Siamo abituati a temere le webcam dei nostri computer o i microfoni degli assistenti vocali, coprendoli con nastro adesivo o disattivandoli durante le conversazioni sensibili. Tuttavia, in questo 15 febbraio 2026, la vera rivoluzione della sorveglianza domestica e dell’analisi comportamentale proviene da una fonte che nessuno si sognerebbe mai di spegnere, perché è il cuore pulsante della nostra vita digitale. L’entità principale di questa trasformazione è il Router Wi-Fi. Quella scatoletta con le luci lampeggianti, che fino a pochi anni fa serviva esclusivamente a portarci internet, è diventata oggi, grazie a sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, un sistema di visione radar capace di mappare la presenza umana, i movimenti e persino il respiro, anche attraverso i muri di cemento.
Oltre la connessione: la fisica delle onde radio
Per comprendere come sia possibile che un dispositivo privo di lenti ottiche possa “vedere”, dobbiamo fare un passo indietro nella fisica delle onde. I segnali Wi-Fi sono onde radio che viaggiano nell’ambiente per trasportare dati ai nostri dispositivi. Quando queste onde incontrano un ostacolo, non si fermano semplicemente; rimbalzano, si diffrangono e si disperdono. Questo fenomeno è noto come multipath propagation.
Immaginate di essere in una stanza buia e di lanciare migliaia di palline da ping-pong in tutte le direzioni. Se qualcuno si muove nella stanza, colpirà alcune di queste palline, alterandone la traiettoria. Se foste in grado di calcolare con precisione millimetrica il tempo di ritorno e l’angolazione di ogni singola pallina, potreste ricostruire la forma e la posizione della persona, anche senza vederla. È esattamente ciò che fa il vostro router, ma con le onde elettromagnetiche.
Il ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale

Fino all’avvento del deep learning avanzato, i dati grezzi provenienti dalle interferenze del segnale Wi-Fi (noti tecnicamente come CSI, Channel State Information) erano troppo rumorosi e caotici per essere utili. Erano solo “spazzatura” elettromagnetica. Qui entra in gioco il progresso tecnologico degli ultimi anni.
Le moderne architetture neurali sono state addestrate per riconoscere pattern impercettibili all’occhio umano o agli algoritmi tradizionali. Attraverso il machine learning, i ricercatori hanno insegnato alle reti neurali ad associare specifiche variazioni nel campo Wi-Fi a specifiche azioni umane. Non stiamo parlando solo di rilevare se c’è qualcuno in casa (cosa che i sensori di movimento fanno da decenni), ma di identificare la postura, la camminata e persino la lettura labiale in alcuni esperimenti di laboratorio.
Mentre il mondo si concentrava sulle capacità linguistiche di ChatGPT e degli LLM (Large Language Models), una branca parallela dell’AI si specializzava nella “visione a radiofrequenza”. Questi algoritmi puliscono il segnale, rimuovono il rumore statico dei mobili e isolano le perturbazioni dinamiche causate dal corpo umano, che è composto in gran parte d’acqua e quindi riflette le onde radio in modo molto specifico.
Vedere attraverso i muri: il superpotere del Wi-Fi

La caratteristica più inquietante e affascinante di questa tecnologia è la capacità di operare attraverso ostacoli solidi. A differenza della luce visibile, che viene bloccata da un muro, le frequenze radio del Wi-Fi (tipicamente 2.4 GHz e 5 GHz, e più recentemente 6 GHz con il Wi-Fi 6E e 7) hanno la capacità di penetrare cartongesso, legno e persino cemento, seppur con una certa attenuazione.
Quando vi spostate nella stanza accanto a quella dove risiede il router, il vostro corpo continua a interferire con il campo elettromagnetico che permea la casa. L’intelligenza artificiale analizza queste micro-variazioni. Se il segnale Wi-Fi che arriva al vostro smartphone o alla smart TV subisce una fluttuazione infinitesimale, l’algoritmo può dedurre che un oggetto di massa umana ha attraversato la linea di vista tra il router e il dispositivo ricevente, o anche solo che si è mosso nelle vicinanze.
Nel 2024, i ricercatori della Carnegie Mellon University avevano già dimostrato come fosse possibile utilizzare router commerciali per generare modelli 3D wireframe (a fil di ferro) dei corpi umani in movimento, utilizzando una tecnologia chiamata DensePose. Oggi, nel 2026, questa tecnologia è integrata in molti standard di automazione domestica, spesso sotto la voce “rilevamento presenza avanzato”.
Applicazioni: tra sicurezza e salute
Perché sviluppare una tecnologia simile? I vantaggi sono innegabili e spesso salvavita. Il settore che ne beneficia maggiormente è l’assistenza agli anziani. Un sistema di monitoraggio basato su Wi-Fi Sensing può rilevare una caduta in bagno o in camera da letto senza bisogno che la persona indossi braccialetti o che vengano installate telecamere invadenti, che violerebbero la privacy visiva.
Inoltre, la sensibilità è tale da poter monitorare i segni vitali. Mentre dormite, il vostro petto si alza e si abbassa per respirare. Questo movimento ritmico crea una modulazione di fase nel segnale Wi-Fi. Gli algoritmi attuali sono in grado di contare i respiri al minuto e rilevare apnee notturne, trasformando il router in uno strumento diagnostico passivo.
Nell’ambito della sicurezza domestica, questo sistema rende obsoleti i sensori volumetrici tradizionali. Non ci sono più “punti ciechi”. Un intruso non può nascondersi dietro un divano o una tenda; per il router, la sua presenza fisica è evidente come una macchia d’inchiostro su un foglio bianco.
Il lato oscuro: la privacy nell’era del Wi-Fi Sensing
Tuttavia, il Curiosity Gap che ci ha spinto a indagare su questo oggetto rivela anche scenari preoccupanti. Se il vostro router può vedervi, chi altro può farlo? La natura onnipresente dei segnali Wi-Fi significa che la sorveglianza può diventare invisibile e pervasiva.
Non è necessario hackerare una telecamera; basta avere accesso ai log del segnale Wi-Fi. Teoricamente, un attore malintenzionato potrebbe “guardare” all’interno di una casa senza mai mettervi piede e senza installare alcun dispositivo, semplicemente intercettando e decodificando i segnali radio che fuoriescono dalle finestre. La crittografia protegge i dati che inviate (le vostre email, le password), ma i dati CSI (la forma fisica dell’onda) sono spesso trasmessi in chiaro a livello di hardware per gestire la qualità della connessione.
Le aziende stanno iniziando a implementare standard come l’IEEE 802.11bf, creato appositamente per regolamentare il Wi-Fi Sensing, ma la velocità del progresso tecnologico supera spesso quella della legislazione. Il benchmark per la sicurezza di questi dispositivi dovrà presto includere non solo la protezione dai virus informatici, ma anche la protezione dalla “sorveglianza fisica digitale”.
In Breve (TL;DR)
I comuni router Wi-Fi diventano sofisticati radar che mappano movimenti e respiro umano grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale.
Sfruttando le interferenze delle onde radio, la tecnologia vede attraverso i muri e ricostruisce le posture senza telecamere.
Questa innovazione promette rivoluzioni nell’assistenza agli anziani, trasformando la connessione internet in un sistema di monitoraggio invisibile.
Conclusioni

L’oggetto insospettabile che ci vede attraverso i muri è, ironicamente, lo stesso che ci permette di connetterci al mondo esterno. Il Router Wi-Fi, potenziato dall’intelligenza artificiale, ha smesso di essere un semplice postino di dati per diventare un sensore ambientale onnisciente. Questa evoluzione rappresenta un trionfo dell’ingegneria e del machine learning, offrendo opportunità straordinarie per la salute e la domotica. Tuttavia, ci costringe a riconsiderare il concetto di privacy tra le mura domestiche: i muri hanno sempre avuto orecchie, ma ora, grazie all’AI, hanno anche gli occhi.
Domande frequenti

Il router utilizza le onde radio che, a differenza della luce visibile, hanno la capacità fisica di penetrare materiali solidi come cemento e legno. Quando queste onde incontrano un corpo umano, subiscono interferenze che vengono analizzate da algoritmi di intelligenza artificiale. Il sistema interpreta queste micro-variazioni del segnale per dedurre la posizione e i movimenti delle persone anche se si trovano in una stanza separata da pareti.
La principale preoccupazione riguarda la possibilità di essere sorvegliati in modo invisibile, senza l’ausilio di telecamere o microfoni che solitamente allertano l’utente. Poiché i segnali radio viaggiano oltre i confini fisici della casa, un attore esterno potrebbe teoricamente intercettare e decodificare i dati sulla forma d’onda per spiare i movimenti interni, rendendo cruciale l’implementazione di nuovi standard di sicurezza e crittografia hardware.
Grazie alla sensibilità degli algoritmi moderni, il router è in grado di rilevare movimenti impercettibili come l’alzarsi e l’abbassarsi del torace durante la respirazione. Questa precisione permette di contare i respiri al minuto e identificare eventuali apnee notturne o irregolarità del sonno, trasformando il dispositivo in uno strumento diagnostico passivo che non richiede di indossare braccialetti o sensori fisici.
DensePose è una tecnologia che permette di creare una mappatura 3D della superficie del corpo umano partendo da un’immagine o, in questo caso, dai segnali radio. Applicata ai router, consente all’intelligenza artificiale di generare modelli wireframe, ovvero a fil di ferro, delle persone in movimento. Questo permette di identificare non solo la presenza di qualcuno, ma anche la sua postura specifica e l’attività che sta svolgendo.
Sì, questa tecnologia sta rendendo obsoleti i sensori volumetrici classici perché elimina i punti ciechi all’interno dell’abitazione. Mentre un intruso potrebbe nascondersi dietro un mobile per sfuggire a una telecamera, non può nascondere la propria massa fisica che interferisce con il campo elettromagnetico del Wi-Fi. La sua presenza viene rilevata immediatamente come un’anomalia nel segnale, garantendo una copertura totale degli ambienti.




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