Vaccini USA, pediatri in allarme: “Taglio dosi mette a rischio i bambini”

La riforma vaccinale USA riduce le iniezioni da 18 a 11. I pediatri italiani avvertono: "Un pericoloso ritorno al passato che minaccia la prevenzione".

Pubblicato il 09 Gen 2026
Aggiornato il 09 Gen 2026
di lettura

In Breve (TL;DR)

I Centers for Disease Control USA hanno ridotto drasticamente il calendario vaccinale pediatrico da 18 a 11 iniezioni raccomandate.

La comunità scientifica e i pediatri italiani lanciano l’allarme, definendo la decisione un pericoloso ritorno al passato per la salute pubblica.

Il declassamento di profilassi essenziali rischia di abbassare le coperture immunitarie e favorire la ricomparsa di gravi patologie infettive dimenticate.

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Una decisione che segna una svolta storica e controversa nella politica sanitaria globale arriva dagli Stati Uniti, dove i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno ufficializzato una drastica revisione del calendario vaccinale pediatrico. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, tra cui AGI e testate come Il Tirreno, il numero di iniezioni raccomandate per la popolazione infantile generale scende da 18 a 11. La mossa, fortemente voluta dall’amministrazione Trump e dal Dipartimento della Salute guidato da Robert F. Kennedy Jr., ha scatenato l’immediata reazione della comunità scientifica internazionale.

I pediatri italiani, attraverso le principali società scientifiche, hanno lanciato un duro monito, definendo la nuova linea americana un pericoloso “ritorno al passato”. Il timore diffuso tra gli esperti di salute e medicina è che questo alleggerimento dei protocolli di prevenzione possa innescare un effetto domino, abbassando le coperture vaccinali ben al di sotto della soglia di sicurezza necessaria per garantire l’immunità di gregge, con conseguenze potenzialmente devastanti non solo oltreoceano ma a livello globale.

Pediatra somministra un vaccino a un bambino in un ambulatorio medico
La riduzione dei vaccini USA preoccupa i pediatri: a rischio l’immunità di gregge e la salute dei bambini.

La riforma americana: un drastico cambio di rotta

La revisione del programma vaccinale statunitense, entrata in vigore con effetto immediato, rappresenta un cambiamento radicale rispetto ai decenni precedenti. Secondo le nuove direttive dei CDC, l’obiettivo dichiarato è quello di allineare il calendario USA a quello di alcuni paesi europei, come la Danimarca, riducendo il carico farmacologico sui minori. Le vaccinazioni che restano raccomandate universalmente per tutti i bambini includono quelle contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, pertosse, tetano, difterite, e varicella.

Tuttavia, come riportano le fonti statunitensi riprese dai media italiani, diversi vaccini precedentemente standard sono stati declassati. Profilassi fondamentali come quelle contro l’Epatite A e B, il Rotavirus, l’influenza e il meningococco non sono più raccomandate di routine per la totalità della popolazione infantile, ma vengono spostate in una categoria di “decisione clinica condivisa” tra medico e famiglia, oppure riservate esclusivamente ai gruppi ad alto rischio. Questa modifica strutturale risponde a una visione politica precisa che critica l’eccessivo numero di somministrazioni, ma che, secondo molti osservatori, si scontra con le evidenze della sanità pubblica moderna.

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Vaccini USA, pediatri in allarme: "Taglio dosi mette a rischio i bambini" - Infografica riassuntiva
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La reazione in Italia non si è fatta attendere. La Società Italiana di Pediatria (SIP), insieme alle società affiliate, ha espresso profonda preoccupazione per quello che viene percepito come uno smantellamento dei presidi di difesa contro le malattie infettive. Secondo quanto riportato da Il Tirreno, i medici italiani avvertono che “negli USA il ritorno al passato mette a rischio i bambini”. La critica principale riguarda il messaggio culturale che tale decisione invia: trasformare vaccini essenziali in opzioni facoltative rischia di legittimare lo scetticismo vaccinale.

Gli esperti sottolineano che malattie come l’Epatite B o le meningiti batteriche, pur essendo meno visibili grazie ai successi della prevenzione passata, rimangono minacce letali. Rimuovere la raccomandazione universale significa affidare la protezione del bambino alla consapevolezza individuale dei genitori, un modello che storicamente ha dimostrato di creare sacche di popolazione non protetta, terreno fertile per nuovi focolai epidemici.

Il rischio del ritorno di malattie dimenticate

Pediatra prepara una dose di vaccino per un bambino in uno studio medico
I pediatri denunciano i gravi rischi del taglio ai vaccini deciso dagli Stati Uniti.

Il taglio delle dosi da 18 a 11 non è solo una questione burocratica, ma ha implicazioni cliniche dirette. Secondo l’AGI, l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha già annunciato che non si allineerà alle nuove direttive governative, continuando a raccomandare il vecchio schema. Questo crea una frattura senza precedenti tra le indicazioni della politica sanitaria federale e la pratica clinica dei pediatri sul territorio.

Il rischio concreto, evidenziato dagli infettivologi, è la ricomparsa di patologie che sembravano sotto controllo. La riduzione della copertura per il meningococco o per l’influenza stagionale potrebbe portare a un aumento dei ricoveri negli ospedali pediatrici, con complicanze gravi che la medicina moderna era riuscita a prevenire efficacemente. Inoltre, la globalizzazione dei viaggi rende ogni calo della copertura vaccinale in un grande paese come gli Stati Uniti un problema di sicurezza sanitaria per il resto del mondo, Italia inclusa.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La decisione degli Stati Uniti di ridurre drasticamente il numero di vaccinazioni raccomandate per l’infanzia segna un punto di rottura nella storia recente della sanità pubblica. Mentre la politica americana persegue una strategia di deregolamentazione sanitaria, la comunità scientifica, e in particolare i pediatri italiani, mantengono alta l’attenzione, ribadendo che i vaccini rimangono lo strumento di prevenzione più efficace mai inventato dall’uomo. Il timore è che il prezzo di questo “ritorno al passato” venga pagato dalle generazioni più giovani, esposte nuovamente a rischi che la scienza aveva saputo neutralizzare.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Quali vaccini sono stati rimossi dal calendario pediatrico USA?

Secondo le nuove direttive dei CDC, sono stati declassati i vaccini contro Epatite A e B, Rotavirus, influenza e meningococco. Questi farmaci non sono più raccomandati per la totalità dei bambini ma rientrano ora in una decisione clinica condivisa o sono riservati esclusivamente ai gruppi ad alto rischio, riducendo il totale delle dosi previste da 18 a 11.

Perché i pediatri italiani criticano la decisione americana sui vaccini?

La Società Italiana di Pediatria e la comunità scientifica definiscono la nuova linea un pericoloso passo indietro che minaccia la immunità di gregge. Gli esperti temono che rendere facoltative delle profilassi essenziali possa legittimare lo scetticismo vaccinale e causare la ricomparsa di malattie infettive gravi precedentemente tenute sotto controllo dalla prevenzione universale.

Quali sono i rischi della riduzione delle dosi vaccinali per i bambini?

Il rischio principale evidenziato dagli infettivologi è la recrudescenza di patologie letali e un aumento dei ricoveri per complicanze prevenibili. Inoltre, si crea una frattura tra le indicazioni politiche federali e la pratica clinica reale, dato che la American Academy of Pediatrics ha annunciato di voler mantenere il vecchio schema vaccinale per garantire la sicurezza dei minori.

Quali vaccinazioni rimangono obbligatorie o raccomandate per tutti negli USA?

Nonostante il drastico taglio delle dosi, restano universalmente raccomandate per tutti i bambini le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, pertosse, tetano, difterite e varicella. L obiettivo dichiarato dalle autorità statunitensi è quello di allineare il calendario a quello di alcuni paesi europei riducendo il carico farmacologico, pur mantenendo le coperture base.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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