In Breve (TL;DR)
Nonostante l’allarme online, lo SPID rimane pienamente operativo grazie al rinnovo delle convenzioni governative garantito fino al 2027.
La strategia nazionale punta decisamente sulla Carta d’Identità Elettronica e l’IT Wallet per elevare gli standard di sicurezza digitale.
Si consiglia ai cittadini di attivare la CIE per accedere a servizi più sicuri e prepararsi al futuro portafoglio digitale.
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Roma, 21 gennaio 2026 – Nelle ultime ore, i trend di ricerca su Google hanno registrato un’impennata anomala: la query "scadenza spid" ha superato le 1000 ricerche, segnalando un diffuso stato di incertezza tra i cittadini italiani. In un panorama digitale in rapida evoluzione, dove l’intelligenza artificiale e la cybersecurity giocano ruoli sempre più centrali, la confusione regna sovrana riguardo al destino del Sistema Pubblico di Identità Digitale. È la fine dello SPID? Dobbiamo passare tutti obbligatoriamente alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) da oggi? Facciamo chiarezza analizzando la situazione attuale, le scadenze reali e le prospettive future.
La preoccupazione nasce da un mix di scadenze tecniche e annunci governativi che si sono susseguiti negli ultimi mesi. Sebbene il governo abbia più volte ribadito l’intenzione di razionalizzare gli strumenti di identificazione, la realtà operativa del 2026 è più sfumata di un semplice "spegnimento". Secondo quanto riportato da fonti come Collettiva e Avvenire, la transizione è in atto, ma non prevede interruzioni brusche del servizio per chi è già in possesso delle credenziali. Tuttavia, il passaggio verso un sistema unico ed europeo è ormai tracciato.

Il mito della scadenza e il rinnovo delle convenzioni
È fondamentale sgombrare il campo dal primo equivoco: lo SPID non smette di funzionare oggi. Il picco di ricerche odierno è probabilmente legato a comunicazioni automatiche inviate dai provider (Identity Provider) riguardanti la scadenza della password personale – che per motivi di sicurezza va rinnovata periodicamente – o al rinnovo dei contratti di servizio per l’utenza professionale. Come sottolineano gli esperti di Fastweb nelle loro guide aggiornate, la "scadenza" temuta dai cittadini non riguarda la dismissione dell’infrastruttura.
Infatti, nell’autunno del 2025, il governo ha rinnovato le convenzioni con i gestori dell’identità digitale per ulteriori due anni. Questo garantisce l’operatività dello SPID almeno fino al 2027. Tuttavia, la strategia a lungo termine è chiara: lo SPID, nato come soluzione ponte basata su provider privati, lascerà progressivamente spazio a strumenti gestiti direttamente dallo Stato, in linea con le direttive europee sull’identità digitale (eIDAS 2.0).
CIE e IT Wallet: il nuovo standard di sicurezza

Il vero protagonista del 2026 è l’IT Wallet, il portafoglio digitale integrato nell’App IO, che ha iniziato il suo rollout completo proprio in questi mesi. Al centro di questo ecosistema c’è la Carta d’Identità Elettronica (CIE). A differenza dello SPID, che opera prevalentemente su livelli di sicurezza 1 e 2 (nome utente/password e OTP), la CIE garantisce il livello di sicurezza 3, il più elevato standard europeo.
Secondo Collettiva, la spinta verso la CIE non è solo tecnica ma politica ed economica: accentrare l’identità digitale permette allo Stato di ridurre i costi di gestione versati ai privati e di garantire una sovranità maggiore sui dati dei cittadini. Per l’utente, l’uso della CIE è stato semplificato: non serve più necessariamente un lettore smart card da collegare al PC; basta uno smartphone dotato di tecnologia NFC per leggere il chip della carta e autorizzare l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Tecnologia, AI e la sfida della Cybersecurity

La transizione verso sistemi più robusti come la CIE e l’IT Wallet è dettata anche dall’evoluzione delle minacce informatiche. Nel 2026, la cybersecurity non è più un’opzione ma una necessità strutturale. Le tecniche di phishing e furto d’identità sono diventate sempre più sofisticate grazie all’uso malevolo dell’intelligenza artificiale generativa, capace di creare email truffa indistinguibili da quelle reali o addirittura di clonare la voce per superare i controlli biometrici vocali.
Per contrastare questi rischi, il settore della tecnologia sta rispondendo con nuove soluzioni. Numerose startup italiane ed europee stanno collaborando con le istituzioni per implementare algoritmi di liveness detection (rilevamento della vivacità) sempre più avanzati all’interno dell’IT Wallet, garantendo che chi sta usando l’identità digitale sia una persona reale e presente in quel momento, e non un deepfake. L’integrazione dell’AI nei sistemi di difesa della Pubblica Amministrazione è quindi il baluardo necessario per proteggere i dati sensibili di milioni di italiani.
Cosa devono fare i cittadini oggi
Di fronte a questo scenario, l’atteggiamento migliore è quello della gradualità. Chi possiede lo SPID può continuare a usarlo tranquillamente, ricordandosi di aggiornare la password quando richiesto. Tuttavia, è fortemente consigliato attivare la propria CIE (assicurandosi di avere i codici PIN e PUK rilasciati dal Comune) e configurarla nell’App IO o nell’app CieID. Questo non solo prepara al futuro spegnimento dello SPID, ma offre da subito un accesso più sicuro e universale, valido anche per i servizi transfrontalieri europei.
Conclusioni

In sintesi, l’allarme "scadenza SPID" del 21 gennaio 2026 è ingiustificato se inteso come un blocco immediato del servizio, ma è un segnale importante del cambiamento in atto. La coesistenza tra SPID e CIE è destinata a terminare in favore di quest’ultima e del nuovo IT Wallet. La tecnologia avanza verso standard di cybersecurity più elevati per fronteggiare le minacce dell’AI, e ai cittadini è richiesto un piccolo sforzo di adeguamento digitale. Non buttate il vecchio SPID, ma iniziate a familiarizzare con la vostra Carta d’Identità Elettronica: il futuro dell’identità digitale passa da lì.
Domande frequenti

No, il sistema SPID non smette di funzionare nel 2026. Le convenzioni con i gestori sono state rinnovate fino al 2027. Il picco di ricerche sulla scadenza è spesso dovuto alla necessità di cambiare la password personale o al rinnovo dei contratti per utenze professionali. Tuttavia, il governo sta pianificando una transizione graduale verso la Carta di Identità Elettronica e il nuovo IT Wallet.
La differenza sostanziale risiede nella sicurezza e nella gestione. Lo SPID offre solitamente livelli di sicurezza 1 e 2 e si basa su provider privati. La CIE garantisce il livello di sicurezza 3, il più alto standard europeo, ed è gestita direttamente dallo Stato. Inoltre, la CIE è il fulcro del nuovo ecosistema IT Wallet e permette il libero accesso ai servizi transfrontalieri della Unione Europea.
IT Wallet è il portafoglio digitale integrato nella App IO che ha iniziato la sua diffusione completa nel 2026. Questo strumento centralizza i documenti digitali del cittadino, con la Carta di Identità Elettronica come chiave di accesso principale. Grazie alla tecnologia NFC degli smartphone, IT Wallet permette di usare la CIE senza lettori esterni, offrendo una protezione avanzata contro furti di identità e truffe basate su intelligenza artificiale.
Se possiedi lo SPID puoi continuare a utilizzarlo tranquillamente, ricordando di aggiornare le credenziali quando richiesto. Tuttavia, è fortemente consigliato recuperare i codici PIN e PUK della tua Carta di Identità Elettronica e configurarla nella applicazione CieID o nella App IO. Questo passaggio ti prepara al futuro standard unico europeo e garantisce un livello di sicurezza superiore per i tuoi dati sensibili.
La transizione verso la CIE risponde a esigenze di sovranità digitale, risparmio economico e sicurezza. Accentrare la identità digitale permette allo Stato di ridurre i costi versati ai gestori privati dello SPID e di allinearsi alle direttive europee eIDAS 2.0. Inoltre, il passaggio alla CIE contrasta meglio le minacce informatiche moderne, come il phishing sofisticato e i deepfake generati dalla intelligenza artificiale.



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