In Breve (TL;DR)
Uno studio epidemiologico su oltre centomila persone associa l’elevato consumo di specifici conservanti a un maggiore rischio di sviluppare tumori.
L’analisi evidenzia pericoli legati a sorbato di potassio e nitriti, collegati a cancro e diabete, pur scagionando la maggior parte degli additivi.
Gli esperti raccomandano prudenza e invitano a ridurre i cibi ultra-processati, preferendo alimenti freschi e leggendo attentamente le etichette degli ingredienti.
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Un nuovo, ampio studio epidemiologico ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli additivi presenti nei nostri piatti. La notizia, battuta dalle principali agenzie di stampa e riportata da testate come la Repubblica e Quotidiano Sanità proprio in queste ore, riguarda un’analisi approfondita condotta su 17 conservanti alimentari comunemente utilizzati dall’industria. I risultati, emersi dalla celebre coorte francese NutriNet-Santé, suggeriscono un’associazione preoccupante tra l’elevato consumo di alcune di queste sostanze e un aumento del rischio di sviluppare tumori, in particolare al seno e alla prostata.
La ricerca, che ha coinvolto oltre 100.000 partecipanti monitorati per un periodo di 14 anni, non si è limitata a puntare il dito contro gli additivi in generale, ma ha distinto quali molecole sembrano essere innocue e quali, invece, richiedono una maggiore cautela. Sebbene gli esperti invitino alla prudenza nell’interpretazione dei dati — trattandosi di uno studio osservazionale che non stabilisce un nesso di causa-effetto diretto — i numeri emersi sono sufficienti a spingere la comunità scientifica a chiedere una revisione delle normative attuali sulla sicurezza alimentare.

Lo studio NutriNet-Santé: i dettagli della ricerca
Il cuore della notizia risiede nella metodologia utilizzata dai ricercatori. Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari, la storia clinica e i dati socio-demografici di circa 108.700 persone tra il 2009 e il 2023. L’obiettivo era isolare l’impatto specifico dei conservanti, spesso nascosti in cibi ultra-processati, salumi, bevande e prodotti da forno confezionati.
Durante il periodo di follow-up, sono stati registrati oltre 4.000 casi di cancro tra i partecipanti. Incrociando questi dati con l’assunzione giornaliera di additivi, i ricercatori hanno potuto stilare una lista di sostanze “sotto osservazione”. È fondamentale precisare che, dei 17 conservanti analizzati, ben 11 non hanno mostrato alcuna associazione significativa con l’insorgenza di tumori, un dato che aiuta a non demonizzare l’intera categoria degli additivi, essenziali per la conservazione dei cibi.
I conservanti a rischio: nitriti, nitrati e sorbati

Tuttavia, l’attenzione si è concentrata su un gruppo ristretto di sostanze. Secondo i risultati dello studio, un consumo elevato di specifici conservanti non antiossidanti è stato correlato a un’incidenza maggiore di malattie oncologiche. Tra i composti segnalati figurano:
- Sorbato di potassio (spesso usato in formaggi, pane e dolci);
- Metabisolfito di potassio (comune nel vino e nella frutta secca);
- Nitrito di sodio e Nitrato di potassio (tipici dei salumi e delle carni lavorate);
- Acido acetico.
I dati più allarmanti riguardano il sorbato di potassio. Secondo quanto riportato dalle analisi, un’elevata assunzione di questa sostanza sarebbe associata a un aumento del 14% del rischio di cancro in generale e addirittura del 26% per il cancro al seno. Anche i nitriti e i nitrati, già noti alle cronache sanitarie e classificati dallo IARC come probabili cancerogeni, confermano la loro pericolosità se assunti in quantità eccessive attraverso carni trasformate.
Non solo tumori: il legame con il diabete
L’indagine non si è fermata all’oncologia. Parallelamente, i ricercatori hanno evidenziato come alcuni conservanti possano influenzare anche il metabolismo. In particolare, l’acido fosforico (E338), onnipresente in molte bevande gassate tipo cola, e gli estratti di rosmarino (E392) sono stati associati a un potenziale aumento del rischio di diabete di tipo 2.
Questo doppio binario di rischio — oncologico e metabolico — rafforza la tesi secondo cui i cibi ultra-processati rappresentano una delle sfide principali per la salute pubblica moderna. Secondo Focus.it, che ha ripreso la notizia, questi risultati suggeriscono che l’effetto cocktail degli additivi potrebbe avere conseguenze sistemiche sull’organismo, andando oltre la semplice tossicità acuta.
La risposta degli esperti e le raccomandazioni
Nonostante i numeri, la comunità scientifica mantiene un approccio equilibrato. Gli autori dello studio sottolineano che i risultati devono essere confermati da ulteriori ricerche sperimentali. Tuttavia, il principio di precauzione suggerisce già delle linee guida chiare per i consumatori.
La raccomandazione principale rimane quella di ridurre drasticamente il consumo di alimenti ultra-processati. Leggere le etichette diventa un’arma di difesa fondamentale: preferire prodotti con liste di ingredienti brevi e privi di sigle come E202 (sorbato di potassio) o E250 (nitrito di sodio) è il primo passo per abbattere l’esposizione a queste sostanze. Come ribadito da Quotidiano Sanità, l’obiettivo non è creare allarmismo, ma consapevolezza: privilegiare cibi freschi, cucinati in casa e materie prime non trattate resta la strategia di prevenzione più efficace.
Conclusioni

I risultati dello studio NutriNet-Santé rappresentano un tassello importante nella comprensione del rapporto tra dieta e salute. Sebbene solo una parte dei 17 conservanti analizzati abbia mostrato criticità, l’associazione tra sorbati, nitriti e un aumento del rischio tumorale non può essere ignorata. In attesa che le autorità regolatorie valutino se aggiornare i limiti di sicurezza, la scelta migliore per il consumatore rimane quella di tornare alla semplicità nel piatto, riducendo al minimo i prodotti industriali complessi.
Domande frequenti

Secondo lo studio NutriNet-Santé, i conservanti che richiedono maggiore attenzione sono il sorbato di potassio, il metabisolfito di potassio, il nitrito di sodio e il nitrato di potassio. I dati indicano che un consumo elevato di queste sostanze, presenti spesso in salumi, prodotti da forno e formaggi, è correlato a un aumento dell incidenza di malattie oncologiche, in particolare al seno e alla prostata. Tuttavia, è importante notare che la maggior parte degli additivi analizzati non ha mostrato associazioni significative con il cancro.
Le recenti analisi epidemiologiche hanno evidenziato un associazione preoccupante tra l assunzione elevata di sorbato di potassio e un incremento del rischio di tumore, stimato intorno al 14 per cento in generale e al 26 per cento per quello al seno. Sebbene si tratti di uno studio osservazionale che necessita di ulteriori conferme sperimentali, gli esperti consigliano cautela nel consumo di alimenti che contengono questo additivo, spesso indicato in etichetta con la sigla E202 e utilizzato in pane, dolci e formaggi.
Per limitare l esposizione ai conservanti potenzialmente nocivi, è fondamentale leggere attentamente la lista degli ingredienti e ridurre il consumo di cibi ultra-processati. Bisogna prestare attenzione a sigle come E202, che indica il sorbato di potassio, ed E250 o E252, riferiti a nitriti e nitrati. La strategia di prevenzione più efficace suggerita dagli esperti consiste nel privilegiare alimenti freschi, materie prime non trattate e cucinare in casa, evitando prodotti industriali con liste di ingredienti lunghe e complesse.
Sì, la ricerca non si è limitata al rischio oncologico ma ha indagato anche gli effetti metabolici degli additivi. È emerso che sostanze come l acido fosforico, identificato dalla sigla E338 e molto comune nelle bevande gassate tipo cola, e gli estratti di rosmarino E392, potrebbero essere associati a un aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Questo suggerisce che l effetto cocktail degli additivi potrebbe avere conseguenze sistemiche sulla salute che vanno oltre la tossicità acuta.
Assolutamente no. Lo studio condotto su oltre centomila partecipanti ha chiarito che non bisogna demonizzare l intera categoria degli additivi, essenziali per la sicurezza alimentare. Dei 17 conservanti presi in esame, ben 11 non hanno mostrato alcuna correlazione significativa con l insorgenza di tumori. L allerta riguarda specifici composti, come nitriti, nitrati e sorbati, se assunti in quantità eccessive, mentre molte altre molecole utilizzate dall industria rimangono considerate sicure alle dosi attuali.
Fonti e Approfondimenti
- Scheda ufficiale dello studio di coorte NutriNet-Santé (ClinicalTrials.gov)
- EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare: Focus sugli additivi
- Ministero della Salute: Sicurezza chimica degli alimenti e additivi
- OMS – Q&A su carni lavorate, conservanti e rischio cancerogeno
- Wikipedia: Scheda tecnica del Sorbato di potassio (E202)

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