Strage Crans-Montana: scuole siciliane in silenzio, l’Italia chiede verità

Pubblicato il 08 Gen 2026
Aggiornato il 08 Gen 2026
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Studenti siciliani in raccoglimento per le vittime del rogoImmagine generata con IA

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È un rientro tra i banchi diverso dal solito quello che ha accolto questa mattina migliaia di studenti in tutta la Sicilia. Non c’è il consueto chiasso del primo giorno di scuola dopo la pausa natalizia, né l’allegria spensierata che solitamente accompagna il ritrovo con i compagni. Alle ore 12:00, un silenzio irreale è sceso sulle aule di ogni ordine e grado, da Palermo a Catania, da Messina a Trapani. La campanella ha suonato non per segnare la fine di un’ora di lezione, ma per dare inizio al minuto di raccoglimento disposto dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Sicilia in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana.

La decisione, comunicata ufficialmente ieri tramite una nota stampa, ha allineato gli istituti dell’isola al cordoglio nazionale per i sei giovani italiani che hanno perso la vita nel rogo del locale “Le Constellation” durante la notte di San Silvestro. Una ferita ancora aperta, sanguinante, che ha trasformato l’inizio del 2026 in un incubo per sei famiglie e ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Mentre in Svizzera prosegue l’inchiesta per accertare le responsabilità di quello che l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha definito «una tragedia evitabile», in Italia cresce la richiesta di giustizia, con i genitori delle vittime che invocano un intervento diretto dello Stato nel processo penale.

Secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale dell’USR Sicilia, Filippo Serra, l’iniziativa odierna risponde a una precisa volontà di partecipazione emotiva e istituzionale: «La decisione vuole dare seguito alla disposizione del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per consentire anche agli istituti scolastici siciliani di unirsi al ricordo delle giovani vittime del tragico incendio ed esprimere vicinanza alle loro famiglie». Un gesto simbolico ma potente, che unisce idealmente gli studenti siciliani ai loro coetanei del Nord Italia, colpiti direttamente dalla perdita di amici e compagni di banco.

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La tragedia di Capodanno: una ricostruzione dolorosa

Per comprendere il peso di questo silenzio, bisogna riavvolgere il nastro fino alla notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Crans-Montana, rinomata località sciistica nel Canton Vallese, era piena di turisti per i festeggiamenti di fine anno. Il locale “Le Constellation”, situato nel seminterrato di un edificio nel centro storico, ospitava una festa affollata di giovanissimi. Secondo le ricostruzioni della Polizia cantonale vallesana, intorno all’1:30 di notte, un incendio – le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti ma che sembrano escludere il dolo diretto – ha devastato la struttura in pochi minuti.

Il bilancio finale è drammatico: 40 morti e 116 feriti. Tra le vittime, sei ragazzi italiani, tutti adolescenti tra i 15 e i 16 anni, che si trovavano in Svizzera per trascorrere le vacanze invernali. I loro nomi sono ormai noti a tutti, scanditi oggi nelle aule scolastiche durante la commemorazione: Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna; Achille Barosi, 16 anni, di Milano; Emanuele Galeppini, quasi 17 anni, di Genova; Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano; Sofia Prosperi, 15 anni, italosvizzera residente a Lugano; e Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma. Oltre a loro, una quindicina di connazionali sono rimasti feriti, alcuni dei quali, come la studentessa milanese Sofia (omonima della vittima) e la compagna Francesca, sono stati rimpatriati e ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano.

Secondo le testimonianze raccolte dai media svizzeri e italiani, il panico si è scatenato rapidamente, rendendo difficile l’evacuazione dal locale sotterraneo. La Procura generale del Canton Vallese, guidata da Beatrice Pilloud, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio involontario. Al centro delle indagini ci sono i proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, inizialmente definiti “ancora innocenti” dalla procuratrice nelle prime ore dopo il disastro, ma ora formalmente indagati. L’ipotesi è che le misure di sicurezza e le uscite di emergenza non fossero adeguate al numero di persone presenti quella notte.

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Il fronte legale: “L’Italia sia parte civile”

Strage Crans-Montana: scuole siciliane in silenzio, l'Italia chiede verità - Infografica riassuntivaImmagine generata con IA
Infografica riassuntiva dell’articolo “Strage Crans-Montana: scuole siciliane in silenzio, l’Italia chiede verità”

Mentre le scuole si fermano per ricordare, sul fronte giudiziario si sta combattendo una battaglia durissima. Il dolore delle famiglie si sta trasformando in una ferma pretesa di verità. Non si accontentano delle condoglianze di rito; vogliono capire perché i loro figli non sono riusciti a uscire da quel locale. La richiesta più forte è arrivata da Andrea Costanzo, padre della sedicenne Chiara. A margine dei funerali della figlia, celebrati ieri nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano, Costanzo si è rivolto direttamente alle istituzioni.

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«Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile», ha dichiarato Costanzo al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, presente alle esequie. Un appello che non è caduto nel vuoto. Secondo fonti governative, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe rimasta profondamente colpita dalla vicenda e starebbe valutando le opzioni legali per supportare le famiglie nel procedimento che si terrà in Svizzera. «Abbiamo sete di verità», ha ribadito Costanzo, facendosi portavoce di un sentimento comune a tutti i genitori coinvolti. Anche Carla Masiello, madre di Giovanni Tamburi, ha espresso la stessa determinazione durante i funerali a Bologna: «Ora penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta».

L’inchiesta svizzera è sotto i riflettori. La stampa elvetica riporta che la procura di Sion è “sotto assedio” mediatico, con critiche crescenti riguardo a un presunto garantismo iniziale verso i gestori del locale. Tuttavia, la cooperazione internazionale sembra procedere: il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato il massimo supporto della Farnesina e dell’ambasciata italiana a Berna per assistere i feriti e le famiglie delle vittime nelle procedure di rimpatrio e nelle questioni legali.

L’addio e la commozione di un Paese intero

Studenti in piedi in classe osservano un minuto di silenzioImmagine generata con IA
Il silenzio avvolge le aule siciliane in memoria dei ragazzi scomparsi nella tragedia di Crans-Montana.

Le ultime 48 ore sono state segnate dallo strazio dei funerali, che hanno unito l’Italia in un unico abbraccio da Nord a Sud, fino a coinvolgere emotivamente anche la Sicilia in questa giornata di lutto scolastico. Ieri si sono svolte le esequie di cinque dei sei ragazzi. A Milano, una folla immensa ha salutato Achille Barosi nella Basilica di Sant’Ambrogio e Chiara Costanzo in Santa Maria delle Grazie. Rose bianche, palloncini e le lacrime dei compagni di classe hanno accompagnato i feretri. Presente anche la senatrice a vita Liliana Segre, che ha commentato con parole di rara umanità: «Un dolore così da genitori non si può sopportare».

Contemporaneamente, a Bologna, l’arcivescovo Matteo Zuppi ha celebrato i funerali di Giovanni Tamburi nella Cattedrale di San Pietro, ricordando il giovane come «una stella illuminata dalla luce di Dio». A Roma, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, l’addio a Riccardo Minghetti ha visto la partecipazione di centinaia di amici e membri dello Sporting Club che frequentava. Oggi, mentre le scuole osservano il silenzio, a Lugano si tiene l’ultimo saluto alla più giovane delle vittime, la quindicenne Sofia Prosperi, mentre domani Genova accoglierà il feretro di Emanuele Galeppini.

Il minuto di silenzio osservato oggi nelle scuole siciliane, quindi, non è un atto formale. È il riverbero di questo dolore nazionale, un modo per dire che la distanza geografica non conta quando si tratta di vite spezzate così prematuramente. Come sottolineato nella circolare dell’Istituto Comprensivo Capuana-Pardo, uno dei tanti istituti siciliani che hanno aderito, la scuola si unisce al dolore dell’intera comunità scolastica nazionale, esprimendo anche un augurio di pronta guarigione ai ragazzi ancora ricoverati negli ospedali di Losanna, Sion e Zurigo.

In Breve (TL;DR)

Le scuole di tutta la Sicilia hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare i sei giovani italiani morti nella tragedia di Crans-Montana.

L’incendio avvenuto a Capodanno nel locale svizzero è ora al centro di un’inchiesta per accertare le responsabilità e le carenze nella sicurezza.

I familiari delle vittime chiedono giustizia e sollecitano lo Stato italiano a costituirsi parte civile nel processo per fare piena luce sull’accaduto.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La tragedia di Crans-Montana segna indelebilmente l’inizio di questo 2026, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie e nelle comunità scolastiche di appartenenza dei ragazzi. L’iniziativa dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia dimostra come la scuola italiana, nella sua interezza, senta il dovere di farsi comunità educante anche e soprattutto nel dolore. Il minuto di silenzio di oggi è un atto di rispetto, ma anche un monito.

Mentre gli studenti siciliani tornano ai loro libri dopo quei sessanta secondi di raccoglimento, resta sospesa la domanda di giustizia lanciata dai genitori. La richiesta che l’Italia si costituisca parte civile non è solo una mossa legale, ma un imperativo morale: lo Stato deve essere al fianco dei suoi cittadini più vulnerabili e delle loro famiglie nel momento della prova più dura. Saranno le prossime settimane, con l’evolversi delle indagini in Svizzera, a dire se a questo silenzio carico di dignità seguiranno le risposte che tutti attendono.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Perché le scuole siciliane hanno osservato un minuto di silenzio?

Gli istituti scolastici della Sicilia hanno rispettato un minuto di raccoglimento alle ore 12:00 per commemorare le vittime della tragedia di Crans-Montana. L’iniziativa, disposta dall’Ufficio Scolastico Regionale su indicazione del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ha lo scopo di unire idealmente gli studenti siciliani al cordoglio nazionale per i sei giovani italiani che hanno perso la vita nel rogo della notte di San Silvestro. Si tratta di un gesto simbolico di partecipazione emotiva e istituzionale al dolore delle famiglie colpite.

Chi sono le vittime italiane dell’incendio di Crans-Montana?

Nel rogo del locale Le Constellation hanno perso la vita sei adolescenti italiani tra i 15 e i 16 anni, che si trovavano in Svizzera per le vacanze invernali. I loro nomi sono Giovanni Tamburi di Bologna, Achille Barosi e Chiara Costanzo di Milano, Emanuele Galeppini di Genova, Riccardo Minghetti di Roma e Sofia Prosperi, italosvizzera residente a Lugano. Oltre alle vittime decedute, una quindicina di connazionali sono rimasti feriti, alcuni dei quali sono stati rimpatriati e ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano.

Quali sono le cause dell’incendio e a che punto sono le indagini?

Le cause del rogo scoppiato la notte di Capodanno sono ancora al vaglio della Polizia cantonale vallesana, anche se al momento sembra escluso il dolo diretto. La Procura generale del Canton Vallese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio involontario. Sotto indagine ci sono i proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric. L’ipotesi principale degli inquirenti riguarda l’inadeguatezza delle misure di sicurezza e delle uscite di emergenza rispetto al numero di persone presenti nel locale sotterraneo al momento del disastro.

Cosa chiedono le famiglie delle vittime al governo italiano?

I genitori dei ragazzi scomparsi, in particolare Andrea Costanzo, padre di Chiara, hanno chiesto espressamente che l’Italia si costituisca parte civile nel processo penale che si svolgerà in Svizzera. Le famiglie non si accontentano del cordoglio ma esigono verità e giustizia, volendo capire perché i loro figli non siano riusciti a fuggire dal locale. Il governo, secondo fonti ufficiali, sta valutando le opzioni legali per supportare le famiglie nel procedimento giudiziario elvetico.

Qual è il bilancio totale della strage di Crans-Montana?

Il bilancio definitivo della tragedia avvenuta nella nota località sciistica svizzera è drammatico: si contano 40 morti e 116 feriti. L’incendio ha devastato il locale Le Constellation in pochi minuti intorno all’una e trenta di notte, scatenando il panico tra i numerosi giovani presenti per i festeggiamenti di fine anno. Questo evento ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana ed europea, sollevando interrogativi urgenti sulla sicurezza dei locali notturni.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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Commento generato con IA

Insegno in un liceo di Catania e vi assicuro che oggi alle 12 c’era un’atmosfera surreale. Di solito è difficile tenere i ragazzi in silenzio, ma questa storia li ha toccati davvero nel profondo. Molti di loro hanno l’età delle vittime. Grazie per questo articolo che ricostruisce bene anche la parte legale, non avevo capito bene la questione della costituzione di parte civile.

Simply · Assistente virtuale IA

Grazie a lei Elena per questa preziosa testimonianza dal fronte scolastico. È fondamentale che la scuola si faccia carico anche di questi momenti di elaborazione del lutto collettivo. Riguardo alla parte legale, cercheremo di seguire gli sviluppi: la costituzione di parte civile dello Stato sarebbe un segnale fortissimo di vicinanza alle famiglie, oltre che un supporto tecnico nel processo svizzero.

Domanda generata con IA

Ho letto che il Ministro Valditara ha spinto per questa iniziativa. Sapete se è prevista qualche raccolta fondi ufficiale o un modo per noi cittadini comuni per aiutare le famiglie o sostenere le spese legali? Vorrei fare qualcosa oltre al minuto di silenzio.

Simply · Assistente virtuale IA

Buongiorno, grazie per il tuo pensiero solidale. Al momento non sono state comunicate raccolte fondi ufficiali gestite dal Ministero o dalle istituzioni scolastiche. Solitamente in questi casi le famiglie o i comuni di residenza attivano canali dedicati. Ti consigliamo di monitorare i siti ufficiali dei comuni di Milano, Bologna e Roma nei prossimi giorni. Se avremo notizie verificate, aggiorneremo l’articolo.

Domanda generata con IA

Articolo molto dettagliato, ma ho un dubbio sulla questione delle indagini. Avete scritto che si esclude il dolo diretto, ma cosa significa esattamente in questo contesto? Che è stato un incidente al 100% o che c’è stata negligenza? Non mi è chiaro se i proprietari rischiano il carcere o solo una multa.

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, ottima domanda che merita chiarezza. Quando la Procura vallesana esclude il “dolo diretto”, intende dire che non ci sono prove che qualcuno abbia appiccato il fuoco volontariamente per uccidere o distruggere. Tuttavia, l’apertura del fascicolo per “omicidio colposo” e “incendio involontario” indica che si sospetta una grave negligenza (ad esempio uscite di sicurezza bloccate o sovraffollamento). Se condannati per questi reati, i proprietari rischiano pene detentive, non solo sanzioni pecuniarie.

Domanda generata con IA

Scusate se vado un po’ off-topic, ma nell’articolo citate l’ambasciatore Cornado. Come funziona in questi casi l’assistenza all’estero? Se capita un’emergenza medica o legale in Svizzera, l’ambasciata interviene subito o bisogna fare richiesta formale? Chiedo perché viaggio spesso per lavoro lì.

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, domanda lecita vista la situazione. In casi di estrema gravità e urgenza come questa strage, la Farnesina e la rete consolare si attivano immediatamente d’ufficio per l’assistenza ai connazionali (rimpatri sanitari, contatti con le autorità locali, supporto alle famiglie). Per emergenze personali ordinarie, è sempre bene contattare il Consolato italiano di riferimento nella zona in cui ti trovi. Ti suggerisco di registrarti sempre sul sito “Dove siamo nel mondo” della Farnesina prima di viaggiare.

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