In Breve (TL;DR)
Donald Trump blocca ogni fornitura di petrolio e denaro dal Venezuela a Cuba, aggravando drammaticamente la crisi energetica dell’isola.
Il presidente cubano Díaz-Canel definisce gli Stati Uniti criminali, respingendo l’ultimatum di Washington che punta al crollo del regime castrista.
La tensione diplomatica esplode dopo la cattura di Maduro, con Trump che provoca suggerendo Marco Rubio come possibile leader all’Avana.
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WASHINGTON/L’AVANA – La morsa degli Stati Uniti su Cuba si stringe con una pressione senza precedenti. Nella giornata di ieri, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un ultimatum esplicito al governo cubano, dichiarando la fine immediata di ogni fornitura di petrolio e denaro proveniente dal Venezuela. La dichiarazione, diffusa attraverso la piattaforma Truth Social, segna un punto di non ritorno nelle relazioni tra Washington e l’isola caraibica, già provata da una crisi energetica devastante.
La risposta da L’Avana non si è fatta attendere. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito gli Stati Uniti un “Paese criminale”, respingendo al mittente le minacce e ribadendo la sovranità dell’isola. Lo scontro verbale avviene in un contesto geopolitico incandescente: a meno di due settimane dal blitz delle forze speciali statunitensi a Caracas, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, l’asse bolivariano che per decenni ha garantito la sopravvivenza energetica di Cuba sembra essere stato definitivamente spezzato.
Mentre le petroliere venezuelane vengono bloccate dalla marina statunitense nel Mar dei Caraibi, la Casa Bianca evoca scenari di cambio di regime espliciti. La tensione diplomatica è palpabile e le cancellerie di tutto il mondo osservano con preoccupazione quella che potrebbe trasformarsi nella crisi umanitaria e politica più grave per Cuba dalla fine della Guerra Fredda.

L’ultimatum di Trump: “Zero petrolio, zero soldi”
Il messaggio di Donald Trump non lascia spazio a interpretazioni. “NON CI SARÀ PIÙ PETROLIO NÉ DENARO PER CUBA – ZERO!”, ha scritto il tycoon in caratteri maiuscoli, aggiungendo un avvertimento diretto: “Suggerisco caldamente che facciano un accordo, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”. Secondo fonti del Dipartimento di Stato, l’amministrazione americana sta sfruttando il vuoto di potere a Caracas per recidere il cordone ombelicale che lega l’economia cubana alle risorse venezuelane.
Fino al mese scorso, il Venezuela inviava a Cuba circa 30.000 barili di greggio al giorno, coprendo quasi il 50% del fabbisogno energetico dell’isola in cambio di servizi di intelligence e assistenza medica. Con la caduta di Maduro e il controllo de facto degli Stati Uniti sugli asset della compagnia petrolifera statale PDVSA, questo flusso è stato interrotto. Le conseguenze sono già visibili: l’isola è alle prese con blackout che superano le 18 ore giornaliere e la paralisi quasi totale dei trasporti.
La provocazione su Marco Rubio

Ad infiammare ulteriormente gli animi è stata una seconda interazione social del Presidente americano. Trump ha ripostato un messaggio che suggeriva l’attuale Segretario di Stato, Marco Rubio, come possibile “Presidente all’Avana”. Il commento di Trump, “Prospettiva fantastica” (“Sounds good to me!”), è stato interpretato dal governo cubano come una minaccia diretta alla propria integrità nazionale e un incitamento al colpo di stato.
Rubio, primo Segretario di Stato di origini cubane, è noto per la sua linea intransigente. Sotto la sua guida, il Dipartimento di Stato ha reinserito Cuba nella lista degli stati sponsor del terrorismo e ha intensificato le sanzioni contro il conglomerato militare GAESA, che controlla gran parte dell’economia turistica dell’isola. Per L’Avana, la figura di Rubio incarna il “falco” deciso a soffocare la Rivoluzione a qualsiasi costo.
La furia dell’Avana: “Resisteremo fino all’ultima goccia di sangue”

La reazione del governo cubano è stata veemente. In un messaggio su X (ex Twitter), il presidente Díaz-Canel ha dichiarato: “Nessuno ci dice cosa dobbiamo fare. Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana”. Il leader cubano ha poi accusato Washington di comportarsi come un “Paese criminale”, denunciando il blocco navale come un atto di guerra illegale secondo il diritto internazionale.
La tensione è acuita dal recente bilancio delle vittime durante il raid americano in Venezuela. Secondo il Ministero degli Esteri cubano, 32 membri del personale di sicurezza cubano sono rimasti uccisi durante l’operazione che ha portato alla cattura di Maduro. L’Avana ha onorato i caduti come eroi, mentre Trump ha liquidato la questione affermando che il Venezuela “non ha più bisogno della protezione di teppisti ed estorsori”.
Il collasso dell’asse Caracas-L’Avana
La strategia della “massima pressione” applicata da Trump nel suo secondo mandato mira a provocare il collasso economico del governo castrista privandolo del suo unico vero polmone finanziario. Senza il petrolio venezuelano, Cuba è costretta a cercare forniture sul mercato aperto, un’impresa quasi impossibile data la mancanza di valuta pregiata e le sanzioni che colpiscono le transazioni bancarie.
Gli analisti geopolitici sottolineano che la Russia e la Cina, storici alleati, potrebbero non essere in grado o non voler intervenire con la rapidità necessaria per evitare il collasso della rete elettrica cubana. Pechino ha espresso “grave preoccupazione” per l’interferenza americana, ma le navi cisterna russe faticano a eludere il cordone sanitario imposto dalla marina USA nel Mar dei Caraibi.
Conclusioni

La giornata del 12 gennaio 2026 segna probabilmente l’inizio della fase più critica per la sopravvivenza del sistema politico cubano. L’ultimatum di Trump, unito alla perdita dell’alleato venezuelano e alla presenza di Marco Rubio alla guida della diplomazia USA, pone L’Avana di fronte a una scelta esistenziale: negoziare una resa politica o affrontare un isolamento totale con conseguenze umanitarie imprevedibili. Mentre la retorica si infiamma, la popolazione cubana si prepara a giorni di buio e incertezza, ostaggio di uno scontro geopolitico che non ammette più vie di mezzo.
Domande frequenti

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto un blocco totale su petrolio e denaro verso Cuba per sfruttare il vuoto di potere creatosi in Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro. L obiettivo è recidere il legame economico vitale tra Caracas e L Avana, privando il governo cubano della sua principale fonte energetica e finanziaria per forzare un cambio di regime o una resa politica.
La fine delle forniture venezuelane, che coprivano circa la metà del fabbisogno dell isola, ha generato una situazione critica. Le conseguenze immediate includono blackout che superano le 18 ore giornaliere e la paralisi quasi totale dei trasporti pubblici e privati. Senza valuta pregiata per acquistare greggio sul mercato internazionale, il sistema elettrico ed economico cubano rischia il collasso totale.
Marco Rubio, attuale Segretario di Stato americano di origini cubane, è una figura centrale nella strategia di massima pressione. La tensione è salita dopo che Trump ha suggerito sui social la possibilità di vedere Rubio come futuro Presidente all Avana. Per il governo cubano, Rubio rappresenta la linea dura decisa a soffocare la Rivoluzione e la sua menzione è stata interpretata come una minaccia diretta alla sovranità nazionale.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha respinto con fermezza le minacce, definendo gli Stati Uniti un Paese criminale. Ha dichiarato che Cuba rimarrà una nazione libera e indipendente, condannando il blocco navale come un atto di guerra illegale. La reazione è stata inasprita anche dalla morte di 32 membri della sicurezza cubana durante il raid americano in Venezuela, onorati dall Avana come eroi.
Le forze speciali statunitensi hanno effettuato un blitz a Caracas catturando Nicolás Maduro e prendendo il controllo di fatto degli asset petroliferi statali. Questo evento ha spezzato l asse bolivariano che garantiva la sopravvivenza energetica di Cuba. Con le petroliere bloccate dalla marina USA nel Mar dei Caraibi, l isola ha perso il suo principale alleato strategico e fornitore di risorse.
Fonti e Approfondimenti
- Dipartimento di Stato USA: Panoramica sulle sanzioni a Cuba
- Wikipedia: Storia delle relazioni bilaterali tra Cuba e Stati Uniti
- Dipartimento del Tesoro USA (OFAC): Informazioni sul programma di sanzioni cubano
- Dipartimento di Stato USA: Lista degli stati sponsor del terrorismo
- Congressional Research Service: Panoramica delle sanzioni USA al Venezuela

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