Usa, taglio ai vaccini pediatrici: l’allarme dei medici italiani

I Cdc Usa riducono i vaccini raccomandati da 18 a 11. Insorgono i pediatri italiani: "Rischioso ritorno al passato". A rischio la prevenzione di meningite ed epatite.

Pubblicato il 10 Gen 2026
Aggiornato il 11 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

La decisione dei CDC americani di tagliare i vaccini pediatrici raccomandati ha scatenato l’allarme dei medici italiani.

Il nuovo protocollo riduce le immunizzazioni di routine, trasformando vaccini cruciali come quello antimeningococco in opzioni facoltative.

Le società scientifiche temono che questo approccio indebolisca la prevenzione globale favorendo il ritorno di patologie gravi.

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ROMA – Un drastico cambio di rotta nella politica sanitaria statunitense sta scuotendo la comunità scientifica internazionale. Nella giornata di oggi, 10 gennaio 2026, si è acceso un forte dibattito in seguito alla decisione dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti di rivedere al ribasso il calendario vaccinale infantile. La mossa, che riduce il numero di immunizzazioni raccomandate universalmente, ha provocato l’immediata reazione delle società scientifiche italiane, preoccupate per le possibili ripercussioni sulla salute pubblica globale.

La notizia, rimbalzata rapidamente sui media di settore come Avvenire e Quotidiano Sanità, segnala un allineamento delle politiche americane a modelli più restrittivi, su spinta della nuova amministrazione e del Dipartimento della Salute. I pediatri italiani, guidati dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), hanno definito questa svolta un "rischioso ritorno al passato", temendo che il messaggio di sfiducia possa varcare l’oceano e indebolire la cultura della prevenzione anche nel nostro Paese.

Pediatra somministra un vaccino a un bambino in uno studio medico
La Società Italiana di Pediatria lancia l’allarme sulla drastica riduzione dei vaccini negli USA.

La rivoluzione americana: da 18 a 11 vaccini

Secondo quanto riportato dalle fonti statunitensi e confermato dalle agenzie stampa, la revisione del programma vaccinale prevede una riduzione significativa delle immunizzazioni raccomandate di routine per tutti i bambini, che passano da 18 a 11. Restano confermati i vaccini storici come quelli contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, tetano, difterite, pertosse e varicella. Tuttavia, escono dalla lista delle raccomandazioni universali profilassi fondamentali come quelle contro l’influenza, l’epatite A e B, il rotavirus e, dato particolarmente allarmante per gli esperti, il meningococco.

Queste vaccinazioni non vengono abolite, ma declassate a "proposte selettive" o affidate a un processo decisionale condiviso tra medico e famiglia. Secondo gli analisti, questa decisione riflette la volontà del Segretario del Dipartimento della Salute, Robert F. Kennedy Jr., di ridurre il numero di vaccini somministrati, allineando il calendario Usa a quello di paesi come la Danimarca, che adottano approcci differenti rispetto alla tradizione americana di forte intervento federale in sanità.

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La preoccupazione dei pediatri italiani

Usa, taglio ai vaccini pediatrici: l'allarme dei medici italiani - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Usa, taglio ai vaccini pediatrici: l’allarme dei medici italiani"
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La risposta dall’Italia non si è fatta attendere. La Società Italiana di Pediatria (SIP), insieme a numerose società affiliate (tra cui AIEOP, SIAIP e SITIP), ha diramato una nota in cui esprime profonda preoccupazione. Secondo i pediatri italiani, "una riduzione delle raccomandazioni vaccinali, non basata su solide evidenze scientifiche, potrebbe provocare un calo delle coperture e aumentare la circolazione di malattie prevenibili".

Il timore principale è che la trasformazione di vaccini essenziali in opzioni facoltative possa generare confusione nei genitori, alimentando l’esitazione vaccinale. I medici sottolineano come la medicina moderna si basi sull’evidenza che i vaccini non proteggono solo il singolo individuo, ma l’intera comunità attraverso l’immunità di gregge. Indebolire questa catena di protezione negli Stati Uniti potrebbe avere effetti a catena, legittimando scetticismi privi di fondamento anche in Europa.

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I rischi concreti: il caso della meningite

Pediatra prepara una dose di vaccino in uno studio medico sterile.
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Tra le esclusioni che destano maggiore allarme negli ospedali e tra gli specialisti di igiene, vi è quella relativa al vaccino contro il meningococco. Si tratta di un batterio responsabile di meningiti e sepsi, patologie a rapida evoluzione che possono essere letali o causare danni permanenti gravissimi in poche ore. Secondo le società scientifiche, affidare la prevenzione di una malattia così aggressiva alla scelta individuale, anziché a una raccomandazione sistematica, espone i minori a rischi inaccettabili.

Anche l’esclusione delle vaccinazioni contro l’epatite A e B dalle raccomandazioni universali rappresenta un passo indietro rispetto agli standard raggiunti negli ultimi decenni. La strategia della "decisione condivisa", sebbene appaia democratica, rischia di creare disuguaglianze di salute, dove solo le famiglie più informate o con maggiore accesso alle cure sceglieranno di proteggere i propri figli, lasciando scoperte le fasce più vulnerabili della popolazione.

I dati a supporto della prevenzione

A supporto della loro posizione, i pediatri italiani citano i dati inconfutabili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo l’OMS, negli ultimi cinquant’anni i programmi vaccinali hanno salvato circa 154 milioni di vite umane, contribuendo a ridurre la mortalità infantile globale del 40%. Ogni minuto, nel mondo, sei persone vengono salvate grazie a un vaccino.

Questi numeri dimostrano come le vaccinazioni siano uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci della storia (secondi solo alla potabilizzazione dell’acqua). Le società scientifiche ribadiscono quindi l’importanza di mantenere alta la guardia e di seguire linee guida basate sui dati e non su orientamenti politici, per evitare che malattie ormai sotto controllo possano tornare a minacciare la vita dei bambini.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La decisione degli Stati Uniti segna uno spartiacque nelle politiche sanitarie occidentali, aprendo una frattura tra l’approccio nordamericano e quello europeo. Mentre oltreoceano si sperimenta una deregolamentazione vaccinale, i medici italiani ed europei serrano i ranghi per difendere un modello di prevenzione universale e solidale. La sfida dei prossimi mesi sarà quella di contrastare la disinformazione e garantire che la salute dei più piccoli rimanga una priorità basata sulla scienza, indipendentemente dalle tendenze politiche del momento.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Quali vaccini sono stati esclusi dal calendario pediatrico USA?

La revisione del CDC ha declassato a proposte selettive le immunizzazioni contro influenza, epatite A e B, rotavirus e meningococco. Questi vaccini non sono stati aboliti ma non rientrano più nelle raccomandazioni universali di routine, passando da 18 a 11 profilassi totali, mentre restano confermati quelli storici come morbillo e poliomielite.

Perché i medici italiani criticano la decisione americana sui vaccini?

La Società Italiana di Pediatria teme che questo cambio di rotta possa indebolire la cultura della prevenzione e l immunità di gregge, favorendo il ritorno di malattie pericolose. Gli esperti considerano la scelta un rischioso ritorno al passato che potrebbe legittimare scetticismi privi di fondamento scientifico anche in Europa.

Quali sono i rischi legati alla mancata vaccinazione contro il meningococco?

L esclusione del vaccino antimeningococcico dalle raccomandazioni universali preoccupa gli specialisti perché il batterio causa meningiti e sepsi a evoluzione rapida e potenzialmente letale. Affidare questa prevenzione alla scelta individuale espone i minori a pericoli gravi, dato che la malattia può causare danni permanenti in poche ore.

Cosa comporta il modello della decisione condivisa in ambito vaccinale?

Questo approccio implica che la somministrazione di determinati vaccini non sia più automatica per tutti, ma dipenda da un accordo tra medico e famiglia. Sebbene appaia democratico, i pediatri avvertono che potrebbe creare disuguaglianze sanitarie, lasciando scoperte le fasce di popolazione meno informate o con minore accesso alle cure.

Quanto sono efficaci i vaccini secondo i dati dell OMS?

Secondo i dati dell Organizzazione Mondiale della Sanità, i programmi vaccinali hanno salvato circa 154 milioni di vite negli ultimi cinquant anni, riducendo la mortalità infantile globale del 40 per cento. Si tratta dell intervento di sanità pubblica più efficace della storia dopo la potabilizzazione dell acqua.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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