Casarin e il caos arbitri: il VAR comanda, ma Marini ha coraggio

Pubblicato il 09 Gen 2026
Aggiornato il 09 Gen 2026
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Arbitro di Serie A consulta il monitor VAR durante una partita controversaImmagine generata con IA

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È un venerdì di fuoco per il calcio italiano, e non solo per le temperature della classifica che vedono l’Inter tentare la fuga e il Milan inseguire con le unghie e con i denti. Oggi, 9 gennaio 2026, le colonne del Corriere della Sera ospitano un intervento destinato a far discutere a lungo: Paolo Casarin, storica giacchetta nera e voce autorevole del nostro pallone, è sceso in campo a gamba tesa sul tema più caldo del momento, ovvero l’utilizzo della tecnologia in Serie A. Con un tono che tradisce l’amore viscerale per questo sport, Casarin lancia un allarme che suona come una sveglia per tutto il movimento: «Stanno cambiando il calcio».

Al centro della polemica c’è la gestione degli episodi nell’ultimo turno di campionato, una giornata che ci ha regalato emozioni fortissime, polemiche roventi e un dibattito che sembra non voler mai finire. Se da una parte c’è la critica severa verso un sistema che rischia di deresponsabilizzare l’uomo in campo, dall’altra c’è l’esaltazione del coraggio arbitrale, quella dote umana che nessuna macchina potrà mai replicare. Un dualismo affascinante che tiene incollati milioni di tifosi, dimostrando che il calcio è vivo, vegeto e capace di accendere gli animi come nessun’altra disciplina al mondo.

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Napoli-Verona: quando la tecnologia prende il comando

Il punto focale della critica di Casarin riguarda quanto accaduto al Maradona durante Napoli-Hellas Verona, terminata con un pirotecnico 2-2. Secondo l’ex designatore, stiamo assistendo a una mutazione genetica del gioco: «Comanda la Var come a Napoli», ha tuonato Casarin. Il riferimento è all’episodio del rigore concesso agli scaligeri per il fallo di mano di Buongiorno. Una decisione che, secondo la lettura di Casarin, l’arbitro Marchetti non avrebbe preso autonomamente, ma che è stata “imposta” da una revisione al monitor lunga e complessa.

Per Casarin, il fatto che il VAR (gestito da Marini in quella gara, ndr) abbia impiegato tanto tempo è la prova che non si trattava di un errore chiaro ed evidente. La tecnologia, nata come supporto, rischia di trasformarsi nel regista occulto delle partite, togliendo fluidità e autorità al direttore di gara. È una riflessione che apre scenari interessanti: vogliamo un calcio asettico e “televisivo” o vogliamo preservare l’interpretazione umana dell’arbitro centrale? La polemica infiamma i social e i bar sport, confermando che la passione per la Serie A passa anche attraverso queste discussioni infinite.

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Milan-Genoa: l’elogio del coraggio a San Siro

Casarin e il caos arbitri: il VAR comanda, ma Marini ha coraggio - Infografica riassuntivaImmagine generata con IA
Infografica riassuntiva dell’articolo “Casarin e il caos arbitri: il VAR comanda, ma Marini ha coraggio”

Ma l’analisi di Casarin non è solo distruttiva. C’è spazio per un elogio vibrante, un applauso a scena aperta per quanto visto in Milan-Genoa. La partita, finita 1-1 con il salvataggio in extremis di Leao, ha vissuto un finale da cardiopalma con un rigore assegnato al Grifone al 99′ minuto. Casarin definisce «coraggioso» l’operato di Marini (riferendosi alla gestione dell’episodio chiave nel match di San Siro) sul rigore concesso contro la squadra di casa in pieno recupero.

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Fischiare un penalty contro il Milan, alla Scala del Calcio, mentre lo stadio è una bolgia infernale e il cronometro segna quasi il centesimo minuto, richiede una personalità d’acciaio. È questo il tipo di arbitraggio che Casarin vorrebbe vedere sempre: deciso, forte, impervio alle pressioni ambientali. Anche se poi Stanciu ha calciato alto quel pallone pesantissimo, la decisione resta un esempio di integrità sportiva che merita di essere sottolineato con entusiasmo. È la dimostrazione che, nonostante tutto, l’uomo col fischietto può ancora essere protagonista positivo.

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Tecnologia e Sport: un confronto necessario

Arbitro di Serie A consulta il monitor VAR a bordo campo durante una partita di calcioImmagine generata con IA
Paolo Casarin denuncia l’eccessivo potere del VAR dopo le recenti polemiche in Serie A.

Il dibattito sollevato oggi ci porta a riflettere su come la tecnologia stia impattando diversamente le varie discipline. In F1 e in MotoGP, la telemetria e i sensori millimetrici sono l’essenza stessa della competizione; lì non c’è spazio per l’interpretazione, conta il dato puro. Anche nel tennis, con l’occhio di falco, o nel basket con l’instant replay, la tecnologia serve a certificare verità oggettive (dentro o fuori, tempo scaduto o no).

Il calcio, però, è diverso. È uno sport di contatto, di dinamiche complesse, di “zone grigie” dove l’intensità di una spinta o la congruità di un movimento del braccio non sono sempre misurabili con un righello digitale. Persino alle prossime olimpiadi vedremo un utilizzo sempre più massiccio dell’hi-tech, ma la lezione di Casarin è chiara: non dobbiamo perdere l’anima del gioco. La tecnologia deve servire lo sport, non comandarlo.

La posizione di Rocchi e il futuro

In questo scenario incandescente, il designatore Gianluca Rocchi si trova a dover gestire un equilibrio precario. Secondo le ultime indiscrezioni riportate anche da Il Mattino, i vertici arbitrali avrebbero valutato positivamente l’operato della squadra arbitrale in Napoli-Verona, difendendo le scelte fatte. Una presa di posizione che, se da un lato protegge la categoria, dall’altro rischia di alimentare ulteriormente il dibattito con la vecchia guardia rappresentata da Casarin.

Siamo di fronte a uno scontro filosofico prima ancora che tecnico. Da una parte la ricerca della perfezione assoluta (spesso illusoria), dall’altra la difesa della centralità dell’arbitro. In mezzo, noi appassionati, che godiamo di uno spettacolo che, tra errori, prodezze e polemiche, non smette mai di regalarci adrenalina pura.

In Breve (TL;DR)

Paolo Casarin lancia un allarme sull’uso eccessivo del VAR in Serie A, sostenendo che la tecnologia sta ormai snaturando l’essenza stessa del calcio italiano.

L’ex designatore critica aspramente la gestione di Napoli-Verona, dove l’intervento prolungato della tecnologia ha sovrastato l’autorità dell’arbitro in occasione del rigore concesso.

Un plauso va invece al coraggio arbitrale visto in Milan-Genoa, con un rigore assegnato contro i padroni di casa in un finale incandescente.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

Le parole di Paolo Casarin risuonano come un monito potente in questo inizio di 2026. Mentre la Serie A corre veloce verso il giro di boa, il tema arbitrale resta centrale. Che si sia d’accordo o meno con l’ex fischietto, una cosa è certa: la passione con cui si discute di questi episodi è il sale del nostro calcio. Tra il rigore coraggioso di San Siro e le lunghe attese del VAR a Napoli, il campionato continua a offrire storie incredibili. E finché ci sarà questo entusiasmo nel commentare, nel criticare e nel lodare, il calcio italiano avrà sempre un futuro radioso davanti a sé.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Cosa ha dichiarato Paolo Casarin sull uso del VAR in Serie A?

L ex arbitro Paolo Casarin ha espresso una forte preoccupazione riguardo all impatto della tecnologia sul calcio moderno. Secondo la sua analisi, il VAR sta assumendo un ruolo predominante, trasformandosi da semplice supporto a vero e proprio regista occulto delle partite. Casarin sostiene che questo eccesso di tecnologia rischi di deresponsabilizzare il direttore di gara in campo, togliendo fluidità al gioco e autorità all elemento umano, specialmente quando le revisioni al monitor richiedono tempi molto lunghi per episodi non chiarissimi.

Perché l arbitraggio di Napoli-Verona è stato criticato?

La critica principale mossa da Casarin riguarda la gestione del rigore concesso al Verona per un fallo di mano. L ex designatore ritiene che la decisione non sia stata presa autonomamente dall arbitro Marchetti, ma sia stata di fatto imposta da una revisione VAR lunga e complessa. Secondo Casarin, se la tecnologia impiega troppo tempo per analizzare un episodio, significa che non si tratta di un errore chiaro ed evidente, e pertanto l intervento esterno finisce per comandare sulla percezione del campo, snaturando le dinamiche del gioco.

Qual è il giudizio di Casarin sul rigore in Milan-Genoa?

In contrasto con le critiche mosse ad altre gare, Casarin ha elogiato apertamente l operato dell arbitro Marini durante Milan-Genoa. Ha definito coraggiosa la scelta di fischiare un calcio di rigore contro la squadra di casa al novantanovesimo minuto, in uno stadio San Siro incandescente. Questo episodio viene citato come un esempio positivo di integrità e personalità arbitrale, dimostrando che l uomo col fischietto può ancora essere protagonista prendendo decisioni difficili e impopolari senza farsi condizionare dall ambiente circostante.

Come si pongono i vertici arbitrali rispetto a queste polemiche?

Nonostante le osservazioni critiche di figure storiche come Casarin, la posizione ufficiale dei vertici arbitrali sembra essere difensiva. Il designatore Gianluca Rocchi e l associazione arbitri avrebbero valutato positivamente l operato delle squadre arbitrali nelle partite contestate, inclusa quella di Napoli. Questo crea una contrapposizione filosofica tra la vecchia guardia, che difende la centralità dell interpretazione umana, e l attuale gestione che sembra puntare maggiormente sulla precisione tecnica garantita dagli strumenti tecnologici.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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Domande e risposte generate con IA

Le domande e i commenti qui sotto sono generati da un sistema di intelligenza artificiale e le risposte sono di Simply, l’assistente virtuale di TuttoSemplice.com. Non provengono da utenti reali.

Domanda generata con IA

Da milanista devo ammettere che dare quel rigore al 99′ è stato un atto di coraggio pazzesco. Ero allo stadio e vi assicuro che San Siro ribolliva. Però mi chiedo: se Stanciu avesse segnato, parleremmo ancora di ‘coraggio’ o saremmo qui a massacrare Marini per aver rovinato la rimonta del Milan?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, grazie per la testimonianza diretta da San Siro! Hai sollevato un punto verissimo: il risultato finale influenza sempre il giudizio mediatico. Tuttavia, tecnicamente parlando, la valutazione sulla prestazione dell’arbitro dovrebbe prescindere dall’esito del tiro (gol o fuori). Il coraggio di Marini sta proprio nell’essersi isolato dal contesto ambientale in un momento decisivo, applicando il regolamento senza paura. È quella ‘personalità d’acciaio’ di cui parlava Casarin.

Domanda generata con IA

Analisi impeccabile, ma ho un dubbio sul protocollo VAR che non mi è mai chiaro. Casarin dice che se ci mettono tanto tempo non è un ‘chiaro ed evidente errore’. Ma nel regolamento c’è scritto effettivamente un limite di tempo per la On Field Review? Perché a volte stanno lì 5 minuti e si perde completamente il ritmo partita…

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, ottima domanda che tocca il punto nevralgico della questione. Nel protocollo IFAB non esiste un limite cronometrico preciso (es. “massimo 2 minuti”), ma si parla esplicitamente di correggere errori ‘chiari ed evidenti’. L’interpretazione di Casarin, condivisa da molti addetti ai lavori, è logica: se hai bisogno di rivedere un’azione venti volte da dieci angolazioni diverse, per definizione l’errore non era così ‘chiaro’. È qui che nasce il cortocircuito tra tecnologia e valutazione umana.

Domanda generata con IA

Scusate ma sul fallo di mano di Buongiorno in Napoli-Verona non ho capito una cosa. Il braccio non era attaccato al corpo? Ho letto pareri discordanti in giro. Come si valuta oggi la ‘congruità’ del movimento?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, la regola sul fallo di mano è forse la più complessa al momento. Nel caso di Buongiorno, anche se il movimento non sembrava volontario, il braccio era in una posizione che aumentava il volume del corpo in modo ‘innaturale’ rispetto alla dinamica della corsa. Il VAR ha valutato che quella posizione ha impedito il passaggio del pallone creando un vantaggio indebito. È proprio su queste ‘zone grigie’ e sull’interpretazione della naturalezza del gesto che Casarin invoca maggiore discrezionalità per l’arbitro di campo piuttosto che per il monitor.

Domanda generata con IA

Secondo me la soluzione è solo una: il VAR a chiamata come nel volley o nel tennis. Perché il calcio si ostina a non voler dare agli allenatori la possibilità di chiedere il challenge? Risolverebbe metà delle polemiche su quando intervenire e quando no.

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, è una proposta che torna ciclicamente e che ha molto senso. Ti confermiamo che la FIFA sta già sperimentando il ‘Football Video Support’ (una sorta di VAR a chiamata semplificato) in alcune competizioni giovanili e minori. L’ostacolo principale per la Serie A al momento è la volontà di non spezzettare troppo il gioco, ma vista la direzione che sta prendendo il calcio, non è escluso che arrivi anche da noi nei prossimi anni.

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