In Breve (TL;DR)
La produzione Stellantis in Italia tocca il minimo storico nel 2025, complice una complessa riorganizzazione verso l’elettrico.
L’ultimo trimestre mostra però segnali di ripresa vitali, trainati dal successo della 500 Ibrida e della nuova Compass.
Il 2026 promette il riscatto industriale con stime produttive in crescita e l’arrivo di attesi modelli premium.
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Amici dei motori, la data odierna, 7 gennaio 2026, segna un punto di svolta cruciale per l’industria automotive italiana. I dati appena rilasciati dalla Fim-Cisl ci consegnano la fotografia di un 2025 complesso, una vera e propria montagna russa per gli stabilimenti del Bel Paese. Se a prima vista il segno meno potrebbe spaventare, un’analisi tecnica più approfondita rivela che siamo di fronte a una necessaria metamorfosi industriale, pronta a sfociare in una nuova era per le nostre auto.
Il report annuale non lascia spazio a dubbi: la produzione complessiva di Stellantis in Italia si è fermata a quota 379.706 unità, registrando un calo del 20,1% rispetto all’anno precedente. È il dato più basso dal 1955, un record storico che certifica le difficoltà della transizione elettrica e dei mercati globali. Tuttavia, come vedremo, non è tutto nero: l’ultimo trimestre ha acceso una luce potente in fondo al tunnel, suggerendo che il 2026 potrebbe essere l’anno della grande riscossa per le novità auto made in Italy.

I Duri Numeri del 2025: Il Prezzo della Metamorfosi
Entriamo nel vivo dei dati tecnici. Secondo il report illustrato dal segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, il 2025 si è chiuso con 213.706 autovetture prodotte (-24,5%) e 166.000 veicoli commerciali (-13,5%). Una flessione a doppia cifra che ha impattato pesantemente sulla filiera. Ma per chi vive di pane e motori, è chiaro che questi numeri raccontano la storia di linee produttive ferme per essere aggiornate, di piattaforme in sostituzione e di un’attesa spasmodica per i nuovi incentivi.
La transizione verso l’elettrico e l’ibrido ha richiesto un tributo pesante in termini di volumi. Non si tratta di un semplice calo di domanda, ma di un riassetto strutturale. Gli stabilimenti si stanno svuotando dei vecchi modelli per fare spazio a tecnologie all’avanguardia, un processo doloroso ma inevitabile per chi vuole competere nel mercato globale del futuro.
Atessa e Melfi: Tra Flessione e Rilancio Tecnico

Analizzando i singoli poli produttivi, emerge la sofferenza di due giganti storici. Atessa, da sempre roccaforte dei veicoli commerciali leggeri, ha segnato un calo del 13,5%. Il re dei furgoni ha dovuto rallentare, complice una saturazione del mercato europeo, ma resta comunque il pilastro portante dei volumi italiani con le sue 166.000 unità.
Ancora più drastica la situazione a Melfi, che ha visto la produzione crollare del 47,2%, fermandosi a sole 32.760 unità. Un dato che fa tremare i polsi, ma che va letto con la lente dell’ingegnere: Melfi è stato il cantiere a cielo aperto per l’implementazione della piattaforma STLA Medium. Il crollo è figlio dello stop alle vecchie linee per preparare il terreno alla nuova Jeep Compass e ai futuri modelli DS e Lancia. È il silenzio prima del boato dei nuovi motori.
La Scossa di Ottobre: I Nuovi Modelli Invertono la Rotta

Ed è qui che l’entusiasmo tecnico deve prendere il sopravvento. Se i primi nove mesi sono stati un calvario, l’ultimo trimestre del 2025 ha mostrato i muscoli dell’industria italiana. Secondo i dati Fim-Cisl, da ottobre si è registrata una netta inversione di tendenza. Senza il contributo del quarto trimestre, il crollo avrebbe superato il 30%.
A guidare la carica sono state due novità auto fondamentali: la 500 Ibrida a Mirafiori e la nuova Jeep Compass a Melfi. Mirafiori, unico stabilimento in positivo nel 2025 (+16,5% a 30.202 unità), ha dimostrato che quando il prodotto è giusto, il mercato risponde. La 500 Ibrida ha ridato ossigeno alle linee, mentre a Melfi i primi esemplari della Compass hanno iniziato a uscire dai cancelli, promettendo di saturare presto la capacità produttiva.
Prospettive 2026: L’Anno della Riscossa
Guardando al futuro immediato, il 2026 si preannuncia come l’anno del riscatto. Le stime parlano di un ritorno sopra quota 400.000 veicoli, trainato dal pieno regime dei modelli lanciati a fine 2025. Non solo: l’anno corrente vedrà l’arrivo di gioielli tecnologici come la nuova Lancia Gamma e i modelli premium DS8 e DS7, che porteranno valore aggiunto e alta ingegneria sulle nostre linee.
Per gli appassionati che seguono il mondo dei motori a 360 gradi, dalle moto alle supercar, vedere l’industria dell’auto italiana rialzare la testa è motivo di orgoglio. La componentistica, l’elettronica e la meccanica di precisione sono pronte a supportare questa risalita, confermando l’Italia come hub centrale per Stellantis in Europa.
Conclusioni

In sintesi, il 2025 è stato l’anno della “tempesta perfetta” per Stellantis in Italia: un calo produttivo del 20% che ha toccato minimi storici. Tuttavia, chiudiamo questa analisi con un convinto ottimismo tecnico. I dati di fine anno dimostrano che la cura sta funzionando: i nuovi modelli stanno arrivando e gli stabilimenti sono pronti a ruggire di nuovo. Il peggio sembra essere alle spalle, e il 2026 ha tutte le carte in regola per essere l’anno della ripartenza a tutto gas.
Domande frequenti

Il calo del 20,1 per cento registrato nel 2025, che ha portato la produzione al minimo storico dal 1955, è dovuto principalmente a una necessaria metamorfosi industriale. Non si tratta solo di una flessione della domanda, ma di un riassetto strutturale degli stabilimenti per accogliere le nuove piattaforme dedicate ai veicoli elettrici e ibridi. Le linee produttive sono state fermate per aggiornamenti tecnologici cruciali, sacrificando i volumi immediati per preparare il terreno ai modelli di nuova generazione che garantiranno la competitività futura.
Le prospettive per il 2026 indicano una netta ripresa, con stime che prevedono un ritorno della produzione sopra quota 400.000 veicoli. Questo ottimismo si basa sui dati del quarto trimestre del 2025, che hanno mostrato una inversione di tendenza grazie al debutto di nuovi modelli. Il nuovo anno sarà caratterizzato dal pieno regime produttivo di vetture come la nuova Jeep Compass e dal lancio di attese novità come la Lancia Gamma e i modelli premium DS8 e DS7, segnando il principio di una fase di rilancio per il settore automotive italiano.
Lo stabilimento di Melfi ha registrato un calo produttivo significativo del 47,2 per cento nel 2025, fermandosi a poco più di 32.000 unità. Tuttavia, questo dato negativo va interpretato come una fase di transizione tecnica programmata. Il sito è stato trasformato in un cantiere per la installazione della nuova piattaforma STLA Medium. Lo stop alle vecchie linee è servito a preparare la produzione della nuova Jeep Compass e dei futuri modelli dei marchi DS e Lancia, che inizieranno a saturare la capacità produttiva nel corso del prossimo anno.
Nonostante il calo generale, alcuni modelli hanno mostrato performance positive, in particolare verso la fine del periodo. La 500 Ibrida è stata fondamentale per lo stabilimento di Mirafiori, che ha chiuso il 2025 in crescita del 16,5 per cento, dimostrando come il mercato risponda bene ai prodotti giusti. Inoltre, il lancio produttivo della nuova Jeep Compass a Melfi nel quarto trimestre ha contribuito a frenare la caduta complessiva dei volumi, ponendo le basi per la risalita prevista nel 2026.
Il polo di Atessa, storico centro per i veicoli commerciali leggeri, ha subito una flessione del 13,5 per cento nel 2025, influenzata dalla saturazione del mercato europeo. Nonostante il rallentamento, lo stabilimento rimane il pilastro principale della produzione italiana di Stellantis, avendo assemblato 166.000 unità. Anche in questo settore, il calo è parte di un contesto di mercato complesso, ma i volumi restano comunque i più alti tra tutti gli stabilimenti nazionali del gruppo.
Fonti e Approfondimenti
- Dossier Camera dei Deputati: Il settore automotive e la transizione ecologica
- Piattaforma istituzionale Ecobonus del MIMIT per gli incentivi auto
- Panoramica istituzionale e storica del gruppo Stellantis
- Scheda tecnica e storica dello stabilimento Stellantis di Melfi
- Approfondimento sullo storico stabilimento di Torino Mirafiori

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