ROMA – Il costo dell’assicurazione auto continua a salire, ma la curva dei rincari sembra finalmente mostrare segnali di raffreddamento. Secondo i dati diffusi oggi, 3 febbraio 2026, relativi all’ultimo mese dell’anno appena concluso, il premio medio RCA si è attestato a 387 euro a dicembre 2025. Un valore che certifica un incremento, seppur più contenuto rispetto al passato recente, confermando le difficoltà delle famiglie italiane nel gestire le spese fisse legate alla mobilità.
L’analisi dei dati evidenzia un aumento su base annua del 3,5% rispetto a dicembre 2024, quando il prezzo medio per la copertura obbligatoria era pari a 374 euro. Sebbene il segno più sia ancora presente davanti alle percentuali di crescita, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) sottolinea un aspetto cruciale per la lettura del mercato: il tasso di crescita è in netto rallentamento rispetto ai picchi osservati a partire da giugno 2023, periodo in cui l’inflazione e i costi della componentistica avevano innescato una spirale rialzista ben più aggressiva.
I numeri del Bollettino: l’andamento dei premi
Entrando nel dettaglio della rilevazione, il passaggio da 374 a 387 euro rappresenta un rincaro medio di 13 euro a polizza. Questo dato, tuttavia, è la sintesi di un mercato estremamente variegato, dove le differenze territoriali continuano a pesare sui portafogli degli assicurati. Il rallentamento della crescita dei premi è un segnale che gli analisti attendevano da tempo, dopo un biennio caratterizzato da aumenti a doppia cifra in alcune province. La frenata dell’inflazione generale ha giocato un ruolo chiave, permettendo alle compagnie di calibrare le tariffe in modo meno oneroso rispetto ai mesi precedenti.
Nonostante la decelerazione, il livello dei prezzi rimane elevato se confrontato con il periodo pre-pandemico. Le assicurazioni hanno dovuto fronteggiare un contesto macroeconomico complesso, e il recupero della redditività tecnica è passato inevitabilmente attraverso l’adeguamento delle tariffe. Tuttavia, il dato del +3,5% suggerisce che il mercato sta cercando un nuovo punto di equilibrio, lontano dalla volatilità estrema del 2023 e del 2024.
Le cause dei rincari: risarcimenti e costi di riparazione

Per comprendere appieno perché, nonostante il rallentamento, i prezzi non scendano, è necessario analizzare le voci di costo che le compagnie devono sostenere. La crescita del premio medio RCA dell’ultimo triennio è strettamente correlata all’aumento del costo medio dei sinistri. In particolare, il settore ha subito l’impatto dell’inflazione sui pezzi di ricambio, diventati sempre più costosi e tecnologicamente avanzati, e sull’aumento delle tariffe della manodopera nelle carrozzerie.
Un altro fattore determinante riguarda i risarcimenti per i danni alla persona. Le tabelle per il risarcimento del danno biologico vengono periodicamente aggiornate all’inflazione, comportando esborsi maggiori per le compagnie in caso di incidenti con lesioni. Questo meccanismo, necessario per tutelare le vittime della strada, si riflette inevitabilmente sui premi pagati dalla collettività. Anche il comparto delle polizze accessorie, come quelle per infortuni del conducente o la tutela legale, ha risentito di queste dinamiche, sebbene l’attenzione principale resti focalizzata sulla responsabilità civile obbligatoria.
Il contesto di mercato: non solo RCA

Il settore assicurativo non si limita alla sola RCA. Le famiglie italiane stanno mostrando una crescente attenzione verso altre forme di protezione, come le polizze vita e quelle sanitarie, spesso percepite come necessarie in un contesto di welfare pubblico in trasformazione. Tuttavia, l’aumento dei costi obbligatori per l’auto rischia di erodere il budget disponibile per queste coperture facoltative, creando un potenziale problema di sottoassicurazione in ambiti cruciali per la sicurezza sociale.
Le compagnie stanno rispondendo con offerte sempre più modulari, cercando di personalizzare il rischio per contenere i prezzi. L’uso della telematica (le cosiddette scatole nere) continua a essere uno strumento diffuso per ottenere sconti, anche se la sua capacità di calmierare i prezzi sembra aver raggiunto una fase di maturità. La sfida per il 2026 sarà quella di mantenere la solvibilità del sistema garantendo al contempo tariffe sostenibili per i consumatori, in un equilibrio precario tra costi tecnici in ascesa e capacità di spesa delle famiglie.
In Breve (TL;DR)
Il premio medio RCA tocca i 387 euro a dicembre 2025, registrando un aumento annuo del 3,5% che pesa sui bilanci familiari.
I dati IVASS mostrano un rallentamento della corsa ai rincari rispetto al passato, suggerendo un progressivo raffreddamento della curva inflattiva nel settore.
L’inflazione sui pezzi di ricambio e l’aumento dei risarcimenti mantengono i prezzi alti, costringendo il mercato a cercare un nuovo equilibrio economico.
Conclusioni

In sintesi, il dato di dicembre 2025 fotografa un mercato assicurativo ancora in tensione ma meno febbrile rispetto al passato. Il premio medio a 387 euro conferma che l’era dei rincari non è finita, ma il rallentamento al +3,5% offre uno spiraglio di stabilità. Sarà fondamentale monitorare i prossimi trimestri per capire se questa tendenza al raffreddamento si consoliderà o se nuove tensioni inflattive sui costi dei risarcimenti e delle riparazioni torneranno a spingere le tariffe verso l’alto. Per ora, gli automobilisti devono ancora fare i conti con polizze più care, ma con la speranza che il peggio della tempesta inflattiva sia ormai alle spalle.
Domande frequenti

Secondo i dati diffusi dall IVASS per dicembre 2025 il premio medio RCA ha raggiunto i 387 euro. Tale cifra indica una crescita annuale del 3,5 per cento rispetto ai 374 euro del 2024 confermando un trend in salita ma con una velocità ridotta rispetto al passato.
I rincari dipendono soprattutto dal costo crescente dei sinistri dovuto all inflazione sui ricambi e alla manodopera più cara. Pesano anche gli aggiornamenti delle tabelle per il danno biologico che impongono alle compagnie esborsi maggiori quando si verificano incidenti con lesioni fisiche.
A dicembre 2025 si registra un incremento del 3,5 per cento su base annua pari a circa 13 euro in più a polizza. Nonostante il segno più l IVASS evidenzia che la corsa dei prezzi sta rallentando rispetto ai forti aumenti iniziati a metà 2023.
Il mercato assicurativo sembra cercare un nuovo equilibrio lontano dalla forte volatilità del biennio precedente. Per il 2026 la sfida sarà mantenere i prezzi sostenibili per gli utenti pur fronteggiando i costi tecnici di riparazione e risarcimento che restano elevati.
Le compagnie puntano su offerte modulari per personalizzare il rischio e contenere i costi. L uso della scatola nera resta un metodo valido per ottenere sconti sul premio anche se la sua efficacia nel ridurre le tariffe sembra essersi ormai stabilizzata.




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