In Breve (TL;DR)
Scopri la guida completa per gestire dazi e IVA sugli acquisti online nel 2026, con confronti tra marketplace e strumenti pratici per evitare costi nascosti e truffe doganali.
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L’attesa di un pacco ordinato online è un rituale moderno che unisce speranza e trepidazione. Nella cultura mediterranea, ricevere qualcosa, che sia un regalo o un acquisto personale, è un momento di gioia. Tuttavia, questo momento può trasformarsi rapidamente in frustrazione quando il tracciamento si blocca o, peggio, quando il corriere chiede un pagamento imprevisto alla porta. Con l’evoluzione normativa dell’Unione Europea prevista per il biennio 2025-2026, il panorama delle importazioni sta cambiando radicalmente. Non si tratta più solo di acquistare al prezzo più basso, ma di comprendere i meccanismi invisibili che regolano il commercio globale.
Molti consumatori italiani si trovano ancora impreparati di fronte alle richieste di sdoganamento o agli oneri del vettore. La confusione regna sovrana tra franchigie abolite, calcoli dell’IVA complessi e nuove piattaforme che promettono “tutto incluso” ma spesso non mantengono la parola. A questo scenario si aggiunge il rischio concreto delle truffe digitali, che sfruttano proprio l’ansia dei dazi doganali per sottrarre dati sensibili. Questa guida non è solo un aggiornamento fiscale; è una mappa operativa per navigare in sicurezza nel mercato globale del 2026.
Il 2026 segna un punto di svolta: l’Unione Europea sta spingendo per la piena tracciabilità digitale. Ignorare le nuove regole doganali non significa solo pagare di più, ma rischiare che la merce venga distrutta o rispedita al mittente.

Il Nuovo Orizzonte Doganale 2026: Cosa Cambia Davvero
L’Unione Europea ha intrapreso una riforma ambiziosa per modernizzare l’Unione Doganale. Sebbene alcune modifiche strutturali richiedano anni, il 2026 rappresenta un anno cruciale per l’implementazione di controlli più severi sui dati. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’evasione dell’IVA e garantire che i prodotti importati rispettino gli standard di sicurezza europei. Per il consumatore, questo significa che l’era dei pacchetti anonimi che passano inosservati è finita.
Il concetto fondamentale da comprendere è l’IOSS (Import One-Stop Shop). Introdotto nel 2021, questo sistema permette ai venditori di riscuotere l’IVA direttamente al momento dell’acquisto per beni sotto i 150 euro. Tuttavia, verso il 2026, si prevede una stretta sui controlli di veridicità del valore dichiarato. Se un venditore dichiara 10 euro per uno smartphone, i nuovi sistemi automatizzati basati sull’intelligenza artificiale segnaleranno l’anomalia immediatamente, bloccando la spedizione.
Un altro cambiamento riguarda la responsabilità delle piattaforme. I marketplace sono ora considerati i “venditori” ai fini dell’IVA. Questo sposta l’onere burocratico dal piccolo commerciante cinese al gigante dell’e-commerce. Tuttavia, se la piattaforma non aderisce correttamente ai protocolli, il problema ricade a cascata sul destinatario finale in Italia, che si trova a dover gestire pratiche complesse con le dogane locali.
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Matrice di Confronto: Amazon, AliExpress e Temu

Non tutti i negozi online sono uguali di fronte alla dogana. Capire dove si sta acquistando è il primo passo per evitare spese inutili e sorprese sgradite. Analizziamo i tre giganti che dominano le importazioni in Italia, evidenziando le differenze sostanziali nella gestione fiscale e logistica.
Amazon: La Fortezza della Pre-Clearence
Amazon opera generalmente con un sistema DDP (Delivered Duty Paid) per la maggior parte delle spedizioni internazionali gestite direttamente o tramite la sua logistica. Quando acquistate su Amazon Global Store, il sistema calcola in anticipo una stima dei dazi e delle tasse. Voi pagate tutto al checkout. Se i costi reali sono inferiori, Amazon vi rimborsa la differenza; se sono superiori, spesso copre la spesa extra. La sorpresa alla consegna è quasi inesistente, rendendolo l’opzione più sicura, sebbene spesso più costosa.
AliExpress: Il Gigante in Transizione
AliExpress ha fatto passi da gigante nell’adesione al sistema IOSS. Per ordini inferiori a 150 euro, l’IVA è quasi sempre inclusa nel prezzo finale visualizzato nel carrello (vedrete la dicitura “VAT included”). Tuttavia, il rischio aumenta per ordini multipli raggruppati in un unico pacco o per acquisti sopra la soglia dei 150 euro. In questi casi, il pacco viene fermato e dovrete pagare dazi e oneri al corriere. È fondamentale controllare se il venditore ha inserito correttamente il codice IOSS sulla bolla di accompagnamento.
Temu e Shein: L’Approccio Aggressivo
Queste piattaforme puntano tutto sul volume e sui prezzi bassi. Utilizzano massicciamente il sistema IOSS per garantire consegne rapide e senza intoppi burocratici per piccoli importi. Tuttavia, la loro logistica è spesso frammentata. Un ordine unico potrebbe essere diviso in tre pacchi diversi, complicando il tracciamento doganale. Attenzione: se superate la soglia di valore in un singolo ordine cumulativo, potreste trovarvi a gestire pratiche doganali complesse, poiché il loro sistema di assistenza clienti post-vendita sulle tasse è meno strutturato rispetto ad Amazon.
Calcolare i Costi Reali: Oltre il Prezzo del Prodotto

Il prezzo che vedete sullo schermo è solo la punta dell’iceberg. Per avere il controllo totale del vostro budget, dovete imparare a calcolare il “Landed Cost”, ovvero il costo totale della merce una volta arrivata a casa vostra. Molti utenti ignorano che le tasse si applicano anche sulle spese di spedizione, creando un effetto a catena oneroso.
La formula per il calcolo è la seguente: si parte dal Valore della Transazione (prezzo merce + spedizione + assicurazione). Su questo totale si applica l’eventuale Dazio Doganale (se il valore supera i 150 euro e a seconda della categoria merceologica). Infine, sull’importo complessivo (Valore Transazione + Dazio), si calcola l’IVA italiana al 22%. A questo bisogna aggiungere gli oneri di gestione del corriere, che possono variare dai 2 ai 15 euro.
Facciamo un esempio pratico. Acquistate un tablet da 200 euro con 20 euro di spedizione da un sito extra-UE che non aderisce all’IOSS. Il valore doganale è 220 euro. Supponiamo un dazio dello 0% (per semplicità, anche se sui prodotti elettronici varia). L’IVA sarà il 22% di 220 euro, ovvero 48,40 euro. Poi c’è il corriere: Poste Italiane o DHL potrebbero chiedere 15 euro per la pratica. Totale extra da pagare alla consegna: 63,40 euro. Per approfondire le soglie e i dettagli, consultate la nostra guida su acquisti online extra UE e costi doganali.
Allarme Phishing: Riconoscere le Truffe Doganali
Con l’aumento degli acquisti online, i criminali informatici hanno affinato le loro tecniche. La truffa più diffusa nel 2025-2026 è l’SMS o l’email che simula una comunicazione della dogana o di un corriere. Il messaggio tipico recita: “Il tuo pacco è bloccato per mancato pagamento di dazi (2,99€). Clicca qui per sbloccare”. Questo è un classico esempio di smishing.
La regola d’oro è semplice: le dogane e i corrieri non chiedono MAI pagamenti tramite link inviati via SMS che portano a form di inserimento carta di credito generici. Le comunicazioni ufficiali avvengono tramite raccomandata, avviso cartaceo nella cassetta delle lettere o notifiche sull’app ufficiale del corriere.
Questi truffatori giocano sull’urgenza e sulla cifra esigua richiesta. Pagare quei 2 euro non sblocca alcun pacco (che spesso non esiste), ma consegna i dati della vostra carta di credito ai criminali. Prima di cliccare, verificate sempre il codice di tracciamento sul sito ufficiale del vettore. Se il tracking non corrisponde o il sito sembra sospetto, non inserite alcun dato. Per proteggervi ulteriormente, leggete i consigli su come evitare le truffe online più comuni.
Gestione delle Contestazioni: Quando il Conto è Sbagliato
Può capitare che il corriere vi chieda di pagare l’IVA su un prodotto per il quale l’avete già pagata al momento dell’acquisto (doppia imposizione). Questo accade spesso se il venditore non ha allegato correttamente la documentazione IOSS digitale al pacco. Non cedete alla rabbia; agite con metodo e documenti alla mano.
La prima cosa da fare è non rifiutare il pacco se vi interessa la merce, ma accettarlo “con riserva” se possibile, oppure pagare e presentare subito reclamo. Conservate la fattura di acquisto originale che mostra chiaramente la voce “VAT” o “IVA” pagata. Inviate un reclamo formale al corriere allegando la prova di pagamento e la bolla doganale. Molti corrieri hanno procedure specifiche per il rimborso degli oneri erroneamente calcolati.
Se il pacco risulta fermo o “smarrito” nei meandri dei centri di smistamento, come spesso accade in hub complessi, la situazione richiede pazienza. Capire dove si trova la merce è fondamentale. Ad esempio, decifrare i codici degli avvisi di giacenza può dirvi molto sulla provenienza e sullo stato della spedizione. Se avete ricevuto un avviso incomprensibile, potrebbe essere utile consultare l’approfondimento su codici e mittenti degli avvisi di giacenza. In casi estremi di errori di calcolo palesi da parte dell’agenzia delle dogane, esiste una procedura di revisione che potete attivare, come spiegato nella guida ai dazi doganali errati e rimborsi.
Conclusioni

Il commercio elettronico del 2026 richiede un consumatore informato, vigile e proattivo. Le barriere tra mercati locali e globali si sono assottigliate, ma la burocrazia che le regola è diventata più sofisticata e automatizzata. Conoscere la differenza tra un acquisto IOSS e uno DDP, saper calcolare in anticipo le tasse reali e riconoscere un tentativo di phishing non sono più competenze opzionali, ma strumenti necessari per proteggere il proprio portafoglio.
Evitare sorprese alla consegna è possibile pianificando gli acquisti e scegliendo piattaforme affidabili che garantiscono trasparenza fiscale. La convenienza del prezzo iniziale deve sempre essere valutata alla luce dei costi nascosti e dei rischi logistici. In un mondo interconnesso, la vera innovazione per l’acquirente italiano sta nella consapevolezza: comprare meglio, non solo comprare di più, è la chiave per godersi appieno i vantaggi del mercato digitale globale senza l’ansia dell’imprevisto.
Domande frequenti

A partire dal 2026 (con piena attuazione prevista verso il 2028), l’UE eliminerà l’esenzione dai dazi doganali per i pacchi di valore inferiore a 150 euro. Questo significa che pagherai dazi e IVA su qualsiasi importo, anche per acquisti di pochi euro provenienti da fuori UE.
Controlla sempre il link: se non porta al sito ufficiale (es. poste.it o dhl.com) ma a domini strani, è una truffa. Inoltre, verifica se il numero di tracking corrisponde al tuo ordine reale. Non inserire mai dati della carta di credito su link ricevuti via SMS.
No, se l’ordine è sotto i 150 euro e hai pagato l’IVA al checkout (sistema IOSS), non dovresti pagare nulla. Se il postino chiede soldi, è probabile che il venditore non abbia dichiarato correttamente i dati. Puoi pagare e poi chiedere il rimborso al marketplace inviando la ricevuta.
Per i prodotti ‘Spediti da Amazon’ (Prime), no: la merce è solitamente già in UE e il prezzo è finale. Se acquisti da venditori terzi (Marketplace) che spediscono dalla Cina o UK, potresti dover pagare dazi e IVA alla consegna se il valore supera certe soglie.
I dazi si calcolano sul valore CIF (Costo merce + Spedizione + Assicurazione). La formula è: (Valore CIF x % Dazio) + IVA calcolata sul totale (CIF + Dazio). A questo si aggiungono le spese di gestione del corriere (solitamente tra 5 e 15 euro).
Fonti e Approfondimenti



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