di monetizzare sia l’utente occasionale che il tifoso appassionato.
Per capire come queste piattaforme si posizionano rispetto ai giganti internazionali, può essere utile leggere il confronto su Netflix o Prime Video, che aiuta a delineare il panorama competitivo in cui le nostre TV nazionali devono operare.
Lo Sport in TV: Diritti e Frammentazione
Insieme a Sanremo, lo sport (e il calcio in particolare) è l’altro grande pilastro che tiene in vita la TV in diretta. Tuttavia, per il tifoso italiano, la situazione è diventata complessa a causa della frammentazione dei diritti televisivi. Non esiste più un unico canale dove vedere “tutto”.
La Rai mantiene saldo il controllo sulle partite della Nazionale, un vero e proprio dovere di servizio pubblico che garantisce ascolti plebiscitari. Mediaset, d’altro canto, ha puntato forte sulla Coppa Italia (trasmessa in esclusiva in chiaro) e su alcune partite di Champions League, usandole come volano per promuovere la sua piattaforma Infinity. Per orientarsi in questo labirinto di orari e piattaforme, è essenziale consultare guide aggiornate come quella su il grande calcio europeo in TV.
Questa divisione costringe l’utente a diventare un “telespettatore ibrido”, capace di passare dal digitale terrestre per la partita dell’Italia, all’app di streaming per il match di campionato, fino alla pay-tv per le coppe europee.
Tecnologia ed Esperienza Utente
L’innovazione tecnologica ha cambiato il modo in cui fruiamo di Rai e Mediaset. La chiave di volta è l’HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV). Se possedete una Smart TV recente collegata a internet, avrete notato che premendo un tasto colorato o la freccia su del telecomando mentre guardate un canale, appare un menu interattivo.
Questa tecnologia permette di far partire dall’inizio un programma già cominciato (funzione “Restart”), di accedere ai telegiornali regionali di altre regioni o di votare nei sondaggi in diretta. È il punto di incontro perfetto tra la comodità del flusso televisivo tradizionale e la flessibilità di internet. Rai e Mediaset hanno investito molto in questa tecnologia per trattenere lo spettatore sul canale, offrendogli contenuti extra senza dover cambiare dispositivo (il cosiddetto “second screen”).
Conclusioni

Il panorama televisivo italiano del 2025 è un organismo vivente in cui tradizione e innovazione si nutrono a vicenda. Rai e Mediaset, pur mantenendo le loro identità storiche, hanno compreso che per sopravvivere non basta più trasmettere; bisogna interagire. La TV Pubblica continua a essere il custode della memoria e dell’identità nazionale attraverso i grandi eventi, mentre la TV Commerciale si evolve in una media company europea agile e aggressiva.
Per lo spettatore, la sfida è imparare a orchestrare questi strumenti: usare il telecomando per la diretta, l’app per il recupero e lo smartphone per l’interazione. La televisione non è morta, si è semplicemente diffusa ovunque, diventando un’esperienza totale che richiede una scelta consapevole da parte di chi guarda.
Domande frequenti

Oggi non è più indispensabile avere un’antenna classica. Grazie alla strategia Total Audience, puoi seguire i grandi eventi nazional-popolari in diretta streaming o on-demand tramite le piattaforme ufficiali come RaiPlay (per Sanremo e la Nazionale) e Mediaset Infinity. Queste applicazioni, scaricabili su smartphone, tablet e Smart TV, offrono spesso contenuti esclusivi, la funzione restart per vedere il programma dall’inizio e una qualità video in alta definizione che supera quella del vecchio digitale terrestre.
La distinzione fondamentale risiede nella fonte di finanziamento e nella missione. La Rai, essendo la TV di Stato, è finanziata parzialmente dal canone pagato dai cittadini e ha l’obbligo di servizio pubblico, garantendo una programmazione educativa e informativa. Mediaset, ora parte della holding europea MFE (MediaForEurope), è un’azienda commerciale privata che si sostiene esclusivamente tramite la raccolta pubblicitaria, puntando quindi su contenuti di intrattenimento capaci di attrarre il target commerciale di riferimento.
La Total Audience è il nuovo sistema di misurazione introdotto da Auditel che non conta più solo i telespettatori seduti davanti alla TV, ma somma anche chi fruisce dei contenuti su secondi schermi come smartphone, PC e tablet. È cruciale perché dimostra che la televisione non è morta, ma si è evoluta: programmi come Sanremo o i reality show registrano numeri record proprio grazie ai giovani che li guardano in streaming e non sul televisore classico.
Il segreto sta nel concetto di rito collettivo. Mentre le piattaforme streaming offrono una fruizione solitaria e asincrona, i grandi eventi della TV generalista (come Sanremo o le partite di calcio) creano un momento di aggregazione nazionale simultaneo. Questo fenomeno è amplificato dai social media, dove il commento in tempo reale diventa parte integrante dell’esperienza, rendendo lo spettatore protagonista e generando quella che viene definita Social TV.
Il passaggio a standard come il DVB-T2 serve a liberare frequenze e migliorare la qualità tecnica delle trasmissioni. Per lo spettatore significa poter accedere a canali in alta definizione (HD) e persino in 4K per i grandi eventi, con colori più nitidi e audio migliore. Tuttavia, richiede di possedere un televisore o un decoder compatibile (generalmente acquistati dopo il 2017) per continuare a vedere l’offerta completa di Rai e Mediaset senza interruzioni.

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