In Breve (TL;DR)
I Centers for Disease Control USA hanno ridotto drasticamente il calendario vaccinale pediatrico da 18 a 11 iniezioni raccomandate.
La comunità scientifica e i pediatri italiani lanciano l’allarme, definendo la decisione un pericoloso ritorno al passato per la salute pubblica.
Il declassamento di profilassi essenziali rischia di abbassare le coperture immunitarie e favorire la ricomparsa di gravi patologie infettive dimenticate.
Il diavolo è nei dettagli. 👇 Continua a leggere per scoprire i passaggi critici e i consigli pratici per non sbagliare.
Una decisione che segna una svolta storica e controversa nella politica sanitaria globale arriva dagli Stati Uniti, dove i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno ufficializzato una drastica revisione del calendario vaccinale pediatrico. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, tra cui AGI e testate come Il Tirreno, il numero di iniezioni raccomandate per la popolazione infantile generale scende da 18 a 11. La mossa, fortemente voluta dall’amministrazione Trump e dal Dipartimento della Salute guidato da Robert F. Kennedy Jr., ha scatenato l’immediata reazione della comunità scientifica internazionale.
I pediatri italiani, attraverso le principali società scientifiche, hanno lanciato un duro monito, definendo la nuova linea americana un pericoloso “ritorno al passato”. Il timore diffuso tra gli esperti di salute e medicina è che questo alleggerimento dei protocolli di prevenzione possa innescare un effetto domino, abbassando le coperture vaccinali ben al di sotto della soglia di sicurezza necessaria per garantire l’immunità di gregge, con conseguenze potenzialmente devastanti non solo oltreoceano ma a livello globale.

La riforma americana: un drastico cambio di rotta
La revisione del programma vaccinale statunitense, entrata in vigore con effetto immediato, rappresenta un cambiamento radicale rispetto ai decenni precedenti. Secondo le nuove direttive dei CDC, l’obiettivo dichiarato è quello di allineare il calendario USA a quello di alcuni paesi europei, come la Danimarca, riducendo il carico farmacologico sui minori. Le vaccinazioni che restano raccomandate universalmente per tutti i bambini includono quelle contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, pertosse, tetano, difterite, e varicella.
Tuttavia, come riportano le fonti statunitensi riprese dai media italiani, diversi vaccini precedentemente standard sono stati declassati. Profilassi fondamentali come quelle contro l’Epatite A e B, il Rotavirus, l’influenza e il meningococco non sono più raccomandate di routine per la totalità della popolazione infantile, ma vengono spostate in una categoria di “decisione clinica condivisa” tra medico e famiglia, oppure riservate esclusivamente ai gruppi ad alto rischio. Questa modifica strutturale risponde a una visione politica precisa che critica l’eccessivo numero di somministrazioni, ma che, secondo molti osservatori, si scontra con le evidenze della sanità pubblica moderna.
L’allarme dei pediatri italiani: “Un salto nel buio”

La reazione in Italia non si è fatta attendere. La Società Italiana di Pediatria (SIP), insieme alle società affiliate, ha espresso profonda preoccupazione per quello che viene percepito come uno smantellamento dei presidi di difesa contro le malattie infettive. Secondo quanto riportato da Il Tirreno, i medici italiani avvertono che “negli USA il ritorno al passato mette a rischio i bambini”. La critica principale riguarda il messaggio culturale che tale decisione invia: trasformare vaccini essenziali in opzioni facoltative rischia di legittimare lo scetticismo vaccinale.
Gli esperti sottolineano che malattie come l’Epatite B o le meningiti batteriche, pur essendo meno visibili grazie ai successi della prevenzione passata, rimangono minacce letali. Rimuovere la raccomandazione universale significa affidare la protezione del bambino alla consapevolezza individuale dei genitori, un modello che storicamente ha dimostrato di creare sacche di popolazione non protetta, terreno fertile per nuovi focolai epidemici.
Il rischio del ritorno di malattie dimenticate

Il taglio delle dosi da 18 a 11 non è solo una questione burocratica, ma ha implicazioni cliniche dirette. Secondo l’AGI, l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha già annunciato che non si allineerà alle nuove direttive governative, continuando a raccomandare il vecchio schema. Questo crea una frattura senza precedenti tra le indicazioni della politica sanitaria federale e la pratica clinica dei pediatri sul territorio.
Il rischio concreto, evidenziato dagli infettivologi, è la ricomparsa di patologie che sembravano sotto controllo. La riduzione della copertura per il meningococco o per l’influenza stagionale potrebbe portare a un aumento dei ricoveri negli ospedali pediatrici, con complicanze gravi che la medicina moderna era riuscita a prevenire efficacemente. Inoltre, la globalizzazione dei viaggi rende ogni calo della copertura vaccinale in un grande paese come gli Stati Uniti un problema di sicurezza sanitaria per il resto del mondo, Italia inclusa.
Conclusioni

La decisione degli Stati Uniti di ridurre drasticamente il numero di vaccinazioni raccomandate per l’infanzia segna un punto di rottura nella storia recente della sanità pubblica. Mentre la politica americana persegue una strategia di deregolamentazione sanitaria, la comunità scientifica, e in particolare i pediatri italiani, mantengono alta l’attenzione, ribadendo che i vaccini rimangono lo strumento di prevenzione più efficace mai inventato dall’uomo. Il timore è che il prezzo di questo “ritorno al passato” venga pagato dalle generazioni più giovani, esposte nuovamente a rischi che la scienza aveva saputo neutralizzare.
Domande frequenti

Secondo le nuove direttive dei CDC, sono stati declassati i vaccini contro Epatite A e B, Rotavirus, influenza e meningococco. Questi farmaci non sono più raccomandati per la totalità dei bambini ma rientrano ora in una decisione clinica condivisa o sono riservati esclusivamente ai gruppi ad alto rischio, riducendo il totale delle dosi previste da 18 a 11.
La Società Italiana di Pediatria e la comunità scientifica definiscono la nuova linea un pericoloso passo indietro che minaccia la immunità di gregge. Gli esperti temono che rendere facoltative delle profilassi essenziali possa legittimare lo scetticismo vaccinale e causare la ricomparsa di malattie infettive gravi precedentemente tenute sotto controllo dalla prevenzione universale.
Il rischio principale evidenziato dagli infettivologi è la recrudescenza di patologie letali e un aumento dei ricoveri per complicanze prevenibili. Inoltre, si crea una frattura tra le indicazioni politiche federali e la pratica clinica reale, dato che la American Academy of Pediatrics ha annunciato di voler mantenere il vecchio schema vaccinale per garantire la sicurezza dei minori.
Nonostante il drastico taglio delle dosi, restano universalmente raccomandate per tutti i bambini le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, pertosse, tetano, difterite e varicella. L obiettivo dichiarato dalle autorità statunitensi è quello di allineare il calendario a quello di alcuni paesi europei riducendo il carico farmacologico, pur mantenendo le coperture base.

Hai trovato utile questo articolo? C'è un altro argomento che vorresti vedermi affrontare?
Scrivilo nei commenti qui sotto! Prendo ispirazione direttamente dai vostri suggerimenti.