Il regime forfettario rappresenta una scelta sempre più diffusa tra i professionisti e le partite IVA in Italia, grazie alla sua semplicità contabile e a una tassazione agevolata. Tuttavia, questa semplificazione nasconde un’importante specificità che riguarda il mondo delle assicurazioni: la gestione dei costi e delle tutele. Se da un lato l’imposta sostitutiva alleggerisce il carico fiscale, dall’altro la determinazione forfettaria del reddito impone un cambio di prospettiva. Le polizze assicurative non sono più solo uno strumento per “scaricare i costi”, ma diventano un investimento strategico per la sicurezza personale e professionale, con regole fiscali proprie che è fondamentale conoscere.
Navigare tra le opzioni assicurative disponibili richiede quindi una nuova consapevolezza. Per un professionista in regime forfettario, proteggersi da imprevisti come infortuni, malattie o richieste di risarcimento non è un’opzione, ma una necessità. Comprendere quali polizze siano obbligatorie, quali deducibili o detraibili e come strutturare una copertura efficace diventa un pilastro per garantire stabilità e continuità al proprio business e al proprio futuro. Questo articolo esplora le specificità del rapporto tra assicurazioni e regime forfettario, offrendo una guida chiara per orientarsi tra tutele indispensabili e vantaggi fiscali.
Il Regime Forfettario: Un’Analisi Semplificata
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per i professionisti e le imprese individuali con ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro annui. La sua caratteristica principale è l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività) che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Il cuore del sistema risiede nel calcolo del reddito imponibile, che non si basa sulla differenza tra ricavi e costi effettivi, ma sull’applicazione di un coefficiente di redditività al fatturato incassato. Questo coefficiente, variabile in base al codice ATECO dell’attività, stabilisce a priori una percentuale di spesa forfettaria. Ad esempio, con un coefficiente del 78%, lo Stato presume che il 22% del fatturato sia costituito da costi, indipendentemente dalle spese reali.
La Deducibilità dei Premi Assicurativi: Il Nodo Cruciale

La principale conseguenza del calcolo forfettario del reddito è l’impossibilità di dedurre analiticamente le spese sostenute per l’attività. Questo significa che i costi per l’acquisto di beni, servizi e, soprattutto, per i premi delle polizze assicurative professionali non possono essere “scaricati” dal reddito. Che si tratti della polizza di Responsabilità Civile Professionale (RC Pro), di un’assicurazione contro gli infortuni o di una polizza per la tutela legale, il loro costo rientra nella quota di spese già riconosciuta a forfait dallo Stato. Questa regola rappresenta una differenza sostanziale rispetto al regime ordinario, dove tali costi sono generalmente deducibili.
Nel regime forfettario, i costi non si scaricano. Vengono calcolati a forfait. Questa regola è il punto di partenza per ogni valutazione strategica sulla propria protezione assicurativa.
Pertanto, per un professionista forfettario, il premio di un’assicurazione diventa un costo vivo, da sostenere con il proprio margine di guadagno. Questo non diminuisce l’importanza della copertura, ma sposta l’attenzione dal vantaggio fiscale immediato (la deduzione) al valore intrinseco della protezione che essa offre.
L’Eccezione che Conferma la Regola: I Contributi Previdenziali
Esiste un’importante eccezione alla regola della non deducibilità dei costi: i contributi previdenziali obbligatori. I versamenti effettuati alle casse di previdenza professionali (come Inarcassa per ingegneri e architetti) o alla Gestione Separata e alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS sono interamente deducibili dal reddito imponibile. Questo significa che l’importo dei contributi versati durante l’anno viene sottratto dal reddito calcolato con il coefficiente di redditività, prima di applicare l’imposta sostitutiva. Ad esempio, un professionista con 50.000 euro di ricavi e un coefficiente del 78% avrà un reddito lordo di 39.000 euro. Se ha versato 4.000 euro di contributi, il suo reddito imponibile scenderà a 35.000 euro, riducendo così l’imposta dovuta.
Le Assicurazioni come Spesa Personale: La Via della Detrazione IRPEF
Se la deducibilità come costo aziendale è preclusa, alcune polizze assicurative possono comunque generare un vantaggio fiscale attraverso la detrazione IRPEF del 19%. Anche chi opera in regime forfettario, infatti, può avere interesse a sfruttare le detrazioni personali. Questo beneficio si applica all’imposta lorda e riguarda specifiche tipologie di premi assicurativi. In particolare, sono detraibili i premi versati per:
- Polizze vita e infortuni: per i contratti che coprono il rischio di morte o di invalidità permanente superiore al 5%, è possibile detrarre il 19% su una spesa massima di 530 euro.
- Polizze per non autosufficienza (LTC – Long Term Care): i premi per le assicurazioni che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana sono detraibili fino a un massimo di 1.291,14 euro.
- Polizze a tutela di persone con disabilità grave: il limite di spesa detraibile per le polizze vita sale a 750 euro se il beneficiario è una persona con disabilità grave.
Per beneficiare della detrazione, è necessario che i pagamenti siano tracciabili (bancari o elettronici) e che il reddito complessivo non superi determinate soglie. Approfondire le opportunità di risparmio fiscale è sempre una buona strategia, per questo può essere utile consultare una guida alla detrazione per partite IVA.
Quali Assicurazioni Sono Indispensabili per un Forfettario?
Data l’impossibilità di scaricare i costi, la scelta delle assicurazioni per un forfettario deve essere guidata da un’attenta analisi dei rischi. La priorità non è il risparmio fiscale, ma la protezione del patrimonio e del reddito. Le coperture irrinunciabili sono:
RC Professionale: Per molte professioni iscritte a un albo (medici, avvocati, architetti, commercialisti) è obbligatoria per legge. Anche quando non è obbligatoria, una RC professionale resta una guida completa per tutelarsi da richieste di risarcimento per errori o negligenze, che potrebbero avere conseguenze economiche devastanti.
Polizza Infortuni e Malattia: Un libero professionista non gode delle tutele di un lavoratore dipendente. In caso di infortunio o malattia che impedisca di lavorare, il flusso di reddito si interrompe. Una polizza malattia per autonomi garantisce una diaria giornaliera o un indennizzo, assicurando la stabilità economica durante il periodo di stop forzato.
Previdenza Complementare: Costruire una pensione integrativa è fondamentale per chi lavora in autonomia. I contributi versati a un fondo pensione sono deducibili dal reddito complessivo, offrendo un importante vantaggio fiscale e garantendo un futuro più sereno. Una guida alla previdenza per freelance può aiutare a scegliere la soluzione migliore.
Un Caso Pratico: La Strategia Assicurativa di un Consulente Forfettario
Immaginiamo la situazione di Giulia, una consulente di marketing digitale che opera in regime forfettario. Nel 2025, prevede di incassare 60.000 euro. Il suo codice ATECO ha un coefficiente di redditività del 78%. Il suo reddito imponibile lordo è quindi di 46.800 euro (60.000 x 78%). Durante l’anno, versa 5.000 euro di contributi alla Gestione Separata INPS. Questi contributi sono deducibili, quindi il suo imponibile netto scende a 41.800 euro, su cui calcolerà l’imposta sostitutiva.
Giulia non può dedurre altre spese, ma decide saggiamente di investire nella sua sicurezza. Sottoscrive una polizza RC Professionale da 400 euro annui per proteggersi da eventuali errori. Stipula anche una polizza infortuni con un premio di 300 euro, che le darà diritto a una detrazione IRPEF del 19% su tale importo. Infine, versa 2.000 euro in un fondo pensione complementare, che potrà dedurre dal suo reddito complessivo. Sebbene solo i contributi INPS e il fondo pensione offrano un vantaggio fiscale diretto, l’intero pacchetto assicurativo garantisce a Giulia la tranquillità necessaria per concentrarsi sulla crescita della sua attività.
In Breve (TL;DR)
L’adesione al regime forfettario comporta specifiche considerazioni sulle tutele assicurative necessarie e sui possibili vantaggi fiscali.
Esploreremo le coperture essenziali e le opportunità di deducibilità fiscale per ottimizzare la tua protezione e il tuo risparmio.
Esploreremo come orientarsi tra le diverse opzioni assicurative, massimizzando le tutele e i possibili vantaggi fiscali.
Conclusioni

Affrontare il tema delle assicurazioni nel regime forfettario richiede un cambio di mentalità. L’impossibilità di dedurre la maggior parte dei premi assicurativi come costi professionali sposta il focus dal beneficio fiscale immediato alla necessità strategica di protezione. Le polizze non sono più una “spesa da scaricare”, ma un investimento fondamentale per la tutela del proprio patrimonio, della continuità lavorativa e del tenore di vita futuro.
I professionisti forfettari devono quindi agire con lungimiranza, costruendo un portafoglio di coperture su misura. La RC Professionale, obbligatoria o meno, è il primo baluardo contro i rischi del mestiere. Le polizze infortuni e malattia sono essenziali per garantire un reddito anche nei momenti di difficoltà. Infine, la previdenza complementare rappresenta un pilastro per un futuro sereno. Sfruttando le eccezioni, come la deducibilità dei contributi previdenziali e le detrazioni IRPEF per specifiche polizze personali, è possibile integrare la protezione con un’efficace ottimizzazione fiscale, trasformando un apparente svantaggio in una solida base per il successo.
Domande frequenti

No, se adotti il regime forfettario non puoi dedurre analiticamente il costo delle polizze assicurative. Questo regime fiscale prevede un calcolo forfettario delle spese basato su un coefficiente di redditività specifico per la tua attività. L’unica spesa che puoi dedurre dal reddito imponibile è quella relativa ai contributi previdenziali obbligatori versati.
Sì, se la tua professione è iscritta a un Ordine o Collegio che ne prevede l’obbligo (come per avvocati, architetti, medici), devi stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile professionale. L’obbligo non dipende dal regime fiscale adottato, ma dalla normativa che regola la professione.
No, non è possibile. La detrazione del 19% per le polizze vita, infortuni o rischio non autosufficienza si applica sull’IRPEF. Chi opera in regime forfettario versa un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF, perdendo quindi la possibilità di usufruire di queste detrazioni fiscali, a meno che non possieda altri redditi soggetti a IRPEF (come un reddito da lavoro dipendente).
Nel regime forfettario, gli unici oneri che puoi dedurre dal reddito lordo (calcolato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi) sono i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati durante l’anno, come quelli pagati all’INPS o alla propria cassa professionale.
Anche senza vantaggi fiscali diretti, l’assicurazione è un investimento fondamentale per la tua sicurezza. Una polizza di responsabilità civile ti protegge da richieste di risarcimento che potrebbero compromettere la tua attività. Polizze infortuni e malattia, invece, tutelano te e il tuo reddito in caso di imprevisti che ti impediscano di lavorare, un rischio particolarmente alto per un lavoratore autonomo.




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