Postepay: doppio addebito? Guida completa per il rimborso

Hai ricevuto un doppio addebito su POS con la tua Postepay? Scopri la procedura completa e i moduli necessari per contestare la transazione e ottenere il rimborso.

Pubblicato il 30 Set 2025
Aggiornato il 03 Gen 2026
di lettura

In Breve (TL;DR)

Se hai subito un doppio addebito sulla tua carta Postepay dopo un pagamento su POS, in questo articolo trovi la procedura completa per contestare l’operazione e ottenere il rimborso.

Ecco la procedura dettagliata per contestare la transazione non dovuta e richiedere il riaccredito a Poste Italiane.

Vediamo insieme quali sono i passaggi da seguire per avviare la contestazione e ottenere il rimborso.

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Nell’era dei pagamenti digitali, la comodità e la velocità sono all’ordine del giorno. Tuttavia, può capitare di imbattersi in un imprevisto fastidioso: il doppio addebito su una transazione POS con la propria Postepay. Che sia per un caffè al bar, per la spesa settimanale o per il pieno di benzina, vedere lo stesso importo scalato due volte dal saldo può generare preoccupazione. Fortunatamente, non si tratta di una perdita definitiva. Esistono procedure chiare e tutele per il consumatore che garantiscono il recupero della somma erroneamente addebitata. Questa guida completa illustra passo dopo passo come affrontare la situazione, riconoscere le cause del problema e attivare le corrette procedure di rimborso con Poste Italiane.

Capire l’origine di un doppio addebito è il primo passo per risolverlo. Spesso, la causa è un semplice errore tecnico del terminale POS, magari dovuto a problemi di connessione che portano l’esercente a ripetere l’operazione. Altre volte, può trattarsi di un bug del sistema bancario o di una doppia autorizzazione non finalizzata. In questi scenari, l’errore è involontario e solitamente di facile risoluzione. È importante distinguere questi casi da transazioni non autorizzate o fraudolente, che richiedono un’azione immediata come il blocco della carta. Conoscere la natura del problema aiuta a interagire in modo più efficace sia con il negoziante sia con l’istituto emittente della carta, accelerando il processo per riavere indietro i propri soldi.

Persona che controlla con preoccupazione uno scontrino del pos tenendo in mano una carta postepay dopo un pagamento.
Un errore di doppio addebito con la tua Postepay può capitare. Non preoccuparti, segui la nostra guida per capire come agire subito e richiedere il rimborso completo della somma non dovuta.

Doppio addebito Postepay: le cause più comuni

Un doppio addebito su POS può derivare da diverse situazioni, quasi sempre di natura tecnica o umana e raramente malintenzionata. Una delle cause più frequenti è un errore del terminale POS. Ad esempio, se la connessione di rete è instabile, il dispositivo potrebbe non comunicare correttamente l’esito della prima transazione, spingendo l’esercente a ripeterla. Questo può accadere anche con i pagamenti contactless, dove un secondo avvicinamento involontario della carta potrebbe generare un nuovo pagamento. Un’altra possibile causa sono le transazioni duplicate a causa di problemi di rete o del sistema bancario, che elabora erroneamente due volte la stessa richiesta. Infine, non è da escludere l’errore umano del commerciante, che digita e conferma l’operazione due volte per distrazione. In alcuni casi, come per i distributori di carburante o le prenotazioni alberghiere, potrebbe non trattarsi di un vero doppio addebito ma di una pre-autorizzazione, un importo temporaneamente “congelato” per verificare la disponibilità di fondi, che viene poi rilasciato automaticamente.

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Cosa fare subito: i primi passi dopo l’errore

Postepay: doppio addebito? Guida completa per il rimborso - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Postepay: doppio addebito? Guida completa per il rimborso"
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Appena ti accorgi di un doppio addebito, la prima cosa da fare è agire con calma e metodo. Il primo interlocutore è l’esercente presso cui è avvenuto il pagamento. Spesso, il negoziante è in grado di verificare immediatamente l’errore e può procedere subito allo storno della transazione duplicata. Conserva sempre entrambi gli scontrini, se disponibili, come prova. Se il dialogo con l’esercente non porta a una soluzione immediata o se ti accorgi dell’errore solo in un secondo momento controllando la lista movimenti, il passo successivo è contattare la tua banca, in questo caso Poste Italiane. Controlla lo stato delle transazioni tramite l’app Postepay o il sito web: a volte una delle due operazioni risulta “in sospeso” e potrebbe essere annullata automaticamente entro pochi giorni. Se entrambe le transazioni risultano “contabilizzate”, significa che il denaro è stato effettivamente prelevato e dovrai avviare una procedura di contestazione formale.

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La procedura di contestazione con Poste Italiane

Utente verifica transazioni errate su app Postepay con smartphone
Il consumatore recupera le somme scalate per errore dal saldo della carta Postepay.
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Se non è stato possibile risolvere il problema direttamente con l’esercente, è necessario avviare una procedura formale di contestazione con Poste Italiane per richiedere il rimborso. Questo processo, noto anche come chargeback, è un diritto del consumatore tutelato da normative specifiche. Per avviare la richiesta, devi compilare il “Modulo di Contestazione Addebito per i Servizi Postepay”, disponibile online sul sito di Poste Italiane o presso gli uffici postali. Nel modulo dovrai indicare i tuoi dati anagrafici, i dettagli della carta e specificare la natura della contestazione, selezionando la voce relativa ad addebiti doppi o multipli (tipicamente la sezione C4 del modulo). È fondamentale compilare il modulo in ogni sua parte con precisione per evitare ritardi nella gestione della pratica.

Documenti necessari e modalità di invio

Perché la tua richiesta di rimborso vada a buon fine, è cruciale allegare tutta la documentazione necessaria. Insieme al modulo di contestazione compilato e firmato, dovrai fornire una copia di un tuo documento di identità valido e del codice fiscale. È inoltre indispensabile allegare la prova del doppio addebito, come l’estratto conto della carta dove compaiono entrambe le transazioni e, se li possiedi, gli scontrini del POS. Qualsiasi altra prova utile, come una dichiarazione scritta dell’esercente che riconosce l’errore, può rafforzare la tua richiesta. Una volta preparato tutto, puoi inviare la documentazione a Poste Italiane tramite diversi canali: online, attraverso la tua area personale sul sito; via PEC all’indirizzo reclami.postepay@pec.posteitaliane.it; tramite fax; oppure consegnando tutto a mano in un ufficio postale.

Tempi e gestione del rimborso

Una volta inviata la richiesta di contestazione, Poste Italiane avvia un’istruttoria per verificare la fondatezza del reclamo. I tempi di risposta possono variare. In genere, la banca deve fornire un riscontro entro 15 giorni lavorativi. Se la contestazione viene accolta, l’importo erroneamente addebitato viene riaccreditato direttamente sulla tua Postepay o sul rapporto ad essa collegato. In alcuni casi, specialmente se l’errore è evidente, lo storno può avvenire in tempi più brevi, anche in pochi giorni lavorativi. Tuttavia, per procedure di chargeback più complesse, che coinvolgono i circuiti di pagamento internazionali, i tempi potrebbero allungarsi fino a 30-120 giorni. È consigliabile monitorare periodicamente lo stato della pratica e conservare la ricevuta di invio del reclamo.

Se la richiesta di rimborso viene negata

Nella maggior parte dei casi di doppio addebito evidente, la contestazione viene accolta senza problemi. Tuttavia, può accadere che Poste Italiane respinga la richiesta. Se ritieni che il rifiuto sia ingiustificato, non tutto è perduto. La normativa a tutela dei consumatori, come la direttiva europea PSD2, offre ulteriori strumenti. Il primo passo è chiedere alla banca le motivazioni scritte del diniego. Se le spiegazioni non sono convincenti, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Si tratta di un organismo indipendente e imparziale che aiuta a risolvere le controversie tra clienti e intermediari finanziari in modo più rapido ed economico rispetto a un tribunale. Per presentare ricorso all’ABF è necessario aver già tentato di risolvere il problema con la banca e conservare la prova del reclamo inviato. L’ABF prenderà una decisione sulla base della documentazione fornita da entrambe le parti.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

Subire un doppio addebito su POS con la propria Postepay è un inconveniente che può capitare, ma è importante ricordare che esistono soluzioni efficaci per recuperare il proprio denaro. La chiave è agire con prontezza e in modo informato. Il primo passo è sempre il dialogo con l’esercente, che spesso può risolvere l’errore sul nascere. Qualora non fosse possibile, la procedura di contestazione formale presso Poste Italiane, supportata dalla corretta documentazione, rappresenta la via maestra per ottenere il rimborso. Le normative europee e nazionali, come la direttiva PSD2 e il Codice del Consumo, offrono una solida rete di protezione per i consumatori nei pagamenti elettronici. Ricorda di conservare sempre le ricevute e di monitorare la lista movimenti della tua carta per individuare tempestivamente qualsiasi anomalia. In questo modo, potrai continuare a beneficiare della comodità dei pagamenti digitali con maggiore serenità e consapevolezza dei tuoi diritti.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Come richiedere il rimborso per un doppio addebito su Postepay?

Il primo passo consiste nel chiedere al negoziante lo storno immediato della transazione errata. Se questo non avviene, bisogna inviare a Poste Italiane il modulo di contestazione compilato, allegando i propri documenti e la prova del pagamento duplicato tramite PEC, area riservata online o fax.

Perché vedo due addebiti uguali sulla mia lista movimenti?

Le cause più frequenti sono errori di connessione del POS che generano una ripetizione del pagamento o un doppio contatto involontario della carta. Talvolta, specialmente per rifornimenti o hotel, non è un vero addebito ma una pre-autorizzazione temporanea che verrà rilasciata automaticamente dal sistema bancario.

Quali sono i tempi previsti per ottenere il riaccredito dei soldi?

Poste Italiane solitamente risponde all istruttoria entro 15 giorni lavorativi. Mentre per errori evidenti il rimborso può essere veloce, le procedure di chargeback più complesse sui circuiti internazionali potrebbero richiedere un attesa variabile tra i 30 e i 120 giorni.

Quali documenti servono per la contestazione a Poste Italiane?

Per avviare la pratica è necessario il Modulo di Contestazione Addebito firmato, indicando la tipologia di errore. È obbligatorio allegare copia del documento di identità, codice fiscale e l estratto conto o la lista movimenti dove appaiono entrambe le transazioni contestate.

Cosa fare se la banca rifiuta la richiesta di rimborso?

In caso di esito negativo del reclamo, il consumatore può richiedere le motivazioni scritte del rifiuto. Se queste non risultano fondate, è possibile fare ricorso all Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo che gestisce le controversie in modo rapido ed economico senza ricorrere al tribunale.

Fonti e Approfondimenti

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  1. Disconoscimento Addebito
Francesco Zinghinì

Ingegnere Elettronico esperto in sistemi Fintech. Ha fondato MutuiperlaCasa.com e sviluppato sistemi CRM per la gestione del credito. Su TuttoSemplice applica la sua esperienza tecnica per analizzare mercati finanziari, mutui e assicurazioni, aiutando gli utenti a trovare le soluzioni più vantaggiose con trasparenza matematica.

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