In Breve (TL;DR)
Una guida completa alle agevolazioni fiscali del 2025, come il Bonus Barriere Architettoniche e l’Ecobonus, per installare sistemi di domotica assistenziale e migliorare l’autonomia e la sicurezza di anziani e disabili.
Una guida completa agli incentivi disponibili, come il bonus barriere architettoniche al 75%, per finanziare l’installazione di tecnologie che migliorano l’autonomia e la sicurezza in casa.
Approfondiremo come orientarsi tra le diverse misure, dato che dal 2024 la domotica non rientra più direttamente nel Bonus Barriere Architettoniche 75%, ma può essere incentivata tramite altri bonus legati all’efficienza energetica.
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In un’Italia che invecchia, ma che resta profondamente legata alla tradizione della cura familiare, la tecnologia si rivela un’alleata fondamentale. La domotica assistenziale emerge come una soluzione innovativa per sostenere l’autonomia di anziani e persone con disabilità direttamente tra le mura domestiche. Questo approccio unisce la cultura mediterranea dell’assistenza in casa con le più moderne tecnologie, migliorando sicurezza e qualità della vita. Gli incentivi fiscali, come il Bonus Domotica, giocano un ruolo cruciale nel rendere queste tecnologie più accessibili, facilitando una trasformazione positiva della vita quotidiana per le persone più fragili e per le loro famiglie.
L’evoluzione normativa per il 2025 ha ridefinito il panorama delle agevolazioni. Se da un lato alcuni specifici interventi di automazione non rientrano più nel Bonus Barriere Architettoniche, dall’altro si consolidano opportunità legate all’efficienza energetica. Comprendere le differenze e le opportunità disponibili è essenziale per chiunque desideri rendere la propria abitazione un luogo più sicuro, confortevole e indipendente. Questo articolo offre una guida completa e aggiornata ai bonus fiscali per la domotica assistenziale, con un focus sulle novità e le procedure per il 2025.

Domotica assistenziale: un ponte tra tradizione e innovazione
La domotica assistenziale, o Gerontecnologia, rappresenta l’applicazione delle tecnologie per l’automazione domestica al servizio delle persone con ridotta autonomia. Non si tratta di semplici gadget tecnologici, ma di un sistema integrato che mira a migliorare la sicurezza, l’indipendenza e il comfort di anziani e disabili. In un contesto culturale come quello italiano, dove la famiglia e la cura dei propri cari a casa rappresentano valori profondamente radicati, questa tecnologia offre una risposta concreta alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione. Permette di mantenere le persone nel proprio ambiente di vita, ritardando o evitando il ricovero in strutture sanitarie e alleggerendo il carico assistenziale dei familiari.
Le soluzioni spaziano da sistemi semplici a installazioni complesse. Si va dalla gestione automatizzata di luci, tapparelle e porte, fino a sensori ambientali che rilevano fughe di gas o allagamenti. Particolarmente rilevanti sono i dispositivi legati alla sicurezza personale, come i sensori di caduta per anziani e i sistemi di telemedicina che monitorano i parametri vitali a distanza. Questi strumenti non solo aumentano l’autonomia dell’individuo, ma offrono anche tranquillità ai caregiver, che possono monitorare la situazione da remoto tramite app su smartphone o tablet.
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Con il 2025, il quadro degli incentivi per la domotica ha subito una rimodulazione. L’agevolazione principale è ora integrata nell’Ecobonus e si concentra sull’efficienza energetica. Il “Bonus Domotica” incentiva l’installazione di sistemi di building automation per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria. L’obiettivo è ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi, unendo comfort e sostenibilità.
La detrazione IRPEF per il 2025 è fissata al 50% per le prime case e al 36% per le seconde case. Queste aliquote subiranno un’ulteriore riduzione nel biennio 2026-2027, scendendo rispettivamente al 36% e al 30%. Per accedere al bonus, è necessario che gli impianti installati consentano il monitoraggio dei consumi energetici e la gestione remota, rispettando specifici standard tecnici come la classe B della norma EN 15232. Le spese ammissibili includono la fornitura e posa in opera delle apparecchiature, le opere murarie ed elettriche necessarie e i costi professionali. È importante notare che l’acquisto di smartphone, tablet e computer usati per il controllo non è detraibile.
Il Bonus Barriere Architettoniche e la domotica
Fino alla fine del 2023, il Bonus Barriere Architettoniche al 75% includeva anche interventi di automazione degli impianti (come tapparelle, porte, finestre) finalizzati a favorire la mobilità di persone con disabilità grave. Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2024, il perimetro di questo bonus è stato ristretto. Per il 2025, l’agevolazione del 75% è confermata ma si applica principalmente a interventi specifici come l’installazione di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.
Gli interventi di automazione e domotica sono stati esclusi dai nuovi progetti che beneficiano del bonus 75%. Esiste una clausola di salvaguardia per i lavori avviati prima del 30 dicembre 2023, che possono ancora includere la domotica se era prevista nel progetto iniziale. Per i nuovi interventi, è quindi fondamentale valutare le alternative, come il Bonus Ristrutturazione che dal 2025 prevede una detrazione del 36% su un massimo di 48.000 euro per lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, inclusi alcuni sistemi domotici.
Esempi pratici di domotica assistenziale
Immaginiamo la vita di un anziano che vive solo. Una delle paure più grandi è quella di cadere durante la notte. Grazie a un sistema di illuminazione smart, le luci si accendono automaticamente con un’intensità soffusa quando i sensori rilevano il movimento, illuminando il percorso verso il bagno e riducendo drasticamente il rischio di incidenti. Questo è solo un esempio di come la domotica possa migliorare concretamente la sicurezza.
Un altro scenario riguarda la gestione della terapia farmacologica. Un dispenser di farmaci intelligente può essere programmato per erogare le pillole giuste al momento giusto, inviando una notifica a un familiare o a un caregiver se la dose non viene ritirata. Per le persone con mobilità ridotta, la possibilità di controllare tapparelle, finestre, riscaldamento e persino elettrodomestici tramite comandi vocali o un’unica interfaccia su tablet rappresenta una conquista di autonomia inestimabile. Questi sistemi non solo facilitano le azioni quotidiane, ma contribuiscono a rafforzare l’autostima e a ridurre il senso di dipendenza.
Come richiedere le agevolazioni
Accedere ai bonus fiscali richiede di seguire una procedura precisa. Il primo passo è assicurarsi che l’intervento rientri nei requisiti previsti dalla normativa. Per il Bonus Domotica legato all’Ecobonus, è fondamentale che l’installazione sia eseguita da professionisti e che venga rilasciata la documentazione tecnica che certifichi il miglioramento dell’efficienza energetica. I pagamenti devono essere tracciabili, effettuati tramite bonifico bancario o postale “parlante”, che deve contenere la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Entro 90 giorni dal termine dei lavori, è obbligatorio inviare telematicamente all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) la scheda descrittiva degli interventi realizzati. Questa comunicazione è indispensabile per poter usufruire della detrazione, che verrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Conservare tutta la documentazione, incluse fatture, ricevute dei bonifici e la certificazione del tecnico, è cruciale in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Conclusioni

La domotica assistenziale rappresenta una straordinaria opportunità per conciliare il valore tradizionale della cura in famiglia con le esigenze di una società moderna e tecnologicamente avanzata. Offre soluzioni concrete per migliorare l’autonomia, la sicurezza e la qualità della vita di anziani e disabili, permettendo loro di vivere più a lungo e serenamente nelle proprie case. Gli incentivi fiscali per il 2025, sebbene rimodulati, continuano a essere uno strumento importante per favorire la diffusione di queste tecnologie. Investire in una casa intelligente oggi significa investire in un futuro più inclusivo e sostenibile, dove la tecnologia è al servizio del benessere delle persone. Comprendere a fondo le agevolazioni disponibili e pianificare con attenzione gli interventi è il primo passo per trasformare la propria abitazione in un ambiente più sicuro e confortevole per sé e per i propri cari.
Domande frequenti

Il principale incentivo è il **Bonus Barriere Architettoniche**, che prevede una detrazione fiscale del 75% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 per eliminare ostacoli fisici. Sebbene dal 2024 il bonus sia stato ristretto principalmente a interventi come scale, rampe e ascensori, include ancora i sistemi di automazione (domotica) ad essi collegati. In aggiunta, per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici che favoriscono l’autonomia, è possibile usufruire dell’**IVA agevolata al 4%** e di una **detrazione IRPEF del 19%** per determinate spese sanitarie e di assistenza.
Il **Bonus Barriere Architettoniche del 75%** può essere richiesto da privati cittadini, imprese ed enti, indipendentemente dalla presenza di una persona con disabilità nell’immobile. Per l’**IVA agevolata al 4%** e la **detrazione IRPEF del 19%**, il beneficiario deve essere una persona con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 o con invalidità funzionale permanente. La documentazione necessaria include un certificato di invalidità e, per alcuni sussidi, una prescrizione medica che attesti il collegamento funzionale tra il dispositivo e la menomazione.
Nel Bonus Barriere Architettoniche rientrano specificamente gli impianti di automazione volti a eliminare gli ostacoli. Questo include sistemi per il controllo di ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici e, in alcuni casi, automazione di porte e finestre se funzionali all’intervento principale. Per l’IVA al 4% e la detrazione del 19%, la gamma è più ampia e comprende sussidi tecnici e informatici come computer, modem, e dispositivi di controllo ambientale che facilitano la comunicazione, l’autosufficienza e l’integrazione.
La detrazione del 75% delle spese sostenute viene ripartita in **5 quote annuali** di pari importo da scalare dall’imposta lorda (IRPEF) in fase di dichiarazione dei redditi. Esistono dei tetti massimi di spesa che variano a seconda del tipo di edificio: 50.000 euro per edifici unifamiliari, 40.000 euro per unità in condomini fino a 8 appartamenti e 30.000 euro per unità in condomini con più di 8 appartamenti. A seguito di recenti normative, le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito sono state fortemente limitate.
Sì, esiste un **Bonus Domotica** che però è legato all’efficienza energetica e non all’assistenza. Questo incentivo, che fa parte dell’Ecobonus, offre una detrazione per l’installazione di sistemi di *building automation* per il controllo a distanza di impianti di riscaldamento, climatizzazione e acqua calda. Per il 2025, la detrazione è del 50% per le prime case e del 36% per le seconde. È importante non confondere questo bonus, mirato al risparmio energetico, con le agevolazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

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