Bollo Contratti Pubblici: Esteso il Regime Forfettario 2026

Pubblicato il 17 Gen 2026
Aggiornato il 17 Gen 2026
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Firma su contratto appalto pubblico con calcolatrice e documenti fiscaliImmagine generata con IA

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ROMA – Una svolta definitiva per la fiscalità degli appalti pubblici. Con la pubblicazione della Risposta all’interpello n. 1/2026, diffusa nelle prime ore di oggi, l’Agenzia delle Entrate ha chiuso il cerchio sulla disciplina dell’imposta di bollo, estendendo ufficialmente il regime forfettario a tutti i contratti pubblici, compresi quelli relativi ai servizi in affidamento esclusivo. Una decisione attesa da professionisti e stazioni appaltanti, che elimina le ultime zone d’ombra rimaste dopo l’entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Il chiarimento giunge in un momento cruciale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Fino a ieri, infatti, permanevano dubbi interpretativi su alcune tipologie specifiche di affidamento – in particolare quelle in regime di esclusiva o monopolio – per le quali si temeva ancora l’applicazione del vecchio metodo di calcolo basato sulla dimensione del documento (il cosiddetto “bollo a foglio”). L’Amministrazione finanziaria ha invece ribadito la prevalenza della ratio semplificatrice del nuovo Codice: un’unica imposta, calcolata sul valore del contratto, da versare una tantum.

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Il chiarimento dell’Agenzia: addio al bollo ordinario

Il cuore della notizia risiede nell’interpretazione estensiva dell’Allegato I.4 del Codice dei Contratti Pubblici. Secondo l’Agenzia delle Entrate, la natura della procedura di affidamento – sia essa aperta, negoziata o, appunto, in affidamento esclusivo – non influisce sulla modalità di tassazione. Ciò che conta è che il contratto sia stipulato nell’ambito dell’applicazione del Codice.

Nella Risposta n. 1/2026, il Fisco precisa che anche i contratti per servizi che non prevedono una competizione di mercato (perché affidati a un unico operatore economico per ragioni tecniche o di privativa) rientrano nel perimetro della Tabella A. Questo significa l’abbandono definitivo delle marche da bollo da 16 euro ogni 4 facciate per questa categoria di atti, sostituite da un versamento unico proporzionale al valore economico dell’appalto.

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Le nuove soglie e gli importi da versare

Bollo Contratti Pubblici: Esteso il Regime Forfettario 2026 - Infografica riassuntivaImmagine generata con IA
Infografica riassuntiva dell’articolo “Bollo Contratti Pubblici: Esteso il Regime Forfettario 2026”

Per gli operatori del settore e i funzionari della Pubblica Amministrazione, è fondamentale avere ben chiari gli scaglioni di valore confermati per il 2026. Il sistema forfettario si basa sul valore massimo previsto del contratto (inclusi eventuali rinnovi o opzioni). Ecco lo schema riepilogativo degli importi dovuti:

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  • Esente: per contratti di importo inferiore a 40.000 euro;
  • 40 euro: per contratti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro;
  • 120 euro: per contratti di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro;
  • 250 euro: per contratti di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e inferiore a 5.000.000 di euro;
  • 500 euro: per contratti di importo pari o superiore a 5.000.000 di euro e inferiore a 25.000.000 di euro;
  • 1.000 euro: per contratti di importo pari o superiore a 25.000.000 di euro.

È importante sottolineare, come ribadito dal MEF, che l’esenzione per gli importi sotto i 40.000 euro rappresenta una misura di favore per i micro-affidamenti, riducendo drasticamente gli oneri amministrativi per le piccole forniture e i servizi professionali minori.

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Modalità di versamento e adempimenti

Firma digitale su contratto pubblico con documenti fiscali e calcolatrice su scrivaniaImmagine generata con IA
L’Agenzia delle Entrate estende il bollo forfettario a tutti i contratti pubblici.

L’Agenzia delle Entrate ha colto l’occasione per ricordare le modalità tecniche di assolvimento dell’imposta, che deve avvenire al momento della stipula del contratto. Il versamento non può essere effettuato con le tradizionali marche da bollo fisiche, ma deve avvenire telematicamente tramite il modello F24 ELIDE (Elementi identificativi).

I codici tributo da utilizzare, istituiti con le risoluzioni precedenti e confermati per il 2026, includono il codice 1573. Il pagamento è generalmente a carico dell’appaltatore (l’operatore economico aggiudicatario), ma vige il principio di solidarietà passiva: in caso di mancato versamento, l’Agenzia può rivalersi anche sulla Stazione Appaltante. Tuttavia, la norma specifica che l’imposta è assolta dall’appaltatore “una tantum”, coprendo tutti gli atti della procedura, dalla selezione alla stipula, escluse solo le fatture che seguono il regime ordinario.

Impatto su professionisti e imprese

L’estensione del regime forfettario ai servizi in affidamento esclusivo ha un impatto diretto sulla gestione amministrativa delle imprese e dei professionisti che operano in settori di nicchia o in regime di monopolio tecnico. Fino a ieri, il calcolo del bollo per questi contratti poteva generare incertezze, con il rischio di sanzioni per omesso o insufficiente versamento in caso di applicazione errata della tariffa ordinaria.

Con la nuova interpretazione, la certezza del costo diventa assoluta. Un’azienda che ottiene un affidamento esclusivo per un servizio del valore di 200.000 euro sa oggi, con certezza, di dover versare 120 euro complessivi, indipendentemente dal numero di pagine del contratto o degli allegati tecnici. Questo si traduce in una semplificazione delle dichiarazioni e della contabilità di commessa.

In Breve (TL;DR)

L’Agenzia delle Entrate estende ufficialmente il bollo forfettario a tutti i contratti pubblici, compresi quelli relativi ai servizi in affidamento esclusivo.

L’imposta prevede un versamento unico calcolato sul valore dell’appalto, superando definitivamente il vecchio sistema basato sulla dimensione del documento cartaceo.

Il pagamento dell’onere avviene telematicamente tramite modello F24 ELIDE, garantendo procedure più snelle e costi certi per operatori e stazioni appaltanti.

Conclusioni

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La Risposta all’interpello n. 1/2026 segna un passo avanti decisivo verso la completa attuazione della riforma fiscale negli appalti pubblici. Eliminando le residue distinzioni basate sulla tipologia di affidamento, l’Agenzia delle Entrate allinea definitivamente la prassi amministrativa agli obiettivi di semplificazione del Codice del 2023. Per stazioni appaltanti e operatori economici, il messaggio è chiaro: il bollo forfettario è ora la regola universale per i contratti pubblici, senza più eccezioni legate alla natura esclusiva del servizio.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Cosa cambia nel 2026 per l’imposta di bollo sui contratti pubblici in affidamento esclusivo?

Con la Risposta all’interpello n. 1/2026, l’Agenzia delle Entrate ha esteso ufficialmente il regime forfettario anche ai contratti in affidamento esclusivo. Questo elimina il vecchio calcolo basato sul numero di pagine, sostituendolo con un versamento unico proporzionale al valore del contratto, garantendo certezza dei costi e semplificazione amministrativa.

Come si calcola il valore dell’imposta di bollo secondo il nuovo regime forfettario?

L’imposta è determinata in base al valore massimo previsto del contratto, incluse eventuali opzioni o rinnovi. Il sistema prevede scaglioni fissi: si parte da 40 euro per importi tra 40.000 e 150.000 euro, salendo progressivamente fino a un massimo di 1.000 euro per i contratti superiori a 25 milioni di euro.

Quali sono le modalità di versamento del bollo per gli appalti pubblici?

Il pagamento non può avvenire tramite marche da bollo fisiche ma deve essere effettuato telematicamente usando il modello F24 ELIDE. Il codice tributo da utilizzare è il 1573 e il versamento deve essere eseguito al momento della stipula del contratto, coprendo l’intera procedura in un’unica soluzione.

Quando è prevista l’esenzione totale dal pagamento dell’imposta di bollo?

L’esenzione completa è prevista per i contratti di importo inferiore a 40.000 euro. Questa soglia è stata confermata per agevolare i micro-affidamenti, riducendo gli oneri burocratici ed economici per le piccole forniture e i servizi professionali di importo contenuto.

Chi è il soggetto tenuto al pagamento dell’imposta di bollo nel contratto pubblico?

Il pagamento spetta all’appaltatore, ovvero l’operatore economico che si è aggiudicato il contratto. Tuttavia, esiste un principio di solidarietà passiva: in caso di mancato versamento da parte dell’aggiudicatario, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento anche alla Stazione Appaltante.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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Domande e risposte generate con IA

Le domande e i commenti qui sotto sono generati da un sistema di intelligenza artificiale e le risposte sono di Simply, l’assistente virtuale di TuttoSemplice.com. Non provengono da utenti reali.

Domanda generata con IA

Finalmente si chiude la questione dei servizi in esclusiva! Lavorando con i gestori delle reti era un incubo calcolare le marche da bollo a pagina ogni volta. Una curiosità tecnica: questo vale anche per le scritture private non autenticate registrate solo in caso d’uso o si applica a prescindere dalla forma della stipula?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, condivido il sollievo! Sì, il principio cardine del nuovo Codice è che la modalità di calcolo forfettaria (Tabella A, Allegato I.4) sostituisce le modalità ordinarie (DPR 642/72) per *tutti* i contratti stipulati in applicazione del Codice, indipendentemente dalla forma (atto pubblico, scrittura privata, scambio lettere commerciali) o dalla procedura (inclusi affidamenti diretti ed esclusivi).

Domanda generata con IA

Articolo molto chiaro, grazie! Ho però un dubbio sulla soglia di esenzione: quando si parla di importo inferiore a 40.000 euro, si intende al netto dell’IVA o lordo? Spesso con i micro-affidamenti siamo proprio al limite e non vorrei sbagliare.

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, ottima domanda perché è un punto che genera spesso confusione. Il valore del contratto a cui fare riferimento per l’imposta di bollo è quello al netto dell’IVA. Quindi se il tuo affidamento è di 39.000 euro + IVA, rientri ancora nella fascia di esenzione totale. Un saluto!

Domanda generata con IA

Buongiorno, stavo provando a compilare l’F24 ELIDE per un contratto da 200k (quindi fascia 120 euro) ma la banca mi da errore sul codice tributo. È sicuro che il 1573 sia ancora valido anche per il 2026 o è cambiato qualcosa con questa nuova risposta dell’Agenzia?

Simply · Assistente virtuale IA

Gentile, le confermiamo che il codice tributo 1573 è corretto e tuttora in vigore per l’imposta di bollo sui contratti pubblici. Spesso l’errore bancario dipende dall’inserimento errato dell’anno di riferimento (deve inserire l’anno di stipula del contratto, es. 2026) o dagli ‘elementi identificativi’ (il CIG, se richiesto dal sistema specifico, o gli estremi dell’atto). Riprovi controllando questi campi.

Domanda generata con IA

Scusate ma se il contratto prevede un rinnovo opzionale che farebbe scattare lo scaglione successivo, devo pagare subito l’importo più alto? Esempio: contratto base 140.000 (pagherei 40€) ma con opzione rinnovo arriviamo a 280.000 (fascia 120€). Cosa verso oggi?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, devi considerare il valore massimo stimato dell’appalto al momento dell’avvio della procedura, incluse tutte le opzioni e i rinnovi previsti. Nel tuo esempio, poiché il valore potenziale complessivo è 280.000 euro, devi versare subito l’importo dello scaglione corrispondente, ovvero 120 euro. Il pagamento è ‘una tantum’ e copre tutto.

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