Chiavi all’ingresso: la falla Keyless che ti fa sparire l’auto

Pubblicato il 22 Apr 2026
Aggiornato il 22 Apr 2026
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Radiocomando keyless dell'auto appoggiato su un mobiletto vicino alla porta d'ingresso.

Rientrare a casa dopo una lunga giornata di lavoro è un rituale consolidato, fatto di gesti automatici e rassicuranti. Chiudiamo la porta alle nostre spalle, ci togliamo il cappotto e, quasi senza pensarci, svuotiamo le tasche appoggiando portafoglio e chiavi della macchina sul mobiletto o nella ciotola svuotatasche situata proprio accanto all’ingresso. È un’abitudine apparentemente innocua, dettata dalla comodità e dal bisogno di ordine. Eppure, se la tua vettura è dotata di un Sistema Keyless (l’apertura e l’avviamento senza chiave fisica), questo semplice gesto quotidiano, che può trasformarsi in un pericolo invisibile che dorme accanto a te ogni notte, equivale a lasciare la portiera dell’auto spalancata e il motore acceso, a completa disposizione dei criminali. Ma come è possibile che un oggetto chiuso al sicuro dentro le mura domestiche possa compromettere un veicolo parcheggiato in strada o nel vialetto?

Per comprendere la portata di questa vulnerabilità, è necessario fare un passo indietro e analizzare come l’evoluzione della tecnologia automobilistica abbia trasformato le nostre vetture da semplici mezzi meccanici a complessi computer su ruote. Il paradosso moderno è che, nel tentativo di rendere la nostra vita più comoda, abbiamo inavvertitamente aperto nuove porte a chi fa del furto la propria professione.

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L’illusione della comodità: l’anatomia del segnale invisibile

Fino a un paio di decenni fa, rubare un’auto richiedeva forza bruta, attrezzi da scasso e una certa dose di rischio fisico. Si rompevano i finestrini, si forzavano le serrature e si manomettevano i cavi di accensione. Oggi, l’innovazione digitale ha reso questi metodi obsoleti, sostituendoli con attacchi silenziosi, puliti e incredibilmente rapidi.

Il cuore di questa comodità è il radiocomando intelligente. A differenza delle vecchie chiavi che richiedevano l’inserimento in una toppa, il dispositivo moderno comunica costantemente con l’automobile attraverso onde radio a bassa frequenza. Quando il proprietario si avvicina al veicolo (solitamente entro un raggio di uno o due metri), l’auto invia un segnale di “sfida” (challenge). La chiave, se si trova nel raggio d’azione, riceve il segnale e risponde con un codice crittografato univoco. Se i codici corrispondono, le portiere si sbloccano e il pulsante di accensione viene abilitato. È un processo che avviene in frazioni di secondo, invisibile e comodissimo.

Tuttavia, questa comunicazione continua è esattamente il tallone d’Achille del sistema. La chiave non sa se tu sei fisicamente vicino all’auto o se sei seduto sul divano; sa solo che deve rispondere a un segnale di interrogazione se questo è abbastanza forte da raggiungerla.

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Il “Relay Attack”: il furto che non lascia tracce

Chiavi all'ingresso: la falla Keyless che ti fa sparire l'auto - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo “Chiavi all’ingresso: la falla Keyless che ti fa sparire l’auto” (Visual Hub)
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È qui che entra in gioco la tecnica criminale nota come Relay Attack (attacco a ponte o amplificazione del segnale). I ladri moderni non si presentano più con un piede di porco, ma con dispositivi elettronici sofisticati, spesso nascosti in semplici zaini o valigette. L’attacco richiede solitamente due persone che lavorano in tandem.

Il primo ladro si posiziona vicino all’automobile parcheggiata in strada o nel vialetto, tenendo in mano un dispositivo trasmettitore. Il secondo ladro si avvicina furtivamente alla porta d’ingresso della tua abitazione, portando con sé un amplificatore di segnale. Ecco perché il mobiletto all’ingresso è la zona di massimo pericolo: le chiavi lasciate lì si trovano a pochi centimetri o metri dalla porta esterna, separate solo da un sottile strato di legno, vetro o muro che non è in grado di bloccare le onde radio.

La sequenza dell’attacco è tanto affascinante quanto inquietante:

  • Il ladro vicino all’auto tira la maniglia della portiera. L’auto, credendo che il proprietario voglia entrare, emette il suo segnale radio a corto raggio per cercare la chiave.
  • Il dispositivo del primo ladro cattura questo segnale e lo trasmette (tramite radiofrequenza o Wi-Fi) al dispositivo del secondo ladro, appostato vicino alla porta di casa tua.
  • L’amplificatore del secondo ladro “spara” il segnale dell’auto all’interno della casa.
  • La tua chiave, comodamente adagiata nello svuotatasche, riceve il segnale. Credendo di essere a un metro dall’auto, risponde inviando il codice di sblocco crittografato.
  • Il percorso si inverte: l’amplificatore cattura la risposta della chiave, la invia al complice vicino all’auto, che a sua volta la trasmette alla vettura.

Il risultato? L’auto si apre. Il ladro sale a bordo, preme il pulsante di accensione (ripetendo la procedura di amplificazione per avviare il motore) e si allontana silenziosamente nella notte. Nessun vetro rotto, nessun allarme scattato, nessuna traccia di effrazione. L’intera operazione dura in media tra i 20 e i 30 secondi.

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L’evoluzione delle minacce e il mercato nero dell’hardware

Chiavi dell'auto con sistema keyless appoggiate su un mobile svuotatasche all'ingresso di casa.
Lasciare le chiavi keyless vicino all’ingresso espone la tua auto al rischio di furti tecnologici silenziosi. (Visual Hub)

Ciò che rende questa minaccia particolarmente allarmante per gli esperti di cybersecurity è l’accessibilità degli strumenti necessari. Fino a qualche anno fa, l’attrezzatura per compiere un Relay Attack costava decine di migliaia di euro ed era appannaggio di organizzazioni criminali di altissimo livello. Oggi, i componenti necessari possono essere acquistati sul dark web, o persino assemblati acquistando parti legali su normali siti di e-commerce, per poche centinaia di euro.

Questo ha democratizzato il furto d’auto hi-tech. I criminali non hanno bisogno di essere esperti hacker (di quelli in grado, ad esempio, di rubare la password ascoltando i tasti) o ingegneri informatici; i dispositivi sono spesso “plug-and-play”, progettati per essere utilizzati con la semplice pressione di un tasto. L’auto, dal canto suo, non ha modo di distinguere tra il segnale genuino proveniente dalla chiave a un metro di distanza e il segnale genuino che è stato trasportato artificialmente da un ponte radio lungo decine di metri.

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La risposta dell’industria: tra ritardi e nuove soluzioni

Di fronte a questa epidemia di furti silenziosi, l’industria automobilistica si è trovata a dover rincorrere. La sicurezza informatica applicata all’automotive è diventata una priorità assoluta, sia per i veicoli di proprietà che per chi utilizza un’auto a noleggio. Le case costruttrici stanno implementando diverse contromisure, ma il parco auto circolante rimane in gran parte vulnerabile.

Una delle soluzioni più recenti introdotte dai produttori è l’inserimento di un sensore di movimento (accelerometro) all’interno della chiave stessa. Se la chiave rimane immobile per un certo periodo di tempo (ad esempio, quando viene appoggiata sul mobiletto), smette di emettere e ricevere segnali, disattivandosi temporaneamente. Questo rende impossibile il Relay Attack finché la chiave non viene nuovamente mossa.

Inoltre, l’ecosistema dell’innovazione si sta muovendo rapidamente. Più di una startup tecnologica sta lavorando sull’implementazione della tecnologia UWB (Ultra-Wideband). A differenza delle tradizionali onde radio che misurano solo la potenza del segnale (facilmente falsificabile da un amplificatore), l’UWB misura il “Time of Flight”, ovvero il tempo esatto che il segnale impiega per viaggiare dalla chiave all’auto alla velocità della luce. Se il segnale impiega un nanosecondo di troppo, l’auto capisce che c’è un attacco relay in corso e blocca l’apertura. Tuttavia, questa tecnologia è attualmente presente solo sui modelli di fascia altissima di ultima generazione.

Come difendersi: soluzioni pratiche alla portata di tutti

In attesa che la tecnologia UWB diventi lo standard per tutti i veicoli, la responsabilità della protezione ricade sul proprietario. Fortunatamente, difendersi da un Relay Attack è sorprendentemente semplice ed economico, a patto di cambiare le proprie abitudini.

La soluzione più efficace è l’utilizzo di una Gabbia di Faraday. Si tratta di un principio fisico scoperto nel 1836 dallo scienziato Michael Faraday: un contenitore rivestito di materiale conduttore in grado di bloccare i campi elettromagnetici. Oggi è possibile acquistare per pochi euro delle speciali custodie o scatole schermate (Faraday pouch o Faraday box). Inserendo la chiave all’interno di questi contenitori non appena si rientra a casa, si taglia fisicamente ogni comunicazione radio. I ladri potranno amplificare il segnale dell’auto quanto vorranno, ma la chiave non lo riceverà mai.

Altre precauzioni includono:

  • Allontanare le chiavi dall’ingresso: Se non si possiede una custodia schermata, il semplice gesto di riporre le chiavi al centro della casa, lontano da porte e finestre esterne (magari già protette da sensori smart per monitorare gli accessi da remoto), riduce drasticamente le probabilità di successo di un attacco.
  • Disattivazione manuale: Molti modelli di auto permettono di disattivare temporaneamente la funzione keyless premendo una specifica combinazione di tasti sul telecomando (consultare il manuale del veicolo).
  • Sistemi meccanici: Il ritorno al passato è un ottimo deterrente. Un robusto bloccasterzo meccanico costringerà il ladro hi-tech, armato solo di antenne e computer, a rinunciare al furto, poiché non avrà con sé gli strumenti da scasso tradizionali per rimuoverlo.

In Breve (TL;DR)

Appoggiare le chiavi Keyless sul mobiletto all’ingresso è un’abitudine quotidiana che espone inavvertitamente la tua automobile al rischio di furti silenziosi.

I criminali sfruttano una tecnica chiamata Relay Attack per amplificare il segnale radio della chiave attraverso i muri e ingannare la vettura.

Grazie a dispositivi elettronici facilmente reperibili, i ladri riescono ad aprire e avviare l’auto in pochi secondi senza lasciare alcuna traccia di effrazione.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

L’evoluzione tecnologica ci ha regalato comodità inimmaginabili solo pochi decenni fa, trasformando il modo in cui interagiamo con i nostri veicoli. Tuttavia, ogni nuova connessione digitale apre inevitabilmente nuove vulnerabilità fisiche. L’abitudine di lasciare le chiavi all’ingresso di casa è il perfetto esempio di come un gesto innocuo, radicato in un’epoca in cui le chiavi erano solo pezzi di metallo, possa diventare fatale nell’era dell’iper-connettività.

La consapevolezza è la prima e più importante linea di difesa. Comprendere il funzionamento invisibile dei dispositivi che usiamo quotidianamente (esattamente come quando impariamo a non digitare mai in videochiamata per proteggere la nostra privacy) ci permette di adottare contromisure semplici ma estremamente efficaci. Proteggere la propria auto oggi non significa solo chiudere a chiave le portiere, ma anche gestire in modo sicuro l’identità digitale che le governa, ricordandoci che, nel mondo della sicurezza moderna, i muri di casa non sono sempre sufficienti a fermare un ladro invisibile.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Come funziona il furto delle vetture dotate di sistema keyless?

I ladri utilizzano dispositivi elettronici per amplificare il segnale radio della chiave intelligente situata in casa. Un complice si avvicina alla porta per captare il segnale e lo trasmette alla vettura, permettendo di aprirla e avviarla senza scasso in pochissimo tempo.

Per quale motivo non bisogna lasciare le chiavi della macchina vicino alla porta di casa?

Lasciare il radiocomando in prossimita della porta principale facilita enormemente il lavoro dei criminali. I muri non bloccano le onde radio, permettendo agli amplificatori di segnale di raggiungere facilmente il dispositivo e sbloccare il veicolo parcheggiato in strada.

Come posso proteggere la mia automobile dai furti tecnologici?

Il metodo più efficace consiste nel riporre il radiocomando in una custodia schermata che blocca completamente i segnali elettromagnetici. In alternativa risulta consigliabile tenere le chiavi al centro della casa, lontano dalle finestre, oppure utilizzare un tradizionale bloccasterzo meccanico.

Quali soluzioni stanno adottando le case automobilistiche contro questi furti?

I produttori stanno integrando sensori di movimento nei radiocomandi, capaci di disattivare la trasmissione del segnale quando il dispositivo rimane fermo. Sui modelli di fascia alta viene inoltre implementata una tecnologia avanzata capace di misurare il tempo di viaggio del segnale per bloccare i tentativi di amplificazione.

In che modo è possibile disattivare la funzione di apertura automatica?

Molti veicoli moderni consentono di spegnere la trasmissione radio del telecomando premendo una specifica sequenza di tasti. Per conoscere la combinazione esatta necessaria a disabilitare questa funzione, risulta fondamentale consultare il manuale di uso e manutenzione della propria vettura.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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