Rapporto Coop 2026: consumi frenati e PIL al +0,2%, ma regge la qualità

Il Rapporto Coop 2026 delinea un anno di turbolenza: PIL fermo al +0,2% e consumi allo 0,3%. Italiani preoccupati e frugali, ma non rinunciano alla qualità a tavola.

Pubblicato il 06 Gen 2026
Aggiornato il 06 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

Il Rapporto Coop prevede per il 2026 un’economia stagnante, con il PIL fermo al +0,2% e una crescita dei consumi minima.

L’instabilità geopolitica genera un clima di forte preoccupazione tra gli italiani, che percepiscono il futuro come incerto e privo di guide sicure.

Le famiglie rispondono alla crisi tagliando il superfluo ma difendendo strenuamente la qualità del cibo come baluardo irrinunciabile del proprio benessere.

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L’Epifania del 2026 porta con sé non solo la fine delle festività, ma anche la tradizionale e attesa fotografia scattata dall’Ufficio Studi Coop. Il quadro che emerge dall’anteprima del Rapporto Coop è quello di un Paese sospeso tra la voglia di resistenza e un realismo disincantato. In un contesto macroeconomico che vede l’Italia rischiare di tornare a essere il "fanalino di coda" d’Europa, le famiglie italiane adottano una strategia difensiva: frugalità nelle spese superflue, ma una tenace difesa della qualità alimentare.

Secondo i dati diffusi oggi, il 2026 si apre all’insegna della cautela. Le stime sul Prodotto Interno Lordo (PIL) sono state riviste al ribasso rispetto alle previsioni governative: se l’Istat ipotizzava un +0,8%, il sentiment dei manager e degli opinion leader intervistati da Coop ferma l’asticella a un modesto +0,2%. Un dato che certifica una sostanziale stagnazione, accompagnata da consumi che cresceranno appena dello 0,3%. Albino Russo, Direttore Generale di ANCC-Coop, ha sintetizzato la situazione parlando di "famiglie sempre più frugali", costrette a fare i conti con redditi erosi e l’incertezza derivante dai conflitti globali.

Grafico andamento consumi e spesa alimentare famiglie italiane dati Rapporto Coop 2026
Le famiglie italiane scelgono la qualità nonostante il freno ai consumi evidenziato dal Rapporto Coop 2026.

Il sentiment degli italiani: tra "Preoccupazione" e "Turbolenza"

L’analisi semantica delle interviste condotte a dicembre 2025 rivela lo stato d’animo prevalente nel Paese. La parola chiave scelta dal 37% degli italiani per descrivere l’anno appena iniziato è "preoccupazione", seguita a ruota da "insicurezza" (23%). Solo un quarto del campione (25%) riesce ad aggrapparsi all’ottimismo. Questo clima psicologico è il riflesso diretto di quello che il Rapporto definisce un "frullatore globale": uno scenario internazionale percepito come caotico e privo di una guida rassicurante.

La percezione della geopolitica gioca un ruolo fondamentale in questa ansia diffusa. Secondo il sondaggio rivolto agli opinion leader, il 43% descrive lo scenario 2026 come una fase di "turbolenza", mentre il 34% parla di "instabilità". I giudizi sui leader mondiali riflettono questa inquietudine: figure come Netanyahu, Putin e Trump raccolgono valutazioni negative superiori all’80%, mentre si registrano aperture di credito verso leader come il premier spagnolo Pedro Sanchez o, sul fronte orientale, Xi Jinping, che raccoglie il 43% di giudizi positivi.

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Rapporto Coop 2026: consumi frenati e PIL al +0,2%, ma regge la qualità - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Rapporto Coop 2026: consumi frenati e PIL al +0,2%, ma regge la qualità"

Le ripercussioni di questa instabilità geopolitica si fanno sentire pesantemente sulle aspettative economiche e finanziarie. Il Rapporto Coop evidenzia come l’incertezza stia orientando negativamente le previsioni sui mercati. Per il 38% degli esperti intervistati, il 2026 sarà caratterizzato da un forte ribasso o da una contrazione significativa delle borse. In questo scenario, tornano di moda i classici "beni rifugio": l’oro e le materie prime, ma anche, in modo pragmatico e cinico, le azioni delle aziende legate alla difesa.

Sul fronte interno, la priorità richiesta al Governo resta chiara: la riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese e il potenziamento delle politiche attive per il lavoro. Il timore è che, senza interventi strutturali, la forbice delle disuguaglianze sociali continui ad allargarsi, lasciando indietro una fetta sempre più ampia di popolazione che fatica a mantenere standard di vita accettabili.

Consumi: la "Spending Review" della qualità

Consumatori al supermercato scelgono prodotti alimentari di qualità
Il Rapporto Coop 2026 segnala consumi in calo ma una tenace difesa della qualità alimentare.

Nonostante le tinte fosche del quadro macroeconomico, il comportamento d’acquisto degli italiani mostra una maturità sorprendente. Se è vero, come sottolinea Albino Russo, che i consumi saranno stagnanti (+0,3%), la composizione del carrello della spesa racconta una storia di resistenza. Gli italiani non smettono di consumare, ma scelgono meglio e con più attenzione, operando una selezione darwiniana sui prodotti.

Il cibo rimane il baluardo del benessere. Di fronte alla necessità di far quadrare i bilanci, i consumatori tagliano il superfluo, riducono gli sprechi e le spese accessorie, ma non rinunciano alla qualità di ciò che portano in tavola. Si assiste a un ritorno ai fondamentali: meno sperimentazioni costose, più attenzione alla sicurezza alimentare e alla salute. È un "bagno di realtà" che spinge verso acquisti essenziali, dove però l’essenzialità non è sinonimo di povertà, ma di valore intrinseco del prodotto. La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) si trova così a dover rispondere a una domanda schizofrenica: prezzi contenuti per difendere il potere d’acquisto, ma standard qualitativi elevati per rassicurare un consumatore spaventato.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

Il 2026 si preannuncia come un anno di transizione complessa, un passaggio stretto dove l’economia italiana dovrà navigare a vista. Il Rapporto Coop ci restituisce l’immagine di un Paese che ha perso l’illusione di una crescita facile, consapevole delle difficoltà (PIL al +0,2%), ma che non intende abdicare al proprio stile di vita, soprattutto a tavola. Tra "preoccupazione" e "turbolenza", la risposta delle famiglie è una frugalità intelligente: si spende meno, ma si cerca di non spendere peggio, in attesa che la tempesta globale si plachi.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Cosa prevede il Rapporto Coop 2026 per l economia italiana?

Il rapporto delinea uno scenario di sostanziale stagnazione economica, con una crescita del PIL stimata appena allo 0,2 per cento, un dato decisamente inferiore rispetto alle previsioni governative. Si prospetta un anno caratterizzato da cautela e incertezza, in cui l Italia rischia di posizionarsi in coda rispetto agli altri paesi europei a causa di un contesto macroeconomico difficile e instabile.

Come cambieranno i consumi delle famiglie italiane nel 2026?

Le famiglie adotteranno una strategia difensiva definita frugalità intelligente, tagliando le spese superflue e gli sprechi per far fronte all erosione dei redditi. Nonostante una crescita dei consumi molto debole, stimata allo 0,3 per cento, gli italiani non rinunceranno alla qualità, operando una selezione più attenta dei prodotti e preferendo l essenzialità al lusso accessorio.

Qual è il sentimento prevalente degli italiani verso il futuro economico?

Lo stato d animo dominante è segnato da preoccupazione e insicurezza, sentimenti citati dalla maggioranza degli intervistati come reazione a uno scenario internazionale percepito come caotico e privo di guide rassicuranti. Solo una piccola minoranza mantiene un atteggiamento ottimista, mentre la gran parte della popolazione avverte il peso dell instabilità geopolitica e delle turbolenze sui mercati finanziari.

Perché la spesa alimentare rimane centrale nonostante la crisi?

Il cibo continua a rappresentare il baluardo del benessere per i consumatori italiani, che scelgono di difendere la qualità di ciò che portano in tavola anche a costo di sacrificare altre voci di spesa. Si assiste a un ritorno ai fondamentali, con una maggiore attenzione alla sicurezza alimentare e alla salute, privilegiando acquisti che garantiscano un alto valore intrinseco piuttosto che sperimentazioni costose.

Quali sono le aspettative per i mercati finanziari nel 2026?

Le previsioni degli esperti sono tendenzialmente negative, con una significativa percentuale che si attende ribassi o contrazioni delle borse a causa dell incertezza globale. In questo contesto di instabilità, l attenzione degli investitori si sposta verso i classici beni rifugio come l oro e le materie prime, oltre a un interesse pragmatico per le azioni legate al settore della difesa.

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