Svolta a Pechino: Cina e Corea del Sud più vicine, gelo con Usa e Giappone

Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung incontra Xi Jinping a Pechino. Nuova intesa economica e strategica che allontana Seul dall'asse Washington-Tokyo.

Pubblicato il 06 Gen 2026
Aggiornato il 06 Gen 2026
di lettura

In Breve (TL;DR)

Il vertice storico tra Xi Jinping e Lee Jae-myung inaugura una nuova era di cooperazione che ridisegna gli equilibri geopolitici dell’Indo-Pacifico.

Seul si smarca dall’alleanza trilaterale con Stati Uniti e Giappone, cercando autonomia strategica e rilanciando il commercio bilaterale con il partner cinese.

Le frizioni storiche con Tokyo e l’instabilità politica americana favoriscono il riavvicinamento diplomatico tra le due potenze asiatiche in funzione anti-egemonica.

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PECHINO – Un cambio di rotta che rischia di ridisegnare gli equilibri dell’Indo-Pacifico. È questo il messaggio che emerge con forza dal vertice tenutosi ieri nella capitale cinese tra il presidente Xi Jinping e il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung. In una visita di stato definita "storica" dagli analisti – la prima di un leader sudcoreano a Pechino dal 2019 – le due potenze asiatiche hanno gettato le basi per una "nuova era" di cooperazione, segnando un evidente distanziamento dalle strategie di contenimento a guida statunitense e dalle recenti posizioni militariste del Giappone.

L’incontro, avvenuto nella Grande Sala del Popolo, non è stato solo cerimoniale. Secondo quanto riportato dai media di stato cinesi e confermato dalle agenzie internazionali, i due leader hanno firmato una serie di memorandum d’intesa volti a rilanciare il commercio bilaterale e a garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento. Ma è il sottotesto politico a preoccupare Washington e Tokyo: Seul sembra cercare una nuova autonomia strategica, smarcandosi dall’abbraccio soffocante dell’alleanza trilaterale che aveva caratterizzato l’amministrazione precedente.

La tempistica non è casuale. Il vertice arriva in un momento di altissima tensione regionale, con la Corea del Nord che ha appena testato nuovi missili ipersonici e il Giappone che, sotto la guida della premier Sanae Takaichi, ha adottato una postura sempre più assertiva sulla questione di Taiwan. In questo scenario incandescente, l’apertura di Xi Jinping verso Seul appare come una mossa calcolata per incrinare il fronte degli alleati americani in Asia.

Xi Jinping stringe la mano al presidente sudcoreano Lee Jae-myung nella Grande Sala del Popolo.
Storica stretta di mano tra Xi Jinping e Lee Jae-myung: inizia una nuova era di cooperazione tra Cina e Corea.

Il vertice Xi-Lee: "Scelte strategiche corrette"

Durante i colloqui, durati oltre 90 minuti, il presidente Xi Jinping ha esortato la Corea del Sud a compiere "scelte strategiche corrette" e a porsi "dalla parte giusta della storia". Un linguaggio diplomatico che, secondo gli esperti di geopolitica, nasconde un invito esplicito a non aderire alle politiche di accerchiamento economico e militare promosse dagli Stati Uniti. "Cina e Corea del Sud sono vicini che non possono traslocare e partner inseparabili", ha dichiarato Xi, sottolineando come i due paesi debbano "approfondire la fiducia reciproca strategica".

Da parte sua, il presidente Lee Jae-myung, esponente dell’area progressista sudcoreana, ha risposto con un pragmatismo che segna una netta discontinuità con il passato recente. "Spero di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni Corea-Cina", ha affermato Lee, ribadendo il rispetto di Seul per il principio di "una sola Cina" e la volontà di separare le questioni economiche dalle divergenze di sicurezza. Questa posizione è stata accolta con favore da Pechino, che vede nel nuovo corso di Seul un’opportunità per spezzare l’isolamento diplomatico tentato da Washington.

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Svolta a Pechino: Cina e Corea del Sud più vicine, gelo con Usa e Giappone - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Svolta a Pechino: Cina e Corea del Sud più vicine, gelo con Usa e Giappone"

Uno dei motori principali di questo riavvicinamento è la crescente diffidenza di Seul verso Tokyo. Le relazioni tra Corea del Sud e Giappone, storicamente complesse, hanno subito un nuovo raffreddamento a causa delle dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi. La leader conservatrice ha recentemente affermato che le forze di autodifesa giapponesi potrebbero intervenire in caso di contingenza a Taiwan, una linea rossa assoluta per Pechino e una fonte di profonda inquietudine per Seul, che teme di essere trascinata in un conflitto regionale contro la sua volontà.

Xi Jinping non ha mancato di toccare questo tasto dolente, ricordando durante il vertice la comune lotta di Cina e Corea contro il "militarismo giapponese" del secolo scorso. Secondo l’agenzia Xinhua, Xi ha invitato Seul a "unire le mani per difendere i frutti della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale", un chiaro richiamo alle ferite storiche mai del tutto rimarginate che uniscono i due paesi in funzione anti-nipponica.

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Stretta di mano tra Xi Jinping e il presidente sudcoreano Lee Jae-myung a Pechino
Xi Jinping accoglie il presidente sudcoreano Lee Jae-myung per ridefinire le alleanze in Asia.

Sullo sfondo di questo riallineamento asiatico incombono le turbolenze della politica estera statunitense. Il recente raid americano in Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, ha diviso la comunità internazionale e creato imbarazzo tra gli alleati di Washington. Mentre la Cina ha condannato duramente l’azione definendola una "violazione della sovranità", la risposta della Corea del Sud è stata tiepida e misurata, evitando di allinearsi completamente alla retorica statunitense.

Inoltre, l’incertezza legata alle politiche commerciali dell’amministrazione Trump continua a spingere Seul a diversificare i propri partner. Con la minaccia di nuovi dazi globali, l’economia sudcoreana, fortemente dipendente dalle esportazioni, non può permettersi di perdere il mercato cinese. "In un’era di protezionismo, Seul sta cercando un equilibrio tra la sicurezza garantita dagli USA e la prosperità legata alla Cina", spiegano fonti diplomatiche a Pechino.

La minaccia nordcoreana

Paradossalmente, il riavvicinamento tra Seul e Pechino avviene mentre la Corea del Nord intensifica le provocazioni. Proprio alla vigilia dell’arrivo di Lee in Cina, Pyongyang ha lanciato missili balistici verso il Mar del Giappone. Il presidente Lee ha chiesto a Xi di esercitare la sua influenza su Kim Jong-un per frenare l’escalation nucleare. Sebbene la Cina rimanga il principale alleato del Nord, Xi ha assicurato che Pechino giocherà un "ruolo costruttivo" per la pace nella penisola, una promessa che Seul spera possa tradursi in una pressione concreta sul regime di Pyongyang.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

Il vertice del 6 gennaio 2026 segna un punto di svolta nella geopolitica dell’Asia orientale. La Corea del Sud, sotto la guida di Lee Jae-myung, sembra aver scelto la via del pragmatismo, rifiutando la logica dei blocchi contrapposti imposta dalla competizione sino-americana. Se questa "nuova vicinanza" con Pechino porterà a una stabilità duratura o se creerà nuove frizioni con l’alleato americano resta da vedere. Ciò che è certo è che l’asse automatico tra Washington, Tokyo e Seul non è più una garanzia scontata, e la Cina ha segnato un punto importante nel suo tentativo di rimodellare l’ordine regionale a proprio favore.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Perché Cina e Corea del Sud si sono riavvicinate?

Il riavvicinamento nasce dalla volontà di Seul di cercare una nuova autonomia strategica e garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento economico, riducendo la dipendenza dalle politiche statunitensi. Inoltre, entrambe le nazioni condividono una crescente preoccupazione per la postura militare assertiva del Giappone e desiderano evitare di essere trascinate in conflitti regionali, optando per un approccio pragmatico che separa l economia dalla sicurezza.

Quali conseguenze ha il vertice di Pechino per gli Stati Uniti?

L incontro segna un potenziale indebolimento dell asse trilaterale tra Washington, Tokyo e Seul, complicando la strategia americana di contenimento nell Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti rischiano di vedere ridotta la loro influenza diplomatica sulla Corea del Sud, che sta cercando di bilanciare la sicurezza garantita dagli USA con la necessità di mantenere forti legami commerciali con il mercato cinese in un era di protezionismo.

In che modo il Giappone influenza i rapporti tra Cina e Corea del Sud?

Le tensioni storiche mai sopite e le recenti dichiarazioni della leadership giapponese su un possibile intervento militare a Taiwan hanno spinto Seul a diffidare di Tokyo e ad avvicinarsi a Pechino. Xi Jinping ha fatto leva su questo sentimento comune, invitando la Corea del Sud a unirsi alla Cina nel contrastare quello che viene percepito come un ritorno del militarismo nipponico e a difendere gli esiti della Seconda Guerra Mondiale.

Qual è il ruolo della Cina nella crisi con la Corea del Nord?

Nonostante Pechino rimanga il principale alleato storico di Pyongyang, il presidente Xi Jinping ha assicurato che la Cina svolgerà un ruolo costruttivo per mantenere la pace nella penisola coreana. Il presidente sudcoreano ha esplicitamente richiesto a Xi di esercitare la sua influenza su Kim Jong-un per frenare l escalation nucleare e i continui test missilistici che minacciano la stabilità regionale.

Cosa prevede l accordo tra Xi Jinping e Lee Jae-myung?

I due leader hanno firmato diversi memorandum d intesa focalizzati sul rilancio del commercio bilaterale e sulla garanzia di stabilità per le catene di approvvigionamento. L accordo si basa sul principio di separare le questioni economiche dalle divergenze politiche, con la Corea del Sud che ha ribadito il rispetto per il principio di una sola Cina e la volontà di aprire un nuovo capitolo di cooperazione strategica.

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