In Breve (TL;DR)
Una nuova ricerca svela come il mix genetico brasiliano nasconda varianti rare capaci di estendere la vita oltre il secolo.
Gli scienziati hanno identificato geni ereditati dall’Età Glaciale che offrono una resistenza biologica e immunitaria superiore contro le malattie.
Le scoperte sulla riparazione del DNA attirano l’interesse della NASA per proteggere la salute degli astronauti nelle missioni spaziali.
Il diavolo è nei dettagli. 👇 Continua a leggere per scoprire i passaggi critici e i consigli pratici per non sbagliare.
SAN PAOLO – Dimenticate le “Zone Blu” di Sardegna e Okinawa. Il vero segreto per superare il secolo di vita potrebbe nascondersi nel caos genetico del Brasile. Una nuova ricerca pubblicata questa settimana sulla rivista scientifica Genomic Psychiatry ha acceso i riflettori su una popolazione finora trascurata dagli studi sulla longevità: i super centenari brasiliani. Secondo lo studio, guidato dalla celebre genetista Mayana Zatz dell’Università di San Paolo (USP), il mix unico di DNA indigeno, africano ed europeo presente nella popolazione brasiliana nasconde varianti genetiche rarissime, capaci di conferire una resistenza biologica straordinaria.
La notizia, rimbalzata nelle ultime ore sulle principali testate internazionali e ripresa in Italia dal Corriere della Sera e da Il Messaggero, segna un cambio di paradigma. Fino ad oggi, la scienza ha cercato le chiavi dell’invecchiamento in popolazioni geneticamente omogenee. I ricercatori brasiliani, invece, hanno dimostrato che è proprio la “mescolanza” (admixture) a creare combinazioni vincenti, alcune delle quali sembrano affondare le radici in un passato remotissimo, risalente addirittura all’Età Glaciale.

Il più grande censimento genomico del Sud America
Il team del Centro di Ricerca sul Genoma Umano dell’USP ha analizzato i dati di una coorte longitudinale che comprende oltre 160 centenari e, dato ancora più rilevante, 20 super centenari validati (persone che hanno superato i 110 anni). Tra i profili studiati spiccano figure eccezionali come Suor Inah Canabarro Lucas, deceduta nel 2025 alla veneranda età di 116 anni, e l’attuale uomo più anziano del mondo, un brasiliano di 113 anni.
Secondo quanto riportato nello studio, il sequenziamento del genoma di questi individui ha rivelato l’esistenza di oltre 8 milioni di varianti genetiche precedentemente non descritte nei database globali. Mateus Vidigal de Castro, primo autore della ricerca, ha spiegato che queste varianti erano rimaste invisibili proprio perché gli studi precedenti si erano concentrati quasi esclusivamente su popolazioni di origine caucasica o asiatica, ignorando la complessità del genoma sudamericano.
L’eredità dell’Età Glaciale e gli antichi cacciatori

Uno degli aspetti più affascinanti emersi dalla ricerca, e sottolineato da Il Messaggero, riguarda il legame con l’Età Glaciale. Le analisi suggeriscono che alcune delle varianti protettive identificate nei super centenari brasiliani siano un’eredità diretta delle popolazioni indigene che attraversarono la Beringia migliaia di anni fa.
Questi antichi cacciatori-raccoglitori dovettero adattarsi a condizioni climatiche estreme e a periodi di carestia prolungata. La selezione naturale favorì geni capaci di ottimizzare il metabolismo e la risposta immunitaria, il cosiddetto “genotipo parsimonioso”. Oggi, grazie al mescolamento genetico avvenuto in Brasile negli ultimi secoli, queste antiche varianti di resilienza sono riemerse, conferendo ai portatori una capacità superiore di riparare i danni cellulari e resistere alle malattie degenerative.
Una famiglia da record e il sistema immunitario
Lo studio non si limita alla genetica teorica, ma porta esempi concreti di “resilienza biologica”. I ricercatori hanno documentato il caso di una famiglia straordinaria: una donna di 110 anni con tre nipoti rispettivamente di 100, 104 e 106 anni. La più anziana delle nipoti era ancora attiva in competizioni di nuoto al compimento del secolo di vita.
Un altro dato sorprendente riguarda il sistema immunitario. Molti dei super centenari analizzati hanno superato indenni la pandemia di COVID-19 nel 2020, prima dell’avvento dei vaccini. Le analisi del sangue hanno mostrato che questi individui possiedono linfociti T e meccanismi di autofagia (la pulizia delle cellule) efficienti quanto quelli di persone molto più giovani. Non si tratta solo di vivere a lungo, ma di mantenere una funzionalità biologica intatta, sfidando le leggi del decadimento senile.
Dalla Terra allo Spazio: l’interesse di NASA ed ESA
Le implicazioni di queste scoperte vanno ben oltre la medicina geriatrica terrestre. La capacità di questi super centenari di riparare il DNA e resistere allo stress ossidativo ha attirato l’attenzione del settore aerospaziale. Agenzie come la NASA e l’ESA sono costantemente alla ricerca di soluzioni per proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche e dall’atrofia muscolare durante le missioni di lunga durata nello spazio profondo.
Comprendere come il genoma di questi individui riesca a mantenere l’integrità cellulare per oltre 110 anni potrebbe fornire la chiave per sviluppare terapie geniche o farmaci radioprotettivi per le future missioni su Marte. La scienza della longevità, dunque, potrebbe presto diventare un pilastro fondamentale per l’esplorazione del sistema solare.
Conclusioni

Il Brasile si conferma un laboratorio naturale senza precedenti. La ricerca guidata da Mayana Zatz dimostra che la diversità genetica è una risorsa inestimabile per la medicina del futuro. Mentre il mondo guarda ai centenari per imparare a vivere meglio, la scienza ci insegna che le risposte potrebbero non trovarsi nella purezza di una linea di sangue, ma nella straordinaria forza che nasce dall’incontro di storie, popoli e geni diversi. I super centenari brasiliani non sono solo testimoni del passato, ma pionieri biologici che ci indicano la strada verso una longevità sana e resiliente.
Domande frequenti

Il segreto risiede nella mescolanza genetica unica tra popolazioni indigene, africane ed europee. A differenza delle popolazioni omogenee studiate in precedenza, questo mix ha generato varianti genetiche rare che offrono una resistenza biologica straordinaria, permettendo di superare i 110 anni mantenendo una funzionalità biologica intatta.
Le ricerche indicano che alcune varianti genetiche protettive sono una eredità diretta degli antichi cacciatori che attraversarono la Beringia. Questi geni, selezionati naturalmente per sopravvivere a carestie e climi estremi nel passato remoto, sono riemersi grazie al mescolamento genetico in Brasile, conferendo oggi un metabolismo ottimizzato e una maggiore capacità di riparazione cellulare.
Le agenzie spaziali sono interessate alla capacità di questi individui di riparare i danni al DNA e resistere allo stress ossidativo. Comprendere questi meccanismi biologici potrebbe essere fondamentale per sviluppare terapie che proteggano gli astronauti dalle radiazioni cosmiche e dalla atrofia muscolare durante le lunghe missioni spaziali verso Marte.
Gli studi hanno evidenziato che questi individui possiedono un sistema immunitario sorprendentemente efficiente, con linfociti T e meccanismi di pulizia cellulare paragonabili a quelli di persone molto più giovani. Questa resilienza ha permesso a molti di loro di superare indenni anche minacce gravi come la pandemia virale del 2020 senza vaccinazione preventiva.
Mentre gli studi sulle Zone Blu come Sardegna e Okinawa si concentrano su popolazioni geneticamente omogenee, la ricerca brasiliana ribalta il paradigma puntando sulla diversità. È stato dimostrato che la eterogeneità genetica crea combinazioni vincenti per la longevità che erano rimaste invisibili nei database globali precedenti.
Fonti e Approfondimenti
- Centro di Ricerca sul Genoma Umano e le Cellule Staminali (USP) – Il centro di ricerca autore dello studio
- National Institute on Aging (USA) – Approfondimento istituzionale sulla genetica della longevità
- Wikipedia: Mayana Zatz – Profilo della genetista a capo della ricerca
- Wikipedia: Zone blu – Approfondimento sulle aree demografiche della longevità citate per confronto

Hai trovato utile questo articolo? C'è un altro argomento che vorresti vedermi affrontare?
Scrivilo nei commenti qui sotto! Prendo ispirazione direttamente dai vostri suggerimenti.