In Breve (TL;DR)
Circa 86 turisti italiani sono rimasti bloccati sull’isola di Socotra in Yemen a causa dell’improvvisa chiusura dello spazio aereo.
Le tensioni geopolitiche tra fazioni locali hanno causato la sospensione dei voli, isolando l’arcipelago e impedendo il rientro dei viaggiatori.
La Farnesina ha attivato un piano d’emergenza per rimpatriare i connazionali tramite un volo straordinario diretto in Arabia Saudita.
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È una vacanza da sogno che si è trasformata in un’attesa carica di incertezza per decine di connazionali. Sull’isola di Socotra, gioiello naturalistico al largo dello Yemen noto per la sua biodiversità unica, sono rimasti bloccati circa 86 turisti italiani. La notizia, emersa con forza nelle ultime ore e rilanciata da diverse testate locali tra cui TrentoToday, segnala la presenza di un nutrito gruppo di viaggiatori impossibilitati a rientrare in patria a causa dell’improvvisa chiusura dello spazio aereo. La situazione, seppur definita sotto controllo dal punto di vista della sicurezza immediata, ha fatto scattare l’allarme alla Farnesina, ora impegnata in una complessa operazione diplomatica e logistica.
L’arcipelago, spesso descritto come le "Galapagos dell’Oceano Indiano" per la sua flora aliena e le spiagge incontaminate, è da anni al centro di una delicata partita geopolitica. Nonostante il monito del Ministero degli Esteri che sconsiglia i viaggi in tutto lo Yemen, l’isola ha continuato ad attrarre visitatori in cerca di avventura. Ora, però, il riacutizzarsi delle tensioni interne tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio ha portato alla sospensione dei collegamenti aerei, lasciando a terra non solo gli italiani, ma un totale di oltre 400 turisti internazionali.

Il blocco dei voli e le cause geopolitiche
Il blocco è scattato ufficialmente il primo gennaio 2026, cogliendo di sorpresa i viaggiatori che avevano programmato il rientro dopo le festività natalizie. Secondo quanto riportato da fonti locali e confermato dalle agenzie di stampa, la decisione di chiudere lo spazio aereo è legata all’escalation degli scontri tra il Consiglio di Transizione del Sud (STC), l’entità separatista sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti che controlla di fatto l’isola dal 2018, e le forze governative yemenite riconosciute dalla comunità internazionale, appoggiate dall’Arabia Saudita.
Le autorità aeroportuali hanno cancellato tutti i voli in entrata e in uscita, isolando di fatto l’arcipelago dal resto del mondo. Secondo le informazioni raccolte, la compagnia aerea che opera i collegamenti principali ha sospeso le operazioni su ordine delle autorità militari, rendendo impossibile il normale deflusso dei turisti. Non si tratta di un evento meteorologico, ma di una diretta conseguenza dell’instabilità politica che affligge lo Yemen da oltre un decennio, e che periodicamente investe anche questa remota provincia insulare.
La situazione degli italiani: tra attesa e rassicurazioni

Tra i circa 400 stranieri bloccati, la componente italiana è significativa. Si parla di 86 connazionali, sparsi in diverse strutture ricettive, dai piccoli hotel della capitale Hadibu ai campeggi ecologici dislocati lungo le coste. Tra loro, come evidenziato dalla stampa locale trentina, figurano anche turisti provenienti dal Nord Italia, partiti per un viaggio organizzato o in piccoli gruppi indipendenti. Le testimonianze che filtrano dall’isola descrivono una situazione di calma apparente: i turisti non sono in pericolo di vita e non si registrano scontri armati sull’isola stessa, ma la preoccupazione cresce con il passare dei giorni.
Alcuni viaggiatori, raggiunti telefonicamente, hanno riferito di stare bene ma di iniziare a temere per le scorte di denaro contante e per la logistica, dato che le carte di credito sono difficilmente utilizzabili sull’isola. "Siamo al sicuro, ma non sappiamo quando potremo tornare", è il ritornello che rimbalza nelle chat dei gruppi bloccati. La mancanza di informazioni certe nelle prime ore ha alimentato l’ansia, mitigata solo dall’intervento delle autorità diplomatiche.
Il piano di rientro della Farnesina

Il Ministero degli Esteri italiano si è attivato immediatamente attraverso l’Unità di Crisi. La Farnesina, in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Riad (competente per il territorio yemenita), ha avviato un’interlocuzione serrata con le autorità locali, i tour operator e le compagnie aeree regionali. L’obiettivo è sbloccare la situazione nel più breve tempo possibile, garantendo un corridoio sicuro per il rimpatrio.
Secondo le ultime notizie trapelate in queste ore, la diplomazia ha ottenuto un primo importante risultato: la compagnia aerea yemenita Yemenia Airways avrebbe accettato di predisporre un volo straordinario. Il piano prevede un collegamento d’emergenza con destinazione Gedda, in Arabia Saudita, previsto proprio per la giornata odierna, 7 gennaio. Da lì, i turisti potranno poi proseguire verso l’Italia con voli di linea. Questa soluzione rappresenta uno spiraglio concreto dopo giorni di stallo, anche se le operazioni restano soggette alla volatilità della situazione sul campo.
Conclusioni

La vicenda dei turisti bloccati a Socotra riaccende i riflettori sui rischi del turismo in aree di crisi. Sebbene l’isola sia spesso percepita come un’oasi di pace lontana dal conflitto continentale, la sua appartenenza allo Yemen la rende vulnerabile alle dinamiche della guerra civile. Mentre si attende la conferma del decollo del volo per Gedda, che riporterebbe a casa gli 86 italiani e gli altri turisti europei, resta valido il monito della Farnesina: la bellezza dei luoghi non cancella i rischi geopolitici, e la prudenza deve rimanere la bussola principale per chi sceglie mete così complesse.
Domande frequenti

Il blocco è causato dalla improvvisa chiusura dello spazio aereo sopra il territorio insulare, avvenuta il primo gennaio 2026. Questa misura è stata presa dalle autorità militari a seguito della escalation delle tensioni politiche tra il Consiglio di Transizione del Sud e le forze governative yemenite, impedendo di fatto il decollo e atterraggio di qualsiasi volo civile.
Attualmente i turisti non sono in pericolo di vita e non si registrano scontri armati diretti nelle zone turistiche. Tuttavia, la Farnesina sconsiglia i viaggi in tutto lo Yemen a causa della instabilità geopolitica. I rischi principali per chi si trova ora sul posto riguardano la logistica, come la scarsità di denaro contante e la incertezza sui tempi di rientro, oltre alla impossibilità di lasciare la isola autonomamente.
Il Ministero degli Esteri ha attivato la Unità di Crisi e lavora in stretto contatto con la Ambasciata italiana a Riad. Grazie alle trattative diplomatiche, è stato organizzato un volo straordinario di emergenza con la compagnia Yemenia Airways diretto a Gedda, in Arabia Saudita, per permettere agli 86 italiani e agli altri turisti europei di tornare a casa in sicurezza.
La sospensione dei voli è una diretta conseguenza del conflitto interno yemenita che dura da oltre un decennio. Nello specifico, si tratta di frizioni tra i separatisti sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti, che controllano la isola, e il governo centrale appoggiato dalla Arabia Saudita. Queste tensioni per il controllo del territorio hanno portato alla paralisi dei collegamenti aerei.
Sono rimasti bloccati circa 400 turisti internazionali in totale. Il gruppo italiano è composto da 86 connazionali, tra cui viaggiatori indipendenti e gruppi organizzati, alloggiati in varie strutture tra hotel e campeggi. Tutti attendono il volo speciale per poter lasciare la provincia insulare yemenita dopo la cancellazione dei voli di linea previsti.
Fonti e Approfondimenti
- Viaggiare Sicuri (MAECI) – Scheda Paese Yemen: Avvisi di sicurezza e aree a rischio
- UNESCO – Arcipelago di Socotra: Patrimonio Mondiale dell’Umanità
- Wikipedia – Geografia, storia e politica dell’isola di Socotra
- Ministero degli Affari Esteri – Funzioni e attività dell’Unità di Crisi
- CIA World Factbook – Yemen: Quadro geopolitico e informazioni generali

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