In Breve (TL;DR)
Al via il progetto europeo IMPACT CRC che mira a rivoluzionare il trattamento del tumore colon-retto grazie all’immunoterapia personalizzata.
Lo studio, guidato dall’Italia, indaga i meccanismi biologici che consentono la remissione completa della malattia senza ricorrere alla chirurgia.
I ricercatori puntano a identificare i pazienti ideali per queste cure innovative, offrendo speranze concrete di guarigione meno invasiva.
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Una nuova era per il trattamento del tumore del colon-retto potrebbe essere iniziata oggi, 14 gennaio 2026. La comunità scientifica internazionale guarda con rinnovato ottimismo ai risultati che promette di portare IMPACT CRC, il nuovo ambizioso progetto di ricerca europeo che vede l’Italia in prima fila. L’obiettivo è chiaro quanto rivoluzionario: comprendere i meccanismi biologici che permettono ad alcuni pazienti di ottenere una remissione completa grazie all’immunoterapia, aprendo la strada a cure sempre più personalizzate che potrebbero, in futuro, rendere superfluo il bisturi per un numero crescente di persone.
La notizia, battuta dalle principali agenzie e riportata da testate locali come QuiComo, segna un punto di svolta nella lotta contro una delle neoplasie più diffuse nel mondo occidentale. Al centro di questa rivoluzione c’è la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, che gioca un ruolo chiave nel consorzio internazionale finanziato nell’ambito della partnership europea EP PerMed – JTC 2025. Il progetto non nasce dal nulla, ma poggia su solide basi scientifiche gettate da recenti sperimentazioni che hanno mostrato tassi di guarigione inaspettati anche in casi complessi.

Il successo dello studio UNICORN: le basi della svolta
Il progetto IMPACT CRC nasce come diretta evoluzione dei risultati straordinari ottenuti dallo studio clinico UNICORN, condotto proprio all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Secondo i dati emersi da questa sperimentazione, l’utilizzo di una combinazione innovativa di farmaci immunoterapici di ultima generazione — nello specifico botensilimab e balstilimab — somministrati in fase neoadiuvante (cioè prima dell’intervento chirurgico), ha prodotto effetti sorprendenti.
I ricercatori hanno osservato che circa il 30% dei pazienti trattati ha raggiunto una remissione patologica completa. In termini medici, questo significa che al momento dell’intervento chirurgico, nel tessuto asportato non vi era più traccia di cellule tumorali vitali: il sistema immunitario, stimolato dai farmaci, aveva già eliminato completamente la malattia. «Si tratta di un segnale molto forte», ha spiegato il dottor Filippo Pietrantonio, responsabile della struttura semplice di Oncologia Gastrointestinale dell’INT, sottolineando come esista un sottogruppo di pazienti in grado di trarre un beneficio straordinario da queste terapie, ben oltre le aspettative standard.
IMPACT CRC: alla ricerca dei “Super-Risponditori”



Se il 30% dei pazienti guarisce con la sola immunoterapia, la sfida ora è capire chi sono e perché rispondono così bene, per poter identificare questi candidati ideali prima ancora di iniziare le cure. È qui che entra in gioco IMPACT CRC. Il progetto riunisce medici, biologi e tecnologie di sequenziamento avanzato per analizzare nel dettaglio il profilo molecolare del tumore e il suo microambiente.
L’ipotesi è che la risposta eccezionale non sia casuale, ma dipenda da specifiche interazioni tra le cellule tumorali, il sistema immunitario del paziente e i tessuti circostanti. Svelare questo codice segreto permetterebbe ai medici di:
- Selezionare con precisione i pazienti che possono evitare la chemioterapia tradizionale;
- Proporre strategie di “Organ Preservation” (conservazione dell’organo), evitando interventi chirurgici demolitivi che spesso comportano stomie permanenti e un impatto pesante sulla qualità della vita;
- Sviluppare nuove strategie per rendere “sensibili” all’immunoterapia anche quei tumori che oggi non rispondono.
Il ruolo dell’Italia e i finanziamenti
L’Italia conferma la sua eccellenza nella ricerca oncologica non solo attraverso il contributo scientifico dell’INT, ma anche grazie al sostegno economico strategico. Per la parte italiana, il progetto è finanziato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB). Veronica Comi, direttore generale della FRRB, ha espresso orgoglio per il coinvolgimento dell’ente in una partnership che mira a tradurre la ricerca di laboratorio in benefici tangibili e immediati per i malati.
Questo approccio rientra in una tendenza più ampia della moderna oncologia, che si sta spostando dalla logica del “massimo trattamento tollerabile” a quella del “minimo trattamento efficace”. Studi paralleli, come il trial NO-CUT condotto dall’Ospedale Niguarda (i cui risultati sono stati discussi nei recenti congressi ESMO), vanno nella stessa direzione: dimostrare che per una quota significativa di pazienti, la chirurgia rettale potrebbe non essere più un destino ineluttabile.
Conclusioni

L’avvio di IMPACT CRC il 14 gennaio 2026 rappresenta molto più di un semplice annuncio burocratico. È la concretizzazione di una speranza basata su dati: la possibilità che il tumore del colon-retto, storicamente trattato con chirurgia invasiva e chemioterapia pesante, possa in futuro essere sconfitto dal nostro stesso sistema immunitario in una percentuale sempre maggiore di casi. Se le promesse dello studio UNICORN verranno confermate e ampliate, ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma che mette al centro non solo la sopravvivenza, ma l’integrità fisica e la qualità di vita del paziente.
Domande frequenti

IMPACT CRC è un ambizioso progetto di ricerca europeo avviato nel gennaio 2026 che mira a rivoluzionare il trattamento del tumore del colon-retto. L’obiettivo primario è comprendere i meccanismi biologici che consentono ad alcuni pazienti di ottenere una remissione completa attraverso l’immunoterapia, rendendo potenzialmente superfluo l’intervento chirurgico. Guidato in Italia dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, lo studio cerca di identificare i candidati ideali per terapie personalizzate che preservino l’integrità dell’organo e migliorino la qualità della vita.
Le recenti ricerche suggeriscono che per un sottogruppo di pazienti potrebbe essere possibile evitare il bisturi. Grazie ai dati emersi dallo studio UNICORN, si è osservato che circa il 30% dei pazienti trattati con immunoterapia pre-operatoria raggiunge una remissione patologica completa, ovvero la scomparsa totale delle cellule tumorali vitali. Questo apre la strada alla strategia di conservazione dell’organo, permettendo di evitare operazioni demolitive e stomie permanenti nei soggetti che rispondono positivamente ai farmaci di ultima generazione.
Lo studio UNICORN, che funge da base scientifica per il progetto IMPACT CRC, ha evidenziato tassi di guarigione inaspettati. Utilizzando una combinazione di farmaci immunoterapici come botensilimab e balstilimab in fase neoadiuvante, i ricercatori hanno riscontrato che il sistema immunitario è stato in grado di eliminare la malattia prima della chirurgia in una percentuale significativa di casi. Questi risultati dimostrano che esiste un gruppo di pazienti in grado di trarre benefici straordinari da terapie mirate, superando le aspettative dei trattamenti standard.
I super-risponditori sono quei pazienti il cui sistema immunitario reagisce in modo eccezionale alla somministrazione di farmaci immunoterapici, eliminando completamente il tumore. La sfida attuale del progetto IMPACT CRC è identificare chi sono questi soggetti prima di iniziare le cure, analizzando il profilo molecolare del tumore e il suo microambiente. Svelare questo codice biologico permetterebbe ai medici di selezionare con precisione chi può evitare la chemioterapia tradizionale e la chirurgia invasiva, personalizzando il percorso terapeutico.
L’Italia svolge un ruolo centrale nel panorama internazionale grazie all’eccellenza della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, capofila nel consorzio IMPACT CRC. Il progetto beneficia inoltre del sostegno economico della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Questo impegno pone la ricerca italiana in prima linea nel cambio di paradigma oncologico, che si sta spostando dalla logica del massimo trattamento tollerabile a quella del minimo trattamento efficace per garantire la migliore sopravvivenza e integrità fisica ai pazienti.
Fonti e Approfondimenti
- Ministero della Salute: Scheda informativa sul tumore del colon-retto
- Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
- Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB)
- EP PerMed: European Partnership for Personalised Medicine
- ClinicalTrials.gov: Studi clinici attivi su Botensilimab e Balstilimab per il tumore del colon-retto
- Wikipedia: Approfondimento medico sul carcinoma del colon-retto

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