Larry Page lascia la California: fuga dalla patrimoniale del 5%

Il cofondatore di Google Larry Page sposta le sue società fuori dalla California per evitare la proposta di tassa patrimoniale del 5% sui miliardari prevista per il 2026.

Pubblicato il 07 Gen 2026
Aggiornato il 07 Gen 2026
di lettura

In Breve (TL;DR)

Il cofondatore di Google Larry Page trasferisce residenza e attività fuori dalla California per sfuggire a una costosa tassa patrimoniale.

La controversa proposta di legge prevede un prelievo retroattivo del 5% sui patrimoni superiori al miliardo di dollari.

Mentre molti fuggono verso lidi fiscalmente clementi, il CEO di Nvidia Jensen Huang sceglie sorprendentemente di non abbandonare lo Stato.

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La Silicon Valley trema, e questa volta non per un terremoto geologico, ma per una scossa fiscale che sta spingendo alcuni dei suoi protagonisti più illustri a fare le valigie. Larry Page, il riservato cofondatore di Google e sesto uomo più ricco del mondo, ha avviato una complessa manovra di “fuga” dalla California. La motivazione, neanche troppo velata, è evitare la scure di una nuova, controversa proposta di legge: una patrimoniale del 5% sui grandi patrimoni che potrebbe costargli miliardi di dollari.

La notizia, emersa con forza in queste prime ore del 7 gennaio 2026, segna un punto di non ritorno nel rapporto tra lo Stato americano simbolo dell’innovazione e i suoi residenti più facoltosi. Mentre la California cerca disperatamente nuove entrate per finanziare sanità e istruzione, i miliardari rispondono con i fatti, spostando residenze e asset in lidi fiscalmente più clementi come la Florida e il Texas. Page non è solo in questa diaspora, ma il suo addio ha un peso specifico enorme, simbolico ed economico.

Tuttavia, non tutti i giganti del tech stanno scappando. In un panorama dominato da strategie di elusione e trasferimenti lampo, emerge la voce fuori dal coro di Jensen Huang, CEO di Nvidia, che ha dichiarato di non temere la nuova imposta. Questo articolo analizza nel dettaglio la fuga di Page, i termini della proposta di legge che sta spaventando i super-ricchi e le reazioni contrastanti che stanno dividendo l’élite tecnologica americana.

Primo piano di Larry Page, cofondatore di Google, al centro della polemica fiscale in California
Larry Page dice addio alla Silicon Valley per evitare la nuova patrimoniale californiana sui grandi patrimoni.

La strategia di Larry Page: via dalla California prima che sia tardi

Secondo quanto riportato da diverse fonti finanziarie e confermato dai registri delle imprese, Larry Page ha completato il trasferimento di diverse sue entità chiave fuori dalla giurisdizione californiana proprio a ridosso della fine del 2025. La mossa è strategica: la proposta di legge, se approvata dagli elettori nel novembre 2026, avrebbe effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2026. Chiunque risultasse residente in California a quella data ricadrebbe nella rete del fisco.

I documenti mostrano che il family office di Page, Koop, ha cambiato la sua registrazione legale dalla California al Delaware, stato noto per la sua flessibilità societaria. Ma non è tutto: anche la Flu Lab LLC, l’organizzazione filantropica di Page dedicata alla ricerca sull’influenza, ha spostato la sua sede principale in Nevada. Altre entità, come la startup di auto volanti One Aero, risultano ora domiciliate in Florida, mentre la Dynatomics LLC ha trovato nuova casa in Texas.

Secondo gli analisti, per un patrimonio stimato in oltre 120 miliardi di dollari come quello di Page, una tassa una tantum del 5% si tradurrebbe in un esborso immediato di circa 6 miliardi di dollari, seguiti da ulteriori prelievi annuali. Una cifra che giustifica, agli occhi dei suoi consulenti fiscali, un trasloco rapido e definitivo.

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La proposta shock: 5% sui patrimoni oltre il miliardo

Larry Page lascia la California: fuga dalla patrimoniale del 5% - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Larry Page lascia la California: fuga dalla patrimoniale del 5%"

Al centro della disputa c’è una proposta di iniziativa popolare (ballot measure) spinta dai sindacati, in particolare dal SEIU-United Healthcare Workers West. L’obiettivo è raccogliere fondi per coprire i buchi di bilancio statali e finanziare programmi sanitari ed educativi. La misura prevede una tassa una tantum del 5% sul patrimonio netto per i residenti che possiedono asset superiori a 1 miliardo di dollari.

La particolarità che ha scatenato il panico è la clausola di retroattività. Sebbene il voto sia previsto per novembre 2026, la legge colpirebbe chi era residente in California all’inizio dell’anno fiscale, ovvero il 1° gennaio 2026. Questo dettaglio tecnico ha trasformato gli ultimi mesi del 2025 in una corsa contro il tempo per molti ultra-ricchi, costretti a dimostrare di aver reciso ogni legame con il “Golden State” prima dello scoccare della mezzanotte di Capodanno.

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L’esodo dei miliardari: non solo Page

Primo piano di Larry Page cofondatore di Google
Il cofondatore di Google Larry Page abbandona la California per sfuggire alla nuova tassa patrimoniale.

Larry Page è in buona compagnia. Anche Peter Thiel, cofondatore di PayPal e figura di spicco del venture capital, ha recentemente trasferito le sue attività e la sua residenza verso la Florida, aprendo nuovi uffici a Miami. Similmente, l’investitore David Sacks ha spostato il baricentro dei suoi affari in Texas, criticando aspramente la gestione fiscale californiana.

Secondo i critici, tra cui molti esponenti del settore tech, questa emorragia di capitali e cervelli rischia di impoverire il tessuto imprenditoriale della California. Il Governatore Gavin Newsom, pur essendo democratico, si è espresso contro questa specifica proposta di tassa sulla ricchezza, temendo esattamente ciò che sta accadendo: una fuga di massa dei contribuenti più facoltosi che, paradossalmente, ridurrebbe le entrate fiscali complessive dello Stato invece di aumentarle.

La voce fuori dal coro: Jensen Huang resta

In questo clima di “si salvi chi può”, spicca la posizione controcorrente di Jensen Huang. Il CEO di Nvidia, attualmente una delle aziende più capitalizzate al mondo grazie al boom dell’intelligenza artificiale, ha dichiarato in una recente intervista di essere “perfettamente a suo agio” con la proposta di tassazione.

Secondo Huang, il successo di Nvidia è indissolubilmente legato all’ecosistema della Silicon Valley e al talento che vi risiede. “Abbiamo scelto di vivere qui, e se ci sono delle tasse da pagare, così sia”, ha affermato il manager, sottolineando come il costo fiscale sia un prezzo accettabile per operare nel miglior hub tecnologico del mondo. Una posizione che lo isola dai suoi colleghi miliardari, ma che ha raccolto il plauso di chi vede nella responsabilità fiscale un dovere civico.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La fuga di Larry Page dalla California rappresenta un segnale d’allarme potente per l’economia dello Stato. Se da un lato la necessità di redistribuire la ricchezza e finanziare i servizi pubblici è pressante, dall’altro il rischio di innescare un esodo irreversibile di capitali è concreto. La data del 7 gennaio 2026 fotografa una California divisa: da una parte legislatori e sindacati che cercano equità sociale attraverso il fisco, dall’altra i creatori della ricchezza digitale che votano con i piedi, spostandosi dove il clima fiscale è più mite. Resta da vedere se l’esempio di “resistenza” di Jensen Huang rimarrà un caso isolato o se la Silicon Valley riuscirà a mantenere il suo primato nonostante la pressione fiscale crescente.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Perché Larry Page ha deciso di lasciare la California?

Il cofondatore di Google ha trasferito la sua residenza e le sue attività principali per evitare una proposta di legge che prevede una tassa patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni superiori al miliardo di dollari. Secondo le stime, questa imposta costerebbe a Page circa 6 miliardi di dollari immediati. Per evitare la tassazione, che avrebbe effetto retroattivo dal primo gennaio 2026, ha spostato i suoi asset in stati con regimi fiscali più favorevoli come Delaware, Nevada e Florida.

Come funziona la nuova tassa patrimoniale proposta in California?

La misura è un iniziativa popolare che mira a tassare i residenti con asset superiori a 1 miliardo di dollari con un prelievo una tantum del 5 per cento. L aspetto più critico della proposta è la sua retroattività: se approvata nel voto di novembre 2026, si applicherebbe a chiunque fosse residente nello Stato all inizio dell anno fiscale, ovvero il primo gennaio 2026. I fondi raccolti servirebbero a coprire i buchi di bilancio e finanziare sanità e istruzione.

Quali altri miliardari stanno lasciando la Silicon Valley?

Oltre a Larry Page, altri esponenti di spicco del settore tecnologico hanno scelto di abbandonare la California. Tra questi figurano Peter Thiel, cofondatore di PayPal, che si è trasferito in Florida, e l investitore David Sacks, che ha spostato i suoi affari in Texas. Questo esodo è motivato dalla ricerca di condizioni fiscali più vantaggiose e da una critica aperta verso la gestione economica dello Stato californiano.

Perché Jensen Huang di Nvidia ha scelto di restare in California?

In controtendenza rispetto ad altri miliardari, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha dichiarato di non voler lasciare lo Stato, affermando di essere a suo agio con la proposta fiscale. Huang ritiene che il successo della sua azienda dipenda indissolubilmente dall ecosistema di talenti della Silicon Valley e considera il pagamento delle tasse un prezzo accettabile per operare nel principale hub tecnologico mondiale, vedendolo anche come una forma di responsabilità civica.

Quali sono le conseguenze economiche della fuga dei capitali dalla California?

L addio di figure come Larry Page e altri investitori rischia di ridurre significativamente le entrate fiscali complessive dello Stato, ottenendo l effetto opposto a quello desiderato dalla nuova tassa. Anche il Governatore Gavin Newsom ha espresso preoccupazione, temendo che l emorragia di capitali e cervelli verso stati come Texas e Florida possa impoverire il tessuto imprenditoriale locale e compromettere il primato economico della California nel lungo periodo.

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