Spari contro la sede Cgil di Primavalle: 5 colpi, indagini in corso

Colpi di arma da fuoco contro la Cgil di Primavalle a Roma. Trovati 5 fori sulla serranda. La condanna della politica italiana e del governo.

Pubblicato il 07 Gen 2026
Aggiornato il 07 Gen 2026
di lettura

In Breve (TL;DR)

Cinque colpi di pistola sono stati esplosi contro la sede Cgil di Primavalle a Roma in un grave atto intimidatorio avvenuto nella notte.

La Digos indaga analizzando le telecamere di sorveglianza per rintracciare i colpevoli, mentre si ipotizza una matrice politica o eversiva del gesto.

Il sindacato e le istituzioni hanno condannato l’attacco, ribadendo la volontà di non cedere alla violenza e mantenere attivo il presidio sociale.

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Un risveglio inquietante per il quartiere di Primavalle, nella periferia nord-ovest di Roma, e un nuovo allarme per la democrazia nella Capitale. Nella mattinata di oggi, 7 gennaio 2026, la sede locale della Cgil è stata bersaglio di un atto intimidatorio di estrema gravità: ignoti hanno esploso colpi di arma da fuoco contro la struttura sindacale. La scoperta è avvenuta al momento dell’apertura degli uffici, quando i funzionari e i delegati si sono trovati di fronte ai segni inequivocabili della violenza.

Secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni e confermato dalle forze dell’ordine giunte sul posto, sono stati rinvenuti cinque fori di proiettile sulla serranda e sulle vetrate dell’ingresso. L’episodio, che non ha fortunatamente causato feriti poiché avvenuto presumibilmente durante le ore notturne, ha immediatamente scosso il mondo della cronaca romana e nazionale, riaccendendo i riflettori sulla sicurezza dei presidi democratici nelle periferie.

Sul luogo dell’accaduto, in via Federico Borromeo, sono intervenuti prontamente gli agenti della Digos e la Polizia Scientifica per i rilievi del caso. L’area è stata transennata per permettere il recupero delle ogive e l’analisi delle traiettorie, elementi fondamentali per risalire al calibro dell’arma utilizzata e, si spera, all’identità degli autori di questo gesto vile.

Serranda della sede Cgil di Primavalle con fori di proiettile e nastro della polizia
I rilievi della Scientifica sulla serranda della Cgil di Primavalle colpita da 5 proiettili nella notte.

La dinamica e le indagini

Le indagini sono scattate immediatamente e si muovono nel massimo riserbo. Gli inquirenti stanno setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, sia quelle pubbliche che quelle di esercizi commerciali privati, alla ricerca di veicoli o persone sospette transitate nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Al momento, secondo fonti investigative, non risulterebbero rivendicazioni ufficiali, ma la modalità dell’attacco — l’uso di armi da fuoco contro una sede sindacale — indirizza i sospetti verso la pista politica o eversiva.

La scelta di colpire la Cgil di Primavalle non sembra casuale. Il quartiere è storicamente un simbolo delle lotte sociali e popolari della Capitale, e la Camera del Lavoro rappresenta un punto di riferimento essenziale per i cittadini, offrendo servizi di patronato e assistenza fiscale. Colpire questo luogo significa tentare di intimidire chi ogni giorno lavora per tutelare i diritti, in un contesto territoriale spesso complesso.

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La reazione del sindacato: “Non ci faremo intimidire”

Spari contro la sede Cgil di Primavalle: 5 colpi, indagini in corso - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Spari contro la sede Cgil di Primavalle: 5 colpi, indagini in corso"

La risposta della Confederazione non si è fatta attendere. Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, ha espresso ferma condanna per l’accaduto, ribadendo che l’attività del sindacato non si fermerà. “È un atto di una gravità inaudita”, ha dichiarato Di Cola, sottolineando come i cinque colpi esplosi rappresentino un attacco non solo alla sigla sindacale, ma all’intera comunità democratica. “La sede di Primavalle è un presidio di legalità e democrazia. Non ci lasceremo intimidire”, ha aggiunto, confermando che gli uffici rimarranno aperti per continuare a dare risposte ai cittadini.

Anche il segretario nazionale Maurizio Landini è stato informato dei fatti, esprimendo solidarietà ai compagni della struttura territoriale. Il sindacato ha annunciato mobilitazioni e presidi per rispondere civilmente alla violenza, chiamando a raccolta la cittadinanza e le forze sane della società civile.

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La condanna della politica italiana e delle istituzioni

Sede Cgil di Primavalle a Roma colpita da colpi di arma da fuoco
La Polizia indaga sui cinque colpi di pistola esplosi contro la Cgil di Primavalle.

La notizia ha provocato un’ondata di sdegno trasversale nella politica italiana. Esponenti di tutti i partiti hanno manifestato la loro vicinanza alla Cgil. Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha parlato di “gesto vile e inaccettabile”, assicurando il massimo impegno dell’amministrazione capitolina nel contrastare ogni forma di violenza politica. Anche dal Parlamento sono giunti messaggi di solidarietà: la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito l’episodio “gravissimo”, mentre il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha ribadito la necessità di fare fronte comune contro le intimidazioni.

Il Governo, attraverso note ufficiali, ha condannato l’attacco. È fondamentale che l’esecutivo garantisca la sicurezza di chi opera nel sociale e nel mondo del lavoro, specialmente in un momento storico in cui le tensioni sociali rischiano di esasperarsi. La tenuta democratica del Paese passa anche dalla protezione dei corpi intermedi come i sindacati, che svolgono un ruolo di cuscinetto e rappresentanza indispensabile.

Il contesto e i precedenti

Purtroppo, l’attacco di Primavalle non è un caso isolato nella storia recente. La memoria corre inevitabilmente all’assalto della sede nazionale della Cgil in Corso d’Italia, avvenuto nell’ottobre del 2021 ad opera di esponenti di estrema destra e gruppi No Green Pass. Sebbene le modalità siano diverse — lì un assalto di massa, qui un raid notturno con armi da fuoco — la matrice intimidatoria appare simile: colpire il sindacato come simbolo della Costituzione antifascista.

In un anno che non prevede imminenti elezioni politiche nazionali, ma che vede il Paese impegnato in delicate sfide economiche e sociali, mantenere un clima di confronto civile è imperativo. L’uso delle armi sposta la lancetta della tensione a un livello pericoloso, rievocando fantasmi del passato che l’Italia ha faticosamente sconfitto. È compito della magistratura ora fare chiarezza, ma è dovere della politica isolare i violenti.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

I cinque fori di proiettile sulla serranda della Cgil di Primavalle sono ferite inferte all’intero corpo democratico della città di Roma. Mentre le indagini della Digos proseguono per assicurare i responsabili alla giustizia, resta l’urgenza di una risposta corale da parte delle istituzioni e della società civile. Non si tratta solo di cronaca nera, ma di un segnale d’allarme che richiede vigilanza costante. La democrazia si difende praticandola ogni giorno, nei luoghi di lavoro e nelle piazze, senza cedere alla paura che gesti vili come questo vorrebbero instillare.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Cosa è successo alla sede Cgil di Primavalle a Roma?

Nella mattinata del 7 gennaio 2026 è stato scoperto un grave atto intimidatorio contro la sede sindacale situata nel quartiere Primavalle. Ignoti hanno esploso cinque colpi di arma da fuoco contro la serranda e le vetrate dell’ingresso in via Federico Borromeo. Fortunatamente non si sono registrati feriti poiché l’attacco è avvenuto durante le ore notturne quando gli uffici erano chiusi. L’episodio ha immediatamente attivato l’intervento delle forze dell’ordine e la condanna delle istituzioni.

Chi sta indagando sugli spari contro il sindacato?

Le indagini sono condotte dagli agenti della Digos e dalla Polizia Scientifica, intervenuti sul posto per i rilievi balistici e il recupero delle ogive. Gli inquirenti stanno analizzando attentamente le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona per identificare veicoli o persone sospette transitate nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Al momento non ci sono rivendicazioni ufficiali, ma la pista privilegiata è quella politica o eversiva.

Quali sono state le reazioni della politica e del sindacato?

La reazione è stata di ferma condanna unanime. Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, ha dichiarato che il sindacato non si lascerà intimidire e continuerà la sua attività di presidio democratico. Anche il mondo politico ha espresso solidarietà: dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ai leader dei principali partiti nazionali, tutti hanno definito il gesto vile e inaccettabile, sottolineando l’importanza di tutelare i corpi intermedi come i sindacati.

Esistono precedenti di attacchi simili alla Cgil a Roma?

L’attacco armato di Primavalle ha rievocato nella memoria collettiva l’assalto alla sede nazionale della Cgil in Corso d’Italia avvenuto nell’ottobre del 2021. Sebbene le modalità siano diverse, passando da un assalto di massa a un raid notturno con armi da fuoco, la matrice intimidatoria appare simile. Entrambi gli episodi colpiscono il sindacato in quanto simbolo della Costituzione antifascista e dei diritti dei lavoratori, evidenziando la necessità di mantenere alta la vigilanza democratica.

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