In Breve (TL;DR)
L’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato i modelli definitivi per Certificazione Unica e IVA 2026, dando il via alla nuova stagione fiscale.
La Certificazione Unica integra la riforma IRPEF e le nuove soglie di esenzione per i fringe benefit e i trasferimenti dei neoassunti.
Il modello IVA rafforza i controlli antifrode nella logistica, mentre restano confermate le scadenze d’invio tra marzo e aprile 2026.
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L’attesa per professionisti e imprese è terminata. Con un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri, 16 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato la pubblicazione dei modelli definitivi per la Certificazione Unica 2026 e la Dichiarazione IVA 2026. I provvedimenti del Direttore dell’Agenzia, firmati e datati 15 gennaio 2026, danno ufficialmente il via alla stagione dichiarativa relativa al periodo d’imposta 2025, confermando gran parte delle anticipazioni circolate nelle bozze di dicembre e recependo le ultime novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio.
La disponibilità dei modelli ufficiali rappresenta il “fischio d’inizio” per milioni di sostituti d’imposta e partite IVA, chiamati ora a confrontarsi con adempimenti che quest’anno presentano significative variazioni, in particolare sul fronte del welfare aziendale e delle misure di contrasto all’evasione nel settore della logistica. I software gestionali sono già in fase di aggiornamento per consentire la compilazione e l’invio telematico entro le scadenze fissate dal calendario fiscale.

Certificazione Unica 2026: le novità sui redditi 2025
La Certificazione Unica (CU) 2026, che i sostituti d’imposta dovranno consegnare ai percipienti e trasmettere all’Agenzia, fotografa i redditi erogati nel corso del 2025. La struttura del modello riflette il consolidamento della riforma IRPEF, basata su tre aliquote (23%, 35% e 43%), che ha caratterizzato l’anno fiscale appena concluso. Tuttavia, le vere novità si annidano nei dettagli relativi ai benefici accessori e alle agevolazioni per i lavoratori.
Secondo quanto riportato nelle istruzioni ufficiali, il modello recepisce le nuove soglie di esenzione per i fringe benefit. Per il periodo d’imposta 2025, la soglia di non imponibilità è confermata a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti, salendo a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. I datori di lavoro dovranno prestare particolare attenzione alla corretta esposizione di questi dati, fondamentali per evitare sanzioni o recuperi fiscali successivi.
Una delle innovazioni più rilevanti del modello 2026 riguarda l’agevolazione per i neoassunti che hanno trasferito la propria residenza per motivi di lavoro. Come previsto dalla normativa, per i lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025 che si sono trasferiti a più di 100 km dal precedente domicilio (e con reddito 2024 inferiore a 35.000 euro), è prevista l’esenzione fiscale sui rimborsi per canoni di locazione e spese di manutenzione fino a un massimo di 5.000 euro. Il modello CU 2026 include appositi campi per certificare queste somme, garantendo il corretto trattamento fiscale dell’agevolazione.
Scadenze CU: il calendario da rispettare

Sul fronte delle scadenze, il calendario rimane serrato. La trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche contenenti redditi dichiarabili tramite il modello 730 precompilato deve avvenire entro il 16 marzo 2026. Questa data è tassativa per consentire all’Agenzia delle Entrate di elaborare le dichiarazioni precompilate che saranno messe a disposizione dei contribuenti nelle settimane successive.
Per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite la precompilata (come i redditi di lavoro autonomo professionale non occasionale), la scadenza coincide con il termine di presentazione del Modello 770, fissato al 31 ottobre 2026. Tuttavia, si consiglia ai professionisti di procedere con l’invio massivo entro marzo per evitare sovrapposizioni e possibili errori di gestione.
Dichiarazione IVA 2026: focus sulla logistica

Parallelamente alla CU, l’Agenzia ha rilasciato il modello definitivo per la Dichiarazione IVA 2026, relativa alle operazioni effettuate nel 2025. Il nuovo modello recepisce importanti modifiche normative finalizzate al contrasto delle frodi IVA e alla semplificazione amministrativa.
Una delle modifiche più tecniche ma sostanziali riguarda i quadri VE e VJ. Sono stati introdotti nuovi righi specifici per tracciare le prestazioni di servizi rese nei confronti di imprese operanti nei settori del trasporto, della movimentazione merci e della logistica. Questa novità risponde alla necessità di monitorare le operazioni in cui l’imposta è assolta dal committente (in regime di reverse charge o simili) per contrastare i fenomeni di evasione tipici di queste filiere.
In ottica di semplificazione, si segnala l’eliminazione nel quadro VX del riquadro relativo all’attestazione delle società operative. Parallelamente, nel quadro VS è stata inserita una nuova casella per le società di comodo, snellendo la procedura dichiarativa per le holding e i gruppi societari. Il termine per la presentazione della dichiarazione IVA resta fissato, come di consueto, tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026.
Conclusioni

La pubblicazione dei modelli definitivi il 16 gennaio conferma la volontà dell’Amministrazione Finanziaria di garantire tempi certi ai contribuenti e agli intermediari. Con le regole del gioco ormai chiare, la palla passa ora ai consulenti del lavoro e ai commercialisti, chiamati a gestire una mole di dati sempre più complessa. La corretta compilazione della Certificazione Unica 2026 sarà cruciale non solo per la conformità fiscale delle aziende, ma anche per garantire ai lavoratori il corretto accesso ai bonus e alle detrazioni nella loro futura dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti

La trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche contenenti redditi dichiarabili tramite il modello 730 precompilato deve avvenire entro il 16 marzo 2026. Questa data è tassativa per consentire ad Agenzia delle Entrate di elaborare le dichiarazioni precompilate. Per le certificazioni che contengono esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite la precompilata, come quelli di lavoro autonomo professionale, la scadenza coincide con il termine del Modello 770, fissato al 31 ottobre 2026.
Il modello CU 2026 recepisce le soglie di esenzione per i fringe benefit relative al periodo di imposta 2025. La soglia di non imponibilità è confermata a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti, mentre sale a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. I sostituti di imposta devono prestare attenzione alla corretta esposizione di questi dati per evitare sanzioni e garantire la conformità fiscale.
Il modello include campi specifici per una importante novità: la esenzione fiscale sui rimborsi per canoni di locazione e spese di manutenzione fino a 5.000 euro. Questa agevolazione spetta ai lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025 che hanno trasferito la residenza a più di 100 km dal precedente domicilio per motivi di lavoro, a patto che abbiano avuto un reddito 2024 inferiore a 35.000 euro.
La Dichiarazione IVA 2026 introduce modifiche sostanziali nei quadri VE e VJ per contrastare le frodi. Sono stati inseriti nuovi righi per tracciare le prestazioni di servizi rese verso imprese operanti nei settori del trasporto e della movimentazione merci. Lo scopo è monitorare le operazioni in cui la imposta è assolta dal committente, come nel meccanismo del reverse charge, per ridurre la evasione in queste filiere.
Agenzia delle Entrate ha reso disponibili i modelli definitivi con un comunicato stampa del 16 gennaio, a seguito dei provvedimenti firmati il 15 gennaio 2026. Questa pubblicazione segna il inizio ufficiale della stagione dichiarativa relativa al periodo di imposta 2025, permettendo ai consulenti e ai software gestionali di prepararsi per gli invii telematici.



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