Soldi in Posta: conviene ancora? Analisi e alternative 2025

Tenere i soldi in Posta conviene ancora nel 2025? Analisi imparziale di vantaggi, svantaggi e rendimenti dei prodotti di risparmio postale. Confronto con le migliori alternative per proteggere il tuo capitale dall'inflazione.

Pubblicato il 22 Nov 2025
Aggiornato il 22 Nov 2025
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In Breve (TL;DR)

Di fronte all’inflazione e alle nuove opzioni di mercato, analizziamo in modo imparziale se i tradizionali prodotti di risparmio di Poste Italiane rappresentano ancora una scelta conveniente nel 2025.

Analizzeremo rendimenti, costi e sicurezza dei prodotti di risparmio postale, confrontandoli con le principali alternative disponibili oggi per proteggere il proprio capitale.

Analizzeremo infine le principali alternative ai prodotti postali per proteggere il tuo capitale e contrastare l’erosione dovuta all’inflazione.

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Da generazioni, gli italiani affidano i propri risparmi a Poste Italiane, considerata un porto sicuro e familiare. Il libretto postale e i buoni fruttiferi sono stati per decenni i protagonisti indiscussi del risparmio gestito all’interno delle mura domestiche, simboli di prudenza e stabilità. Ma oggi, in un contesto economico globale complesso, segnato dall’inflazione e da un mercato finanziario in continua evoluzione, la domanda sorge spontanea: conviene ancora tenere i soldi in posta? Questo articolo analizza in modo approfondito i prodotti di risparmio postale, confrontandoli con le alternative disponibili per aiutare i risparmiatori a fare una scelta consapevole, in equilibrio tra la solidità della tradizione e le opportunità dell’innovazione.

Poste Italiane non è più solo l’ufficio dove si spediscono lettere e si pagano bollettini. Si è trasformata in un istituto finanziario a tutti gli effetti, che offre una vasta gamma di servizi, dai conti correnti agli investimenti, fino alle assicurazioni. Questa evoluzione impone una valutazione più critica e dettagliata dei suoi prodotti di punta, per capire se siano ancora una soluzione valida per proteggere e far crescere il proprio capitale nel 2025.

Mano che inserisce una moneta con simbolo dell'euro in un salvadanaio giallo con il logo di poste italiane.
Il tradizionale libretto di risparmio postale è ancora una scelta valida? Analizziamo insieme pro, contro e le alternative di investimento per il 2025.

La Tradizione del Risparmio Postale in Italia

Il legame tra gli italiani e il risparmio postale ha radici profonde, che risalgono a oltre 150 anni fa con l’introduzione dei Libretti di Risparmio. Questi strumenti, insieme ai Buoni Fruttiferi Postali nati circa cinquant’anni dopo, hanno contribuito a creare una solida cultura del risparmio nel Paese. La fiducia in Poste Italiane è cementata dalla garanzia dello Stato, esercitata attraverso Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questa garanzia rende i prodotti postali estremamente sicuri, un fattore che ha sempre attratto i risparmiatori più prudenti e avversi al rischio.

Il ruolo di CDP non è solo quello di emettere i prodotti di risparmio, ma anche di reinvestire le risorse raccolte per finanziare infrastrutture, supportare le imprese e sostenere lo sviluppo economico del territorio. Tenere i soldi in posta, quindi, assume anche una valenza etica: il risparmio dei cittadini contribuisce direttamente alla crescita del Paese. Questa combinazione di sicurezza, semplicità e finalità sociale ha reso il risparmio postale un pilastro del sistema economico italiano e un punto di riferimento per milioni di famiglie.

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I Prodotti di Risparmio Postale Sotto la Lente

Soldi in Posta: conviene ancora? Analisi e alternative 2025 - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Soldi in Posta: conviene ancora? Analisi e alternative 2025"

Per capire se oggi convenga ancora affidarsi a Poste Italiane, è fondamentale analizzare nel dettaglio i suoi due prodotti storici: il Libretto di Risparmio e i Buoni Fruttiferi Postali. Entrambi sono considerati investimenti a basso rischio, ma presentano differenze sostanziali in termini di liquidità, rendimento e finalità d’uso.

Il Libretto di Risparmio Postale

Il Libretto di Risparmio è essenzialmente un conto di deposito che offre liquidità immediata. Le somme depositate possono essere prelevate in qualsiasi momento senza penali. Tuttavia, questa flessibilità ha un costo: i rendimenti sono estremamente bassi. Il tasso base per il Libretto Ordinario e Smart è spesso prossimo allo zero (0,001% annuo lordo). Per ottenere un interesse leggermente superiore, è necessario attivare le offerte Supersmart, che vincolano una parte del capitale per periodi definiti (da alcuni mesi a un anno), offrendo tassi più vantaggiosi, che possono arrivare fino al 2,75% o 3% lordo in specifiche promozioni. La tassazione sugli interessi è del 26%.

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP)

I Buoni Fruttiferi Postali sono titoli di debito emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato. A differenza dei libretti, sono pensati per un orizzonte temporale di medio-lungo periodo e offrono rendimenti crescenti nel tempo. I loro principali punti di forza sono la tassazione agevolata al 12,50%, l’assenza di costi di sottoscrizione e rimborso (salvo oneri fiscali) e l’esenzione dall’imposta di successione. È possibile richiedere il rimborso del capitale in qualsiasi momento, ma gli interessi maturano solo dopo un periodo minimo (solitamente dopo il primo anno). Esistono diverse tipologie di buoni, come quelli 3×4 (fino al 3% lordo a scadenza), gli Ordinari (fino al 2,50% su 20 anni) o quelli dedicati ai minori, che possono offrire rendimenti fino al 5% lordo annuo.

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Analisi dei Rendimenti: La Prova del Nove

La sicurezza è un valore, ma non può essere l’unico parametro di scelta. Per valutare la reale convenienza del risparmio postale, è indispensabile confrontare i rendimenti netti con il tasso di inflazione. Se l’inflazione è superiore al rendimento, il capitale investito perde potere d’acquisto. Questo concetto è noto come rendimento reale.

Il rendimento reale si calcola sottraendo il tasso di inflazione dal rendimento netto del proprio investimento. Se il risultato è negativo, i nostri soldi, pur essendo al sicuro, stanno perdendo valore nel tempo.

Facciamo un esempio pratico: un Buono Fruttifero Postale offre un rendimento lordo del 3%. Al netto della tassazione del 12,50%, il rendimento netto è del 2,625%. Se l’inflazione annua si attesta al 3%, il rendimento reale è negativo (-0,375%). In questo scenario, il risparmiatore sta di fatto perdendo potere d’acquisto. I libretti postali, con i loro tassi base quasi nulli, offrono un rendimento reale decisamente negativo. Anche le offerte Supersmart, sebbene più interessanti, spesso faticano a superare l’inflazione in modo significativo. Per questo, è cruciale non fermarsi al rendimento nominale, ma calcolare sempre l’impatto dell’inflazione sui propri risparmi.

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Sicurezza vs. Rendimento: Un Equilibrio Delicato

La caratteristica distintiva e il principale vantaggio dei prodotti di risparmio postale resta la sicurezza. La garanzia diretta dello Stato italiano, fornita tramite Cassa Depositi e Prestiti, li posiziona come uno degli strumenti più sicuri in assoluto, ideale per chi ha una bassissima tolleranza al rischio. Questa garanzia è diversa e, secondo alcuni analisti, persino più solida di quella del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che copre i conti correnti e i conti deposito bancari fino a 100.000 euro.

Tuttavia, questa sicurezza ha un prezzo: rendimenti contenuti. La scelta, quindi, non è tra un prodotto “giusto” e uno “sbagliato”, ma si riduce a un compromesso tra la protezione del capitale e la sua crescita. Il risparmio postale è eccellente per la conservazione del capitale, ma non per la sua valorizzazione nel lungo periodo, specialmente in contesti di alta inflazione. È uno strumento perfetto per chi vuole “parcheggiare” liquidità, creare un fondo di emergenza o accumulare risparmi per obiettivi a breve termine senza correre alcun rischio di mercato.

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Le Alternative al Risparmio Postale nel 2025

Per i risparmiatori che cercano un rendimento superiore a quello offerto da libretti e buoni, pur mantenendo un profilo di rischio contenuto, il mercato offre diverse alternative valide. È importante conoscerle per poter diversificare i propri investimenti e ottimizzare la gestione del patrimonio.

Conti Deposito

I conti deposito sono prodotti bancari che funzionano in modo simile ai libretti postali, ma spesso offrono rendimenti più elevati. Possono essere “liberi” (soldi sempre svincolabili) o “vincolati” (somme bloccate per un periodo in cambio di un tasso più alto). Sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro per depositante. Lo svantaggio principale rispetto ai BFP è la tassazione più alta, fissata al 26% sugli interessi.

Titoli di Stato (BTP, BOT)

I Titoli di Stato come BTP e BOT sono, al pari dei buoni postali, garantiti dallo Stato italiano e beneficiano della stessa tassazione agevolata del 12,50%. Spesso offrono rendimenti più competitivi rispetto ai BFP. La differenza fondamentale sta nel rischio di mercato: il prezzo dei Titoli di Stato acquistati sul mercato secondario può oscillare, e se venduti prima della scadenza si potrebbe incorrere in una perdita in conto capitale. I buoni postali, invece, garantiscono sempre la restituzione del 100% del capitale investito.

ETF Monetari e Obbligazionari a Breve Termine

Per chi ha una minima dimestichezza con i mercati finanziari, gli ETF (Exchange Traded Funds) monetari o obbligazionari a breve termine rappresentano un’alternativa efficiente. Questi strumenti, che replicano l’andamento di indici di mercato, offrono diversificazione e costi di gestione molto bassi. Possono rappresentare un tassello importante nella costruzione di un portafoglio moderno, ma richiedono una comprensione di base dei meccanismi finanziari. La tassazione è al 26% per la maggior parte di questi strumenti.

L’Innovazione in Poste Italiane: Non Solo Libretti

Poste Italiane sta compiendo grandi passi per modernizzare la sua offerta e rispondere alle nuove esigenze dei clienti. L’innovazione tecnologica è al centro di questa trasformazione, con un forte investimento nell’intelligenza artificiale e nelle piattaforme digitali. Oggi, gran parte dei servizi è accessibile online tramite il sito o l’App BancoPosta e l’App Poste Italiane, che permettono di gestire i propri risparmi, sottoscrivere prodotti e monitorare gli investimenti in totale autonomia. Per chi ha bisogno di una guida completa, è utile consultare articoli come questa guida all’installazione dell’app di Poste Italiane.

Oltre ai prodotti tradizionali, Poste Italiane offre oggi soluzioni di investimento più complesse, come fondi comuni, polizze assicurative e gestioni patrimoniali, spesso in partnership con società specializzate come Moneyfarm. Questi prodotti si rivolgono a un pubblico con obiettivi e profili di rischio diversi, segnando il passaggio di Poste da semplice custode del risparmio a consulente finanziario a 360 gradi. Anche le comunicazioni, un tempo legate solo alla classica raccomandata market, si sono evolute in un ecosistema di servizi digitali integrati.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

Alla luce di questa analisi, possiamo affermare che tenere i soldi in posta conviene ancora, ma solo per obiettivi specifici. I Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti di Risparmio restano una scelta eccellente per chi cerca la massima sicurezza, per parcheggiare liquidità a breve termine, per costruire un fondo di emergenza o per i risparmiatori completamente avversi al rischio. La garanzia dello Stato, la semplicità e la tassazione agevolata dei BFP sono vantaggi innegabili.

Tuttavia, per chi ha l’obiettivo di far crescere il proprio capitale nel medio-lungo periodo e proteggerlo efficacemente dall’inflazione, è necessario guardare oltre. Alternative come i conti deposito, i Titoli di Stato o gli ETF obbligazionari offrono spesso rendimenti reali più interessanti, seppur con caratteristiche e profili di rischio differenti. La strategia vincente, oggi più che mai, risiede nella diversificazione e nella costruzione di un portafoglio di investimenti moderno e bilanciato, dove i prodotti postali possono convivere con altri strumenti finanziari in base agli obiettivi e all’orizzonte temporale di ciascun risparmiatore.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
I soldi sul libretto postale o sui buoni sono al sicuro?

Sì, i libretti di risparmio e i Buoni Fruttiferi Postali sono considerati investimenti a basso rischio perché sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e godono della garanzia diretta dello Stato italiano. Questa garanzia copre l’intero capitale versato, senza il limite di 100.000 euro previsto per i conti correnti bancari dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Quanto rendono oggi i Buoni Fruttiferi Postali?

I rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali variano in base alla tipologia e alla durata. Ad esempio, un Buono ordinario a 20 anni può avere un rendimento annuo lordo a scadenza intorno al 2,50%, mentre soluzioni a più breve termine come il Buono 3×4 può arrivare al 3%. Esistono anche offerte specifiche, come quelle per i minori, che possono raggiungere rendimenti lordi superiori, fino al 5% in base all’età e alla durata. È importante verificare sempre i fogli informativi, poiché i tassi vengono aggiornati periodicamente.

I risparmi postali proteggono dall’inflazione?

I prodotti di risparmio postale tradizionali, con rendimenti fissi, potrebbero non coprire completamente il tasso di inflazione, specialmente in periodi di forte aumento dei prezzi. Per far fronte a questa esigenza, Poste Italiane offre un Buono Fruttifero Postale indicizzato all’inflazione italiana, che lega il suo rendimento all’andamento dei prezzi al consumo in Italia, offrendo una protezione diretta del potere d’acquisto del capitale investito.

Conviene di più un Buono Fruttifero Postale (BFP) o un BTP?

La scelta dipende dalle esigenze dell’investitore. Entrambi sono garantiti dallo Stato e hanno una tassazione agevolata al 12,5%. I BFP offrono il vantaggio di poter essere rimborsati in qualsiasi momento al loro valore nominale, senza rischi di perdita del capitale. I BTP, invece, sono quotati sul mercato e il loro prezzo può oscillare, offrendo potenzialmente rendimenti più alti ma esponendo al rischio di vendere a un prezzo inferiore a quello di acquisto. I BFP sono spesso considerati più semplici e adatti a chi cerca la massima sicurezza e flessibilità.

Quali sono i costi di un Libretto di Risparmio Postale?

Generalmente, i Libretti di Risparmio Postale non prevedono costi di apertura, gestione o chiusura. L’unica spesa da considerare è l’imposta di bollo, che ammonta a 34,20 euro all’anno per le persone fisiche. Tuttavia, questa imposta non è dovuta se la giacenza media annua complessiva di tutti i libretti intestati alla stessa persona non supera i 5.000 euro. Gli interessi maturati sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%.

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