Tensione Venezuela: proteste a Roma e Firenze dopo l’arresto di Maduro

Sit-in davanti all'Ambasciata USA a Roma e al Consolato di Firenze. L'allerta sicurezza americana e la rabbia dei manifestanti per l'operazione 'Absolute Resolve'.

Pubblicato il 05 Gen 2026
Aggiornato il 05 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

L’arresto di Maduro da parte delle forze speciali USA scatena accese manifestazioni di dissenso a Roma e Firenze.

Collettivi e associazioni presidiano le sedi diplomatiche americane definendo l’operazione militare un atto di imperialismo contro il diritto internazionale.

L’Ambasciata statunitense ha emesso un’allerta di sicurezza immediata invitando i connazionali a evitare le zone calde delle proteste.

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ROMA – L’onda d’urto geopolitica scatenata dall’operazione militare statunitense in Venezuela ha raggiunto con forza le piazze italiane. Nella giornata di oggi, lunedì 5 gennaio 2026, Roma e Firenze sono teatro di accese manifestazioni di dissenso contro quella che i collettivi e le associazioni organizzatrici definiscono un’aggressione imperialista senza precedenti. L’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia ha diramato nelle scorse ore un’allerta di sicurezza di livello elevato, avvertendo i cittadini americani residenti o in viaggio nella Penisola di evitare le zone calde delle proteste.

Il clima è teso. A soli due giorni dal blitz delle forze speciali USA a Caracas, che ha portato alla cattura e all’estradizione immediata del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, la reazione della piazza italiana non si è fatta attendere. Mentre a New York si preparano le prime udienze federali per i capi d’accusa di narcoterrorismo, in Italia la diplomazia della strada sfida quella dei palazzi, con slogan che riecheggiano il classico «Yankee go home» e bandiere tricolori venezuelane che sventolano sotto la pioggia battente di questo inizio gennaio.

Manifestanti con bandiere del Venezuela protestano vicino all'Ambasciata USA a Roma
Sit-in di protesta a Roma e Firenze contro gli USA dopo l’arresto di Maduro: tensione in piazza.

L’allerta dell’Ambasciata USA e la mobilitazione a Roma

L’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma ha emesso un Demonstration Alert ufficiale, valido per le giornate del 4 e 5 gennaio, segnalando possibili assembramenti nelle vicinanze delle sedi diplomatiche. Secondo quanto riportato dalla nota consolare, «anche le manifestazioni intese come pacifiche possono trasformarsi in scontri», invitando il personale e i cittadini statunitensi a mantenere un basso profilo.

A Roma, il cuore della protesta pulsa in Via Veneto e nella vicina Via Bissolati, a pochi passi dalla sede dell’Ambasciata USA. Dalle ore 17:00, un presidio organizzato da una rete eterogenea che comprende Potere al Popolo, Cambiare Rotta, USB e la Rete dei Comunisti ha bloccato parzialmente il traffico. Secondo le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa a protezione del perimetro diplomatico, sono presenti circa cinquecento manifestanti.

«Siamo qui perché quello che è successo a Caracas è un atto di terrorismo internazionale», ha dichiarato al megafono uno dei portavoce di Cambiare Rotta. «Il rapimento di un capo di stato sovrano, indipendentemente dal giudizio politico sul suo operato, segna la fine del diritto internazionale e il ritorno alla legge della giungla». Gli striscioni esposti recitano slogan inequivocabili: «Giù le mani dal Venezuela», «Maduro Libero» e «Contro l’imperialismo USA, sovranità per i popoli».

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Firenze: il presidio sul Lungarno

Tensione Venezuela: proteste a Roma e Firenze dopo l'arresto di Maduro - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo “Tensione Venezuela: proteste a Roma e Firenze dopo l’arresto di Maduro”

Parallelamente alla Capitale, anche Firenze ha risposto all’appello. Dalle ore 17:30, un sit-in si è radunato in Piazza Ognissanti, a breve distanza dal Consolato Generale degli Stati Uniti sul Lungarno Vespucci. La manifestazione, promossa dalle comunità latinoamericane di Perù, Bolivia, Cile e Colombia residenti in Toscana, ha visto l’adesione di centri sociali locali e gruppi studenteschi, inclusi i Giovani Palestinesi, in una convergenza di lotte che unisce il fronte sudamericano a quello mediorientale.

Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il clima è vibrante ma finora pacifico. Le note degli Intillimani hanno accompagnato gli interventi che denunciavano l’operazione Absolute Resolve come un «colpo di stato neocoloniale». «Non è solo una questione venezuelana», spiega Maria, una studentessa italo-venezuelana presente al presidio. «Se accettiamo che Washington possa decidere chi governa a Caracas inviando i Delta Force, nessun paese è più al sicuro».

Il contesto: l’operazione “Absolute Resolve” e lo scenario globale

Manifestanti con bandiere venezuelane protestano vicino all'Ambasciata USA a Roma
Le piazze italiane contestano l’arresto di Maduro e l’intervento militare degli Stati Uniti.

Le proteste odierne sono la diretta conseguenza degli eventi drammatici delle ultime 48 ore. Secondo le ricostruzioni fornite dai media internazionali e confermate dal Pentagono, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, le forze speciali statunitensi hanno condotto un raid aereo e terrestre su Caracas. L’operazione, denominata “Absolute Resolve”, ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, prelevato dal palazzo presidenziale di Miraflores e trasferito prima sulla nave d’assalto anfibio USS Iwo Jima e successivamente al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, New York.

Il Dipartimento di Giustizia USA, attraverso il Procuratore del Distretto Meridionale di New York, ha desecretato un atto d’accusa che imputa a Maduro reati di narcoterrorismo e traffico di armi, accuse che l’amministrazione americana brandisce come giustificazione legale per l’intervento extraterritoriale. Il Presidente Donald Trump, insediatosi per il suo secondo mandato, ha dichiarato che gli Stati Uniti «gestiranno la transizione fino al ripristino della democrazia», una frase che ha infiammato ulteriormente gli animi dei manifestanti in Europa e America Latina.

Mentre a Caracas la vice-presidente Delcy Rodríguez ha assunto la guida del paese su mandato della Corte Suprema, denunciando il «sequestro» del presidente, la comunità internazionale appare spaccata. Se il Segretario Generale dell’ONU António Guterres si è detto «profondamente allarmato» per il precedente creato, il governo italiano, per voce della Premier Giorgia Meloni, ha mantenuto una linea di cautela, definendo l’azione USA una «risposta difensiva a minacce ibride», pur invitando alla moderazione. Una posizione che ha però scatenato l’ira delle opposizioni di sinistra e dei movimenti di piazza che oggi riempiono le strade.

Prospettive future: tra diplomazia e tribunali

La giornata di oggi segna solo l’inizio di una settimana che si preannuncia incandescente. Mentre i cortei a Roma e Firenze si avviano alla conclusione, l’attenzione si sposta Oltreoceano. Per domani è prevista la prima comparizione di Maduro davanti alla corte federale di Manhattan, un evento che potrebbe innescare nuove ondate di mobilitazione globale.

Secondo gli analisti di geopolitica, il rischio maggiore ora è la destabilizzazione interna del Venezuela, con possibili scontri tra le fazioni lealiste dell’esercito e i sostenitori dell’opposizione, galvanizzati dall’intervento americano. Per l’Italia, partner storico del Venezuela e casa di una vasta comunità italo-venezuelana, la crisi apre delicati scenari diplomatici ed economici, soprattutto per quanto riguarda gli interessi energetici.

Le piazze di oggi lanciano un segnale chiaro: l’intervento militare come strumento di risoluzione delle crisi politiche non è accettato passivamente da una parte significativa dell’opinione pubblica. Resta da vedere se questa pressione dal basso riuscirà a influenzare le cancellerie europee o se la realpolitik dell’alleanza atlantica prevarrà ancora una volta.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Perché ci sono proteste a Roma e Firenze riguardanti il Venezuela?

Le manifestazioni sono scoppiate in risposta alla cattura del presidente venezuelano Maduro da parte delle forze speciali USA. I manifestanti denunciano quella che considerano una violazione della sovranità nazionale e un atto di imperialismo, chiedendo il rispetto del diritto internazionale.

Cosa è successo a Nicolás Maduro secondo le ultime notizie?

Maduro è stato arrestato a Caracas durante la missione militare denominata Absolute Resolve e successivamente trasferito a New York. Le autorità statunitensi lo accusano di narcoterrorismo e traffico di armi, giustificando così l intervento extraterritoriale compiuto dai Delta Force.

Qual è la posizione del governo italiano sull arresto di Maduro?

Il governo italiano ha espresso cautela, descrivendo l azione USA come una misura difensiva necessaria contro minacce ibride. Questa posizione ufficiale si contrappone nettamente alle proteste di piazza e alle critiche delle opposizioni di sinistra che condannano l accaduto.

Cosa indica l allerta di sicurezza dell Ambasciata USA in Italia?

La sede diplomatica ha emesso un avviso urgente per i cittadini americani, suggerendo di evitare le aree delle manifestazioni a Roma e Firenze. Il comunicato evidenzia il rischio concreto che i raduni, seppur nati come pacifici, possano trasformarsi in scontri violenti.

Chi ha organizzato le manifestazioni contro gli Stati Uniti?

I cortei sono stati promossi da una rete che include Potere al Popolo, Cambiare Rotta, USB e le comunità latinoamericane residenti in Italia. A Firenze si sono uniti anche centri sociali e gruppi studenteschi in solidarietà con il Venezuela.

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