Nel panorama del credito al consumo italiano, la stabilità del posto di lavoro rappresenta ancora oggi la garanzia più solida per ottenere liquidità. Molti consumatori, tuttavia, si trovano in una situazione particolare: hanno già impegnato una parte del proprio stipendio con una Cessione del Quinto e necessitano di ulteriore credito. Qui entra in gioco un meccanismo finanziario potente ma spesso confuso con il precedente: la Delegazione di Pagamento.
Spesso definita come “doppia cessione”, questa soluzione permette di affiancare una seconda trattenuta alla prima, raddoppiando di fatto la capacità di credito del dipendente. Non si tratta però di un semplice automatismo. Mentre la Cessione del Quinto è un diritto soggettivo del lavoratore (sancito dal DPR 180/1950), la delega richiede un iter diverso e l’approvazione esplicita del datore di lavoro o dell’amministrazione di appartenenza.
Comprendere le sfumature tra questi due strumenti è fondamentale per chiunque voglia pianificare le proprie finanze senza rischiare il sovraindebitamento. In un mercato europeo che tende sempre più alla digitalizzazione e alla rapidità, l’Italia mantiene questa peculiarità legata alla “busta paga” come pilastro del credito, fondendo la tradizione delle tutele lavorative con l’innovazione dei processi bancari telematici.
La coesistenza di due trattenute in busta paga non è solo una questione matematica, ma un delicato equilibrio tra esigenze di liquidità immediata e sostenibilità del bilancio familiare a lungo termine.
Cessione del Quinto e Delega: Le Radici della Cultura Mediterranea
L’Italia possiede un sistema di credito ai lavoratori dipendenti che ha pochi eguali nel resto d’Europa. Questo approccio affonda le radici in una cultura mediterranea che vede nel lavoro a tempo indeterminato non solo una fonte di reddito, ma un vero e proprio “asset” patrimoniale su cui fare leva. In paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti, il credito si basa quasi esclusivamente sul credit score; in Italia, la busta paga è regina.
La Cessione del Quinto dello Stipendio è nata nel dopoguerra per facilitare l’accesso al credito ai dipendenti statali, per poi estendersi ai privati e ai pensionati. È un prestito “garantito” alla fonte: la rata viene prelevata prima ancora che lo stipendio arrivi sul conto corrente. Questa sicurezza ha permesso alle banche di erogare denaro anche a chi ha avuto disguidi finanziari in passato, come i cattivi pagatori.
La Delegazione di Pagamento, invece, nasce come un mandato. Il dipendente “delega” il datore di lavoro a prelevare un’ulteriore somma per versarla a un istituto di credito. Sebbene il meccanismo tecnico sia identico (prelievo alla fonte), la natura giuridica è diversa. Questa distinzione è cruciale per capire perché, mentre il rinnovo della Cessione è disciplinato rigidamente, la Delega offre margini di manovra differenti ma anche ostacoli maggiori.
Confronto Tecnico: Obblighi e Discrezionalità

Per chi ha già una cessione in corso, capire se attivare una delega è il passo successivo logico. La differenza principale risiede nell’obbligatorietà dell’accettazione da parte dell’azienda. Per la Cessione del Quinto, il datore di lavoro (pubblico o privato) ha l’obbligo di legge di accettare la notifica del contratto, purché rientri nei parametri del 20% dello stipendio netto.
Con la Delegazione di Pagamento, lo scenario cambia. Il datore di lavoro non è obbligato ad accettare l’incarico di pagamento, a meno che non esista una specifica convenzione tra l’istituto finanziario e l’azienda (o l’ente pubblico). Questo accade frequentemente nei ministeri e nelle grandi aziende partecipate, ma è meno comune nelle piccole e medie imprese private.
Inoltre, per chi cerca informazioni su requisiti e rinnovo della cessione del quinto, è importante sapere che la Delega può essere richiesta anche se la Cessione del Quinto non è ancora rinnovabile (ovvero prima che siano trascorsi i due quinti del piano di ammortamento), poiché si tratta di un contratto distinto e parallelo.
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La Matematica della Doppia Cessione: Il Limite del 40%

Il termine “doppia cessione” deriva dal fatto che, sommando la Cessione del Quinto e la Delegazione di Pagamento, si può impegnare fino al 40% dello stipendio netto mensile. Se un dipendente guadagna 1.500 euro netti, può destinare 300 euro alla Cessione e altri 300 euro alla Delega, per un totale di 600 euro di rata mensile.
Esiste una soglia teorica del 50%, ma è raramente applicata e riservata a casi molto specifici che coinvolgono spesso pignoramenti o alimenti, e quasi mai concessa per puro credito al consumo volontario. Le banche e le finanziarie, per prudenza e per rispettare le normative sul “minimo vitale”, tendono a fermarsi rigidamente al 40%.
È fondamentale calcolare bene questo impatto. Rinunciare a quasi metà dello stipendio per 120 mesi (10 anni) è una scelta che vincola pesantemente il futuro finanziario. Tuttavia, per chi ha bisogno di liquidità importante, magari per ristrutturare casa o consolidare altri debiti, questa via è spesso l’unica percorribile se si hanno segnalazioni in CRIF che impediscono l’accesso ai prestiti personali standard.
Chi Può Richiedere la Delegazione di Pagamento?
Non tutti i lavoratori possono accedere alla Delegazione di Pagamento con la stessa facilità. Il mercato del lavoro italiano è frammentato e le regole cambiano in base alla categoria di appartenenza. Ecco una distinzione fondamentale:
- Dipendenti Statali e Pubblici: Sono i candidati ideali. Grazie a convenzioni nazionali (come quella con il MEF o l’INPS per i dipendenti, non pensionati), l’accettazione è quasi automatica e i tassi sono spesso agevolati.
- Dipendenti Privati: La situazione è più complessa. L’azienda deve dare il nulla osta amministrativo. Le grandi SpA tendono ad accettare, mentre le piccole imprese (SRL o SAS con pochi dipendenti) spesso rifiutano per evitare oneri amministrativi aggiuntivi.
- Pensionati: Questa è la grande esclusione. I pensionati non possono accedere alla Delegazione di Pagamento. Possono stipulare solo la Cessione del Quinto. Per loro, il limite massimo di indebitamento tramite trattenuta INPS rimane il 20%.
Per i dipendenti privati che trovano ostacoli con la propria azienda, potrebbe essere utile esplorare alternative come la cessione del quinto con operatori specializzati che talvolta offrono supporto nella mediazione con il datore di lavoro.
Il Ruolo del TFR come Garanzia
Un aspetto tecnico che spesso sfugge ai richiedenti è il ruolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Sia nella Cessione che nella Delega, il TFR accantonato funge da garanzia principale per l’istituto erogante in caso di perdita del lavoro. Quando si richiede una “doppia cessione”, l’assicurazione e la banca valuteranno se il TFR maturato è sufficiente a coprire il rischio aumentato.
In caso di licenziamento, il TFR viene utilizzato per estinguere il debito residuo. Se si hanno due trattenute attive, il TFR potrebbe non bastare a coprire entrambe, lasciando l’ex dipendente con un debito residuo da saldare personalmente.
Questo è uno dei motivi per cui ai neo-assunti nel settore privato viene spesso negata la Delegazione di Pagamento: non c’è abbastanza “zainetto” (TFR) accumulato per garantire due prestiti contemporaneamente. In questi casi, l’unica via è attendere di maturare maggiore anzianità lavorativa.
Innovazione Digitale nel Processo di Richiesta
Sebbene il prodotto sia tradizionale, il modo in cui viene erogato è cambiato radicalmente. Oggi è possibile richiedere una Delegazione di Pagamento interamente online. L’utilizzo dello SPID e della firma digitale ha abbattuto i tempi di attesa, che un tempo potevano superare i due mesi a causa della burocrazia cartacea tra banca e amministrazione aziendale.
La cessione del quinto online e la relativa delega permettono oggi di caricare le buste paga su portali dedicati e ricevere una pre-fattibilità in poche ore. Tuttavia, la fase di notifica al datore di lavoro rimane un passaggio obbligato che può richiedere qualche giorno lavorativo.
Le piattaforme moderne integrano anche algoritmi che verificano istantaneamente la compatibilità tra la rata proposta e il reddito netto, evitando il rischio di pratiche che verrebbero bocciate in fase di istruttoria per superamento dei limiti di sussistenza.
Quando Conviene Scegliere la Doppia Cessione?
La scelta di impegnare il 40% del proprio stipendio non deve essere presa alla leggera. Esistono scenari specifici in cui questa operazione risulta strategicamente valida. Il caso più comune è il consolidamento debiti. Se un lavoratore ha una Cessione del Quinto, un prestito auto, una carta revolving e un piccolo prestito personale, la somma delle rate potrebbe superare il 50% dello stipendio, creando stress finanziario.
Chiudendo i prestiti minori tramite la liquidità ottenuta con una Delegazione di Pagamento, si può accorpare tutto in due sole trattenute (Cessione + Delega). Spesso, allungando la durata a 10 anni, l’esborso mensile totale diminuisce, liberando risorse per la vita quotidiana. È una boccata d’ossigeno che però sposta il debito nel tempo.
Tuttavia, se la richiesta viene rifiutata per eccessivo indebitamento o problemi con il datore di lavoro, è necessario guardare altrove. Esistono guide specifiche su come gestire situazioni di prestiti con segnalazione CRIF che offrono percorsi alternativi per chi non può accedere alla doppia trattenuta.
In Breve (TL;DR)
Analizziamo le differenze tra delegazione di pagamento e cessione del quinto per comprendere i limiti e le possibilità della doppia trattenuta in busta paga.
Esaminiamo i limiti di coesistenza delle due trattenute in busta paga e quali datori di lavoro accettano la doppia cessione.
Approfondiamo le condizioni per ottenere la doppia cessione e le regole sulla coesistenza delle due trattenute in busta paga.
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Conclusioni

La Delegazione di Pagamento rappresenta l’evoluzione naturale per chi ha già utilizzato la Cessione del Quinto e necessita di ulteriore supporto finanziario. È uno strumento che riflette la specificità del mercato italiano: rigido nelle regole di accesso, ma estremamente protettivo e inclusivo una volta che si rientra nei parametri. La combinazione di questi due prestiti permette di ottenere liquidità importante, trasformando la busta paga in una leva finanziaria potente.
Tuttavia, la “doppia cessione” richiede una responsabilità doppia. Impegnare il 40% del proprio reddito per un decennio è una scelta di vita che riduce la flessibilità economica futura. L’innovazione digitale ha reso l’accesso a questi fondi più rapido, ma la saggezza della tradizione mediterranea suggerisce di utilizzare questo strumento solo quando i benefici in termini di stabilità o realizzazione di progetti importanti superano il sacrificio mensile richiesto.
Domande frequenti

Con la doppia cessione è possibile impegnare fino al 40% dello stipendio netto mensile, sommando il 20% della Cessione del Quinto e un ulteriore 20% della Delegazione di Pagamento. Sebbene esista una soglia teorica del 50%, gli istituti di credito si fermano quasi sempre al 40% per garantire il minimo vitale e ridurre il rischio di sovraindebitamento.
No, a differenza della Cessione del Quinto che è un diritto del dipendente, il datore di lavoro non ha l’obbligo di accettare la Delegazione di Pagamento. L’accettazione è discrezionale, a meno che non esista una specifica convenzione tra l’azienda (o l’ente pubblico) e l’istituto finanziario, situazione molto comune tra i dipendenti statali ma più rara nelle piccole imprese private.
No, i pensionati sono esclusi dalla possibilità di richiedere la Delegazione di Pagamento. Possono accedere esclusivamente alla Cessione del Quinto, mantenendo quindi un limite massimo di trattenuta pari al 20% della pensione netta. La doppia trattenuta è una prerogativa riservata ai lavoratori dipendenti in attività.
Oltre al contratto a tempo indeterminato, per i dipendenti privati è cruciale avere un TFR (Trattamento di Fine Rapporto) accantonato sufficiente a fungere da garanzia per entrambi i prestiti. Spesso la richiesta viene negata ai neo-assunti o a chi lavora in piccole aziende (SRL o SAS) proprio per l’insufficienza del TFR maturato o per il rifiuto amministrativo del datore di lavoro.
La doppia cessione è strategicamente utile per il consolidamento debiti, quando le rate di vari prestiti (auto, carte revolving, prestiti personali) superano la capacità di rimborso mensile. Unificando i debiti in due trattenute alla fonte ed estendendo il piano di ammortamento fino a 10 anni, si ottiene spesso una rata complessiva inferiore e nuova liquidità immediata.




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