Mancano ormai poche settimane a una delle scadenze fiscali più note e discusse dai contribuenti italiani. Entro il 31 gennaio 2026, infatti, i cittadini che ritengono di non dover pagare il canone televisivo devono attivarsi per comunicarlo ufficialmente all’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, l’addebito avverrà automaticamente nella bolletta dell’energia elettrica, secondo il meccanismo di presunzione introdotto ormai dieci anni fa.
In questi giorni di metà gennaio, l’attenzione si concentra sulle modalità per ottenere l’esonero. Non tutti, infatti, sono tenuti al versamento dell’imposta, che per il 2026 torna a far discutere per il suo importo e le modalità di riscossione. Chi non possiede un televisore o rientra in specifiche categorie anagrafiche e reddituali ha il diritto, e il dovere burocratico, di presentare l’apposita dichiarazione sostitutiva per evitare prelievi non dovuti.
La procedura non è automatica: il silenzio-assenso in questo caso lavora a favore del fisco. Se non si invia il modulo corretto entro i termini previsti, lo Stato presume la detenzione dell’apparecchio e procede all’incasso. Ecco dunque una guida completa e aggiornata per navigare tra moduli, scadenze e requisiti nell’anno in corso.
Chi ha diritto all’esenzione: la presunzione di detenzione
Il principio cardine della normativa attuale è la cosiddetta “presunzione di detenzione”. Dal 2016, la legge stabilisce che chiunque sia intestatario di un’utenza elettrica residenziale si presume possessore di un apparecchio televisivo. Per “apparecchio televisivo”, l’Agenzia delle Entrate intende un dispositivo in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente o tramite decoder.
Di conseguenza, il primo e più diffuso motivo di esonero riguarda i cittadini che non possiedono alcun televisore in nessuna delle abitazioni dove è attiva l’utenza elettrica a loro intestata. È fondamentale notare che il possesso di computer, tablet o smartphone, se privi di sintonizzatore TV, non fa scattare l’obbligo del pagamento. Chi si trova in questa situazione deve compilare il Quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva.
Esenzione per gli over 75: i requisiti reddituali

Una categoria specifica di contribuenti gode di una tutela particolare: gli anziani con basso reddito. Secondo le disposizioni vigenti per il 2026, i cittadini che hanno compiuto 75 anni possono richiedere l’esenzione se il loro reddito annuo, sommato a quello del coniuge, non supera la soglia di 8.000 euro.
Per ottenere questo beneficio, è necessario non convivere con altri soggetti titolari di reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf o badanti). L’agevolazione spetta per l’intero anno se il compimento del 75° anno avviene entro il 31 gennaio 2026. Se il compleanno cade tra il 1° febbraio e il 31 luglio, l’esenzione spetta solo per il secondo semestre.
Il modulo di domanda: come e dove inviarlo

Il cuore della procedura è il modello di dichiarazione sostitutiva, reperibile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Il documento è un’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000, il che significa che dichiarare il falso comporta responsabilità penali. Le modalità di invio sono tre:
- Applicazione Web: È il metodo più rapido e sicuro. Si accede all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS e si compila la procedura online.
- PEC (Posta Elettronica Certificata): Il modulo compilato e firmato digitalmente può essere inviato all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it.
- Raccomandata cartacea: È possibile spedire il modulo cartaceo, insieme a una copia di un documento d’identità valido, tramite raccomandata senza busta (plico raccomandato) all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.
Scadenze fiscali: le date da ricordare
Il fattore tempo è determinante. Per ottenere l’esonero per l’intero anno 2026, la dichiarazione deve essere presentata tassativamente entro il 31 gennaio 2026. Poiché quest’anno il 31 cade di sabato, è possibile che venga tollerato lo slittamento al primo giorno lavorativo successivo (lunedì 2 febbraio), ma gli esperti consigliano di non ridursi all’ultimo minuto per evitare disservizi telematici.
Cosa succede se si salta la scadenza? Se la dichiarazione viene presentata in ritardo, ma entro il 30 giugno 2026, l’esenzione sarà valida solo per il secondo semestre dell’anno (luglio-dicembre). In questo caso, il contribuente sarà tenuto a pagare la quota relativa ai primi sei mesi.
In Breve (TL;DR)
Entro il 31 gennaio 2026 è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate il mancato possesso del televisore per evitare l’addebito automatico in bolletta.
L’agevolazione è riservata esclusivamente a chi non detiene apparecchi TV e agli over 75 con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro.
La dichiarazione sostitutiva va trasmessa telematicamente o via raccomandata, pena il pagamento dell’imposta per l’intero anno o per il primo semestre.
Conclusioni

In sintesi, il Canone RAI rimane un’imposta legata al possesso del televisore e non all’effettiva visione dei canali. Con la scadenza del 31 gennaio ormai alle porte, è essenziale che chi possiede i requisiti per l’esenzione agisca tempestivamente. L’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate rappresenta la via più sicura per ottenere una ricevuta immediata e garantire la correttezza della pratica, evitando così addebiti indesiderati sulla bolletta elettrica nel corso del 2026.
Domande frequenti

L esenzione spetta principalmente a due categorie di contribuenti. La prima include chi non possiede alcun apparecchio televisivo nella propria abitazione, pur essendo intestatario di una utenza elettrica residenziale. La seconda categoria riguarda i cittadini che hanno compiuto 75 anni di età e possiedono un reddito annuo, sommato a quello del coniuge, non superiore a 8000 euro. È importante sottolineare che il possesso di computer, tablet o smartphone privi di sintonizzatore TV non comporta l obbligo di pagamento.
Per ottenere l esonero totale per tutto l anno 2026, la dichiarazione sostitutiva deve essere presentata tassativamente entro il 31 gennaio 2026. Se la domanda viene inviata successivamente, ma entro il 30 giugno 2026, l esenzione sarà valida solamente per il secondo semestre dell anno, ovvero da luglio a dicembre. In questo caso, il contribuente sarà tenuto a versare la quota relativa ai primi sei mesi.
Esistono tre modalità ufficiali per inviare la dichiarazione sostitutiva. La via più rapida è l applicazione web sul sito della Agenzia delle Entrate, accessibile tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile inviare il modulo firmato digitalmente tramite PEC all indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. Infine, si può optare per la raccomandata senza busta, allegando un documento di identità, da spedire all ufficio di Torino della Agenzia delle Entrate.
No, non è necessario pagare l imposta se si possiedono esclusivamente dispositivi come computer, tablet o smartphone, a condizione che questi siano privi di sintonizzatore TV per la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare. La normativa prevede che l obbligo di pagamento scatti solo in presenza di un apparecchio televisivo in grado di ricevere e decodificare il segnale. Pertanto, chi utilizza solo dispositivi per lo streaming via internet può richiedere l esonero compilando il Quadro A del modello.
Se si salta la scadenza del 31 gennaio 2026, l addebito del canone avverrà automaticamente nella bolletta elettrica. Tuttavia, è possibile rimediare parzialmente inviando la dichiarazione entro il 30 giugno 2026. In questo scenario, si otterrà l esenzione solo per il secondo semestre dell anno, mentre la quota relativa al periodo gennaio giugno rimarrà dovuta. La mancata presentazione del modulo fa scattare la presunzione di detenzione dell apparecchio TV da parte dello Stato.
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