Crans-Montana, la simulazione: 140 secondi per sfuggire all’inferno

La simulazione della strage di Crans-Montana rivela: solo 140 secondi prima del flashover. Analisi tecnica, risvolti diplomatici e l'inchiesta internazionale.

Pubblicato il 08 Gen 2026
Aggiornato il 08 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

Una nuova simulazione tecnica dimostra che bastavano 140 secondi perché l’incendio a Crans-Montana diventasse una trappola mortale senza scampo.

L’analisi conferma che il flashover ha generato temperature di 1200 gradi, rendendo vana ogni speranza di fuga per la folla.

Le evidenze scientifiche aggravano la posizione della sicurezza e supportano la cooperazione giudiziaria tra le autorità italiane ed elvetiche.

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Centoquaranta secondi. È questo il lasso di tempo, terrificante nella sua brevità, che ha separato la vita dalla morte nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Meno di due minuti e mezzo da quando la prima scintilla ha toccato il soffitto del locale Le Constellation fino al momento in cui l’ambiente si è trasformato in una camera a gas incandescente, rendendo vana ogni speranza di fuga per quaranta persone. La notizia, emersa oggi 8 gennaio 2026, arriva da una dettagliata simulazione tecnica che sta scuotendo l’opinione pubblica e le cancellerie europee, gettando nuova luce su una delle più gravi tragedie avvenute in territorio elvetico negli ultimi decenni.

Mentre la diplomazia internazionale si muove per organizzare le commemorazioni ufficiali e gestire i complessi risvolti legali tra Svizzera, Italia e Francia, la scienza forense offre il primo agghiacciante verdetto temporale. Non c’è stato tempo per riflettere, né per capire cosa stesse accadendo. Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni odierne, la velocità di propagazione delle fiamme e dei fumi tossici ha superato qualsiasi tempo di reazione umana standard, intrappolando le vittime in una morsa letale prima ancora che l’allarme potesse essere percepito come reale emergenza dalla folla festante.

Questa rivelazione non solo aggrava la posizione dei responsabili della sicurezza del locale, ma apre anche un doloroso capitolo per le famiglie delle vittime, molte delle quali italiane, che ora sanno quanto disperati siano stati quegli ultimi istanti. L’analisi tecnica, che confluisce in un quadro più ampio di indagini transfrontaliere, diventa ora un elemento cardine per la procura di Roma e quella del Canton Vallese, impegnate in una cooperazione giudiziaria che tocca i vertici della politica estera dei due Paesi.

Luogo dell'incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana dopo la tragedia di Capodanno
Solo 140 secondi per fuggire dall’inferno del Le Constellation: la simulazione tecnica svela la verità sulla tragedia.

La ricostruzione scientifica dell’inferno

La simulazione che ha quantificato in 140 secondi il tempo utile per la salvezza è stata elaborata dall’ingegnere Giovanni Bellomia, funzionario dei Vigili del Fuoco, in collaborazione con l’architetto Martina Bellomia. Secondo quanto riportato da Affaritaliani.it e altre testate nazionali, i due esperti hanno utilizzato il software avanzato Fire Dynamics Simulator (FDS), sviluppato dal NIST (National Institute of Standards and Technology), per ricreare digitalmente le condizioni termo-fisiche all’interno del Le Constellation.

I dati emersi sono sconvolgenti. La temperatura al soffitto è passata da condizioni normali a circa 600 gradi in pochissimi istanti, per poi schizzare fino a 1.200 gradi centigradi. Secondo la ricostruzione tecnica, l’innesco è stato causato da fuochi pirotecnici — le cosiddette “fontane” — che hanno incendiato i pannelli fonoassorbenti del soffitto. Questi materiali, invece di contenere il rogo, hanno agito come accelerante, creando una pioggia di fuoco sulle persone sottostanti.

La simulazione evidenzia come, dopo appena un minuto e mezzo, l’aria fosse già satura di fumi tossici e la visibilità ridotta a zero. In uno scenario del genere, l’orientamento diventa impossibile. La folla, stimata in circa duecento persone, si è trovata a dover defluire attraverso un’unica via di fuga principale: una scala larga appena 1,20 metri. Un imbuto architettonico che, combinato con il panico e l’intossicazione rapida, ha decretato la condanna a morte per quaranta giovani.

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Cos’è il “flashover”: il nemico invisibile

Crans-Montana, la simulazione: 140 secondi per sfuggire all'inferno - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Crans-Montana, la simulazione: 140 secondi per sfuggire all’inferno"

Il termine tecnico che ricorre nei rapporti degli esperti e che domina le cronache di queste ore è “flashover”. Ma di cosa si tratta esattamente? Secondo quanto spiegato da Nelson Ortelli, direttore della Federazione pompieri Ticino, ai microfoni della RSI, il flashover è il momento di transizione improvvisa in cui un incendio passa dalla fase di sviluppo localizzato a quella di incendio generalizzato. In parole povere, è l’istante in cui tutto ciò che è contenuto in una stanza raggiunge la temperatura di autoaccensione e prende fuoco simultaneamente.

Nel caso di Crans-Montana, il flashover è stato accelerato dalla conformazione del locale, situato in un piano interrato e privo di finestre. Se da un lato la mancanza di ossigeno ha successivamente fatto abbassare le temperature (dopo aver raggiunto il picco dei 1.200 gradi), nella fase iniziale il calore radiante dal soffitto ha “preriscaldato” ogni superficie e ogni persona presente, portando all’accensione simultanea dei materiali combustibili. Secondo gli esperti di sicurezza antincendio citati dal Quotidiano Nazionale, in presenza di un flashover le possibilità di sopravvivenza si azzerano quasi istantaneamente, rendendo inutili tentativi di spegnimento amatoriali con maglie o stracci, che anzi possono peggiorare la situazione.

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Diplomazia e giustizia: un caso internazionale

Soccorritori e mezzi di emergenza sul luogo della tragedia di Crans-Montana
Una simulazione svela che l’incendio di Crans-Montana ha lasciato solo 140 secondi per sfuggire alle fiamme.

La tragedia di Crans-Montana ha travalicato i confini della cronaca nera per assumere i contorni di una delicata questione di esteri e diplomazia. Con sei vittime italiane accertate e numerosi feriti connazionali, l’Italia ha attivato immediatamente i canali diplomatici con la Confederazione Elvetica. La Procura di Roma, come confermato da Sky TG24, ha aperto un fascicolo per omicidio e incendio colposo, un atto dovuto che permette alla magistratura italiana di indagare su reati commessi all’estero ai danni di cittadini italiani.

Il peso politico della vicenda è testimoniato dalla prevista presenza, nella giornata di domani 9 gennaio, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente francese Emmanuel Macron alla cerimonia di commemorazione che si terrà a Martigny. La loro partecipazione non è solo un atto formale di cordoglio, ma un segnale di vicinanza in un momento in cui le relazioni transfrontaliere sono messe alla prova dalla gestione delle indagini e dalle richieste di giustizia delle famiglie.

Sul fronte legale svizzero, la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, sta coordinando un’inchiesta complessa che vede indagati i gestori del locale, i coniugi Moretti. Tuttavia, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, si profila all’orizzonte anche una battaglia legale contro l’amministrazione pubblica: l’avvocato Romain Jordan, che rappresenta oltre venti famiglie, ha annunciato l’intenzione di avviare una causa di responsabilità civile contro il Comune di Crans-Montana per presunte lacune nei controlli di sicurezza.

L’architettura della trappola e le polemiche sulla sicurezza

Oltre alla dinamica del fuoco, al centro del dibattito c’è l’inadeguatezza strutturale del Le Constellation. La simulazione odierna ha reso evidente come l’architettura del locale abbia giocato un ruolo attivo nella strage. Un ambiente interrato, con un’unica scala stretta come via di fuga principale e uscite di sicurezza che, secondo alcune testimonianze, erano difficili da raggiungere o mal segnalate, rappresenta una violazione dei principi base della sicurezza moderna.

Le polemiche investono anche i materiali utilizzati per l’insonorizzazione. Come accaduto in altre tragedie simili in passato (si pensi al caso del Kiss in Brasile o del Colectiv in Romania), l’uso di schiume poliuretaniche non ignifughe per correggere l’acustica si è rivelato fatale. Questi materiali, bruciando, rilasciano cianuro di idrogeno e altri gas letali che uccidono per inalazione molto prima che le fiamme raggiungano le vittime. Secondo la simulazione dei Bellomia, la combinazione di calore estremo e tossicità dell’aria ha reso quei 140 secondi un lasso di tempo insufficiente per un’evacuazione ordinata, trasformando la scala in una trappola mortale dove molti corpi sono stati ritrovati ammassati.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La simulazione diffusa oggi segna un punto di non ritorno nella comprensione della strage di Crans-Montana. Sapere che le vittime hanno avuto solo 140 secondi per tentare di salvarsi aggiunge un carico di orrore alla tragedia, ma fornisce anche agli inquirenti dati inconfutabili per accertare le responsabilità. Non si è trattato di una fatalità imprevedibile, ma della conseguenza fisica e matematica di una serie di negligenze: dall’uso di fuochi in un luogo chiuso alla scelta di materiali inadatti, fino alla conformazione stessa del locale.

Mentre l’Italia e l’Europa si preparano a rendere omaggio alle vittime con la visita dei Capi di Stato, la richiesta di giustizia si fa sempre più pressante. I conflitti legali che si apriranno nei prossimi mesi, tra cause civili contro il Comune e procedimenti penali contro i gestori, dovranno rispondere a una domanda fondamentale: come è stato possibile che, nel 2026, quaranta persone siano morte in meno di tre minuti in un locale nel cuore dell’Europa? La risposta, purtroppo, sembra risiedere in quella manciata di secondi in cui il divertimento si è trasformato in un inferno di fuoco.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Quanto tempo avevano le vittime per fuggire dall’incendio di Crans-Montana?

Secondo una dettagliata simulazione tecnica elaborata con software forensi, il tempo utile per mettersi in salvo è stato di soli 140 secondi. In questo brevissimo lasso di tempo, la temperatura è passata da condizioni normali a circa 600 gradi, per poi raggiungere picchi di 1.200 gradi. La velocità di propagazione delle fiamme e dei fumi tossici è stata superiore ai tempi di reazione umana, trasformando il locale in una trappola mortale in meno di tre minuti.

Quali sono state le cause scatenanti del rogo al Le Constellation?

Le indagini hanno stabilito che l’incendio è stato innescato da fuochi pirotecnici, definiti fontane, accesi all’interno del locale. Le scintille hanno raggiunto i pannelli fonoassorbenti del soffitto che, non essendo ignifughi, hanno agito come accelerante invece di contenere le fiamme. Questo ha provocato una rapida caduta di materiale incandescente sulla folla e la saturazione dell’aria con fumi velenosi che hanno azzerato la visibilità.

Che cos’è il flashover citato nelle indagini sull’incendio?

Il flashover è un fenomeno termodinamico che indica il momento di transizione improvvisa da un incendio localizzato a uno generalizzato. Si verifica quando il calore radiante porta simultaneamente tutti i materiali combustibili presenti in una stanza alla temperatura di autoaccensione. Nel caso di Crans-Montana, la conformazione interrata del locale e l’assenza di finestre hanno favorito questo fenomeno, rendendo l’ambiente invivibile quasi istantaneamente.

Perché il locale è stato considerato una trappola architettonica?

La struttura presentava gravi carenze di sicurezza che hanno contribuito all’alto numero di vittime. Il locale era situato in un piano interrato e disponeva di un’unica via di fuga principale costituita da una scala larga appena un metro e venti. Questa strettoia ha creato un imbuto fatale durante il panico generale. Inoltre, l’uso di schiume poliuretaniche per l’insonorizzazione ha generato gas letali come il cianuro di idrogeno, uccidendo per inalazione prima ancora che per ustione.

Quali conseguenze legali e diplomatiche ha scatenato la tragedia?

L’evento ha attivato una complessa cooperazione giudiziaria tra Svizzera e Italia, con la Procura di Roma che indaga per omicidio e incendio colposo. Oltre al procedimento penale contro i gestori del locale, si profila una causa civile contro il Comune di Crans-Montana per presunte lacune nei controlli. La gravità dell’accaduto ha mobilitato anche i vertici politici, con la presenza dei Presidenti della Repubblica italiana e francese alle commemorazioni ufficiali.

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